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Articolo n° 9114 del 28 Marzo 2007 delle ore 13:53

Messaggio del Vescovo Oliveri per la “Via Crucis” dei Giovani

Cari Giovani,
Nel silenzio del Santuario e nella partecipazione alla Celebrazione, voi continuate la vostra contemplazione del Mistero di Dio che si è fatto visibile in Gesù Cristo, in particolare nel Mistero  della Sua Croce e della Sua Morte; voi continuate il movimento di adesione alla Sua Volontà, come Egli ha aderito a quella del Padre; voi vi lasciate possedere dal Suo amore per essere davvero capaci di amare come Egli vi ha amato.
Salendo sul monte, guardando ammutoliti alle Stazioni della Via della Croce, rendendovi conto di quanto e di come ci abbia amati Gesù Cristo, siete diventati in grado di comprendere quello che Gesù ha chiamato il “Suo Comando”, quello che Egli ha chiamato “Comandamento nuovo”: “Come Io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13, 34).
Occorre capire come Egli ci ha amati, ed occorre innanzitutto capire che Egli è la manifestazione che Dio è Amore, che Egli è l’Unico Dono di Dio al mondo, agli uomini; occorre capire che senza di Lui non è possibile conoscere Dio e che cosa significa che Dio è Amore, che senza di Lui non si può entrare nell’Amore di Dio; ed infine, che senza di Lui non si può diventare davvero capaci di amare, che non si ama davvero se non si dà tutto.
Ma è proprio nel Mistero della Croce che si impara come Cristo ci ha amati, quanto Cristo ci ha amati, Lui, l’Unico Dono di Dio perché l’Unigenito Figlio di Dio.
Vogliamo trarre qualche conseguenza per noi, per la nostra vita, per il nostro stile di vita, per il nostro rapporto con gli altri?       
Ecco: si conosce davvero Gesù Cristo contemplando la Sua Passione, guardando a Lui Crocifisso; lì c’è tutta la grandezza e tutta la misura senza misura del suo amore per noi; non si ama davvero se non ci si dona, non si ama davvero senza sacrificio, senza spogliamento di se stessi; non si può osservare il “Suo” comando se non ci si lascia assimilare a Lui, in tutto, anche e soprattutto nella capacità di soffrire per amore, per diventare dono; non si può osservare il comandamento “Nuovo”, se non si diventa nuovi in Cristo per mezzo della fede e dei Sacramenti, se non ci si riveste di Cristo, se si rimane aggrappati all'”uomo vecchio”, cioè se si rimane schiavi del peccato, se non ci si lascia liberare da ogni gretto attaccamento, dal desiderio di avere e di possedere: non ama colui che vuole solo possedere.
Questa sera, ed ancor domani, nella Celebrazione della Passione del Signore, nella Domenica che il Papa vuole ormai come Giornata Mondiale della Gioventù, voi avete compreso e comprenderete un poco meglio, un poco di più, quanto è serio, quanto è grande, quanto è impegnativo parlare di amore e amare in realtà. Un discorso serio sull’amore non può essere fatto se non si parte da Dio, se non si parte da Gesù Cristo, se non si parte dal Mistero della Sua Croce e della Sua Morte in Croce. Tanto meno si può vivere amando se non ci si lascia rivestire dell’Amore di Dio, rivelato e comunicato a noi in Gesù Cristo.
Non vi dico altro, poich̩ non potrei che ripetere Рin altro modo o con altre espressioni Рquello che vi ho detto.
Ma vi esorto: di tutto questo, parlatene ancora tra voi, parlatene anche ad altri, a molti altri; da un discorso grande e vero può nascere una volontà buona e forte, può nascere un modo buono e felice di vivere.

Vi benedico.

Albenga, 25 marzo 2007
V Domenica di Quaresima
Mario Oliveri
Vescovo di Albenga – Imperia

 


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