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Articolo n° 9175 del 29 Marzo 2007 delle ore 19:37

Fisco: Confesercenti e la Cna sul piede di guerra

Negozianti e artigiani sul piede di guerra. Ad essere contestata è la norma dell’ultima manovra finanziaria secondo cui se un negoziante viene scoperto a non rilasciare scontrini per più di tre volte in cinque anni scatta la chiusura. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: i “cartelli-gogna” imposti ai panifici chiusi a Genova. Non solo chiusura degli esercizi per tre giorni, ma anche affissione di un cartello che spieghi il perché della serranda abbassata: “Esercizio chiuso – è scritto – per reiterata violazione delle disposizioni sull’emissione di scontrini e ricevute fiscali”. A manifestare la contrarietà sono state due associazioni tradizionalmente vicine alla sinistra: la Confesercenti e la Cna. “La via per combattere l’evasione – dicono – è quella degli studi di settore. Poi la sanzione va commisurata: le grandi imprese che evadono, ad esempio, non vengono chiuse”. La Confesercenti minaccia anche una mobilitazione. “La legge non va bene – dice il segretario della Confesercenti locale, Patrizia De Luise – Si tratta di scontrini da pochi euro e la pena deve essere commisurata. Poi la gogna crea una frattura con i clienti. Avevamo lavorato, proprio con Visco, alla messa a punto degli studi di settore nella prospettiva del superamento degli scontrini”. Nessuno contesta la lotta all’evasione, ma – lamentano commercianti e artigiani – chiusura e gogna sono troppo. La protesta da Genova è arrivata a Roma. Il presidente di Confesercenti, il diessino Marco Venturi, parla di “caccia al commerciante” con una norma “assurda” che “produce danni economici, disoccupazione per i dipendenti, disagi ai consumatori sempre meno serviti all’interno delle città“. “Non ci risultano – afferma Venturi puntando l’indice sugli imprenditori a nove zeri – analoghi comportamenti per tante grandi società di capitali che dichiarano sistematicamente redditi nulli o in perdita, per le quali vengono presi provvedimenti di analoga gravità“. La chiusura dell’attività – secondo i commercianti – non è commisurata all’evasione e soprattutto “viola di fatto il diritto di fare impresa e di lavoro per i dipendenti”. Ma è la gogna quella che pesa di più. “Ci addita come i peggiori criminali del Paese – dice Marco Venturi – Se questo attacco continuerà la Confesercenti contrasterà questa azione con una mobilitazione nazionale ad oltranza”. Analogo il commento del segretario generale della Cna, Gian Carlo Sangalli. “Metodi medioevali”, sostiene. “Una norma che impone la gogna del cartello della contestazione sulla serranda – sostiene la Cna – viola i diritti fondamentali del cittadino e la privacy, se si considera che ciò avviene prima del definitivo accertamento”.


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