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Articolo n° 9287 del 02 Aprile 2007 delle ore 15:09

Savona, sindacati critici sui permessi di soggiorno alle Poste

[thumb:2645:r]Savona. Si è svolta questa mattina presso la Sala Giunta del Comune di Savona la conferenza stampa organizzata da Cgil, Cisl, Uil, Caritas, Acli e Arci sui metodi di rinnovo dei permessi di soggiorno alle poste e i loro malfunzionamenti. “Le procedure in vigore dal dicembre 2006 per il rilascio e il rinnovo dei documenti di soggiorno dei cittadini stranieri, decise dal vecchio Governo, ma che non sono state in alcun modo interrotte o revocate dal Governo attuale, costituiscono un aggravamento burocratico, nel quale l’affidamento alle Poste della loro gestione è l’elemento certamente più critico, oltre che francamente vessatorio”. Questo il grido d’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni, che hanno sottolineato diversi aspetti negativi del rinnovo dei permessi di soggiorno a mezzo postale. “Su 3000 domande avanzate nel 2006, tramite la convenzione con le poste, in provincia di Savona, ne sono state regolarizzate solo 12, lo 0,65% del totale. E parliamo solo dell’anno scorso – ha spiegato Anna Traverso, responsabile delle politiche dell’immigrazione della Cgil – Questo si badi, non è dovuto alla mancanza di professionalità da parte del personale di Poste Italiane, o da parte di coloro che lavorano presso le Prefetture e le Questure, ma ad un sistema meccanografico, estremamente complicato, che rende più difficile e laborioso oltreché più costoso per gli immigrati l’iter delle regolarizzazioni. Basti pensare che basta un piccolo errore formale, anche solo una crocetta non perfettamente collocata nel quadratino di riferimento, per bloccare una domanda, anche per mesi, visto che i lettori ottici non riescono a leggere quei documenti, richiedendo spesso e volentieri un nuovo controllo incrociato di dati da parte delle Questure e in qualche caso anche la ripresentazione della stessa domanda ex novo”. Spesso presso gli uffici postali mancano i moduli gratuiti, i cosiddetti kit, e ciò alimenta una sorta di “bagarinaggio” dei moduli stessi, per cui i cittadini stranieri che non riescono a reperirli sono costretti a rivolgersi al mercato nero. La compilazione della modulistica risulta complessa: la prevista assistenza gratuita da parte dei patronati sembra insufficiente, anche per i continui disservizi del sistema informatico. Sia il servizio in convenzione con Poste Italiane sia il sistema della convocazioni “automatiche” in Questura si stanno rivelando “colli di bottiglia” per la loro lentezza. Vanno infine segnalati gli elevati costi della nuova procedura, soprattutto per i permessi di durata superiore ai 90 giorni, per il cui rilascio-rinnovo occorrono circa 70 euro (nel dettaglio, 14,62 euro per la marca da bollo, 30 euro al momento della spedizione e 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico) e questo per ogni membro del gruppo familiare; per cui una famiglia di quattro persone deve affrontare la spesa di quasi 280 euro anche per un semplice cambio di indirizzo. Così si esprimono gli organizzatori della conferenza stampa: “Riteniamo assolutamente urgente che il Governo intervenga per mettere mano a queste palesi ingiustizie, che, tra l’altro, non trovano nemmeno giustificazione sotto il profilo della sicurezza in quanto non garantiscono in alcun modo un controllo da parte dell’autorità costituita, che può entrare in gioco solo in una seconda fase della procedura”.


» Felix Lammardo

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