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Articolo n° 9358 del 04 Aprile 2007 delle ore 10:30

Calizzano: mostra fotografica “Vita d’alpeggio”

[thumb:2661:r]Calizzano. Dal 5 aprile al 1 maggio all’interno del bar Pinotto di Calizzano saranno esposte le immagini del racconto in fotografia “Vita d’alpeggio”. Le immagini, realizzate nel corso dell’estate 2006 da Fabio Revetria e Lara Sappa, nel vallone di Pietrabruna e in alta Valle Ellero, fissano alcuni momenti della vita dei margari e dei loro animali. Per la rappresentazione si sono scelti formati e tonalità di colore differenti a seconda dell’autore e dei soggetti rappresentati. Il supporto scelto per la stampa è il leger, dello spessore di 2 cm. Durante la campagna sono state realizzate oltre 3 mila immagini, dalle quali sono state selezionate le circa trenta che compongono la mostra. Il progetto “Vita d’alpeggio” nasce nell’estate 2006 da un’idea di Fabio Revetria e Lara Sappa. La volontà di dare visibilità ad un mondo pressoché sconosciuto che vive nelle “terre alte” delle nostre montagne è l’input che fa partire i due autori alla scoperta dell’alpeggio, con zaino e macchina fotografica in spalla. Nei tre mesi estivi, sino al momento della transumanza, realizzano un repertorio molto consistente di scatti, tentando di ricostruire per immagini quello che è un modo di vivere straordinario e durissimo che ancora persiste. Uomini e bestie, il pascolo dell’alba e il riposo nel pomeriggio soleggiato. Lunghe mattinate nella nebbia ad aspettare che l’orizzonte restituisca il panorama incontrastato della pianura, ed altre nitide di sole ed aria a regalare lo scenario di un mare cristallino e di Cap Corse, laggiù ad una distanza che sembra quasi regalare il profilo dolce dei rilievi dell’isola. Ma anche la fatica, il lento trascorrere delle ore che tempo non hanno, il desiderio di contatto umano, che talvolta può far stringere il cuore. Tutto questo è Vita d’alpeggio, una sorta di diario per immagini che vuole cercare di raccontare la poesia e il lavoro di quella fetta di tempo che va da San Giovanni fino a San Michele, durante il quale le giornate si accorciano, l’erba lascia spazio alla terra nei gias e i vitellini crescono. Nelle pieghe delle rughe bruciate dal sole, nelle mani nodose e scure, negli occhi profondi di questa gente, abbiamo cercato la storia dell’uomo che da secoli lontanissimi, abbandona la calura della piana d’estate per cercare erba, aria ed acqua negli alti pascoli delle montagne. Il progetto fotografico vita d’alpeggio è stato inoltre integrato con l’applicazione di installazioni sonore. Nelle uscite fatte durante il corso dell’estate 2006 si è realizzata una “presa diretta” dei suoni di particolari momenti del pascolo. Il prodotto ricavato, per quanto di carattere amatoriale, è stato in seguito lavorato e mixato con l’integrazione melodica di temi musicali. La scelta delle musiche è stata fatta in studio seguendo un itinerario tematico che potesse associare ai suoni delle campane, dei muggiti, del passo e del contesto ambientale, un tappeto sonoro che andasse ad integrarsi armoniosamente con questi. Il risultato di questo lavoro è una traccia audio che bene accompagna il visitatore nella fruizione delle opere fotografiche. Note per lo più classiche ed etniche, fanno da fondale ad un intreccio di suoni che riportano immediatamente ad un momento d’estate in quota. La scelta di associare l’elemento sonoro è stata fatta perché nel corso delle uscite fotografiche, quella delle percezioni uditive, ci è parsa una componente essenziale, che non era possibile scindere da quelli che per noi volevano diventare “scatti di un momento di vita”.


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