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Articolo n° 9375 del 04 Aprile 2007 delle ore 15:45

Tirreno power: previsti 650 mln di investimenti e 80 nuovi posti di lavoro

[thumb:2183:r]Vado Ligure. La Tirreno Power al lavoro per garantire più energia e meno impatto ambientale. La società che gestisce la centrale elettrica vadese ha previsto investimenti per almeno 625 milioni di euro, decicendo di incrementare la propria capacità produttiva, sul sito di Vado e in tutta la regione Liguria, per una potenza complessiva di 640 MW, di cui 460 MW provenienti da un nuovo gruppo a carbone e 180 MW da fonti rinnovabili; al tempo stesso l’idea è quella di ridurre le emissioni e migliorare l’impatto ambientale. Le prospettive occupazionali previste sono di 80 nuovi posti di lavoro diretti e 200 nell’indotto. Per i vertici aziendali “si tratta di un piano di sviluppo articolato e ambizioso, che traguarda un arco di tempo di almeno quattro anni; un progetto che è il frutto di un attento studio da parte della società che ha valutato dettagliatamente tutti gli aspetti che investe: economici, ambientali, sociali”. Il progetto è già stato presentato a istituzioni e sindacati nel corso di un tavolo di concertazione. “Il progetto presentato da Tirreno Power è molto interessante – ha commentato il presidente della Provincia di Savona, Marco Bertolotto – in quanto c’è un aumento di produzione di energia sia da fonti tradizionali che da fonti rinnovabili ma con un’attenzione particolare per l’ambiente. E’ la prima volta che un produttore di energia si presenta con idee progettuali per migliorare l’impatto ambientale. Si tratta di un segnale importante, di un nuovo modello di ecocompatibilità“. “Dobbiamo ancora scegliere nei dettagli e sicuramente nelle prossime settimane ci esprimeremo in modo più preciso – conclude Bertolotto – Ma già questo preannuncia un modo nuovo di fare industria, rispettoso delle ragioni dell’ambiente”.


» Felix Lammardo

7 commenti a “Tirreno power: previsti 650 mln di investimenti e 80 nuovi posti di lavoro”
antonio gianetto ha detto..
il 4 Aprile 2007 alle 16:32

Questi continuano ad insistere sul carbone! Dobbiamo subire ancora, oppure è giunto il momento di dire basta?

Bruno Pirastu ha detto..
il 4 Aprile 2007 alle 22:23

Mi chiedo se gli Amministratori leggano o meno i giornali e le pagine tecno/scientifiche per sapere cosa sta succedendo nel mondo ? o se pensano che come a Fantozzi sia sufficiente la promessa del panettone natalizio. L’Italia è nel mirino per il non rispetto degli accordi di Kyoto anche proprio per la riconversione a carbone delle centrali termoelettriche e noi Savonesi dovremmo essere contenti ? Vero che oggi si dispone di tecnologie di filtraggio dei fumi più avanzate che qualche anno fa ma …. Forse non è più attuale perchè mi è stato spiegato anni fa da un dirigente Enel ma i filtri per funzionare devono essere tarati in funzione del tipo di carbone che si brucia , non c’è il CARBONE ma la composizione fisiochimica varia in funzione del giacimento un po come l’ATZ e il BTZ. Sempre la stessa persona , in camera caritatis , mi spiegava che l’Italia quando vende all’estero spesso e volentieri in base agli accordi commerciali , quelli che vengono firmati da Ministri e Portaborse , ci pagano anche in carbone e che abbiamo un mix tale che tarare i filtri spesso è impossibile, un po di carbone Australiano, un po di carbone Americano etc etc. Comunque sia bisognerebbe dire a chi ci governa che certi enfatismi sono un po fuori luogo e che vale il detto Manzoniano Adelante Pedro se se puede. A margine so che da parte di Green Peace c’è una azione per togliere i sussidi statali a chi produce energia da RIFIUTI SOLIDI URBANI in quanto non solo inquinano come altre fonti ma adirittura chi gestisce le centrali , prende soldi dallo stato, dai comuni per lo smaltimento e dall’Enel per la vendta di energia, insomma piu che un discorso ecologico è un buon affare economico e nulla mi toglie dalla testa che la futura centrale a biomasse in Val Bormida non usera RSU da raccolta differenziata, non per niente i comuni si stanno attivando in quella direzione da quando c’è nell’aria l’affare.Comunque sia : carbone ? No grazie !

Bertolazzi Giancarlo ha detto..
il 5 Aprile 2007 alle 16:15

Dopo aver preso atto del Piano di potenziamento presentato dalla direzione di Tirreno Power, la Lega Nord intende presentare alcune considerazioni in merito:

PREMESSO

– che nel 1993, all’atto della firma della prima Convenzione, per ristrutturazione della Centrale, tra Enel ed Enti Locali e successivo Decreto Ministeriale del ’94, si stabilì la ristrutturazione del terzo e quarto gruppo completamente a carbone (con nuovi Desox, Denox e precipitatori elettrostatici per le ceneri); prevedendo, successivamente, di sostituire il primo e secondo gruppo con due gruppi a metano con relativo accordo con Snam per il collegamento alla rete nazionale.

Costo previsto al pre appalto circa 950 miliardi di lire che in seguito a Tangentopoli ed al blocco degli appalti furono poi riappaltati nel ’96 con concorso europeo a meno di 600 miliardi di lire. Sempre nella convenzione era prevista la sostituzione delle due ciminiere con un unica ciminiera.

SI CHIEDE

– come mai al momento attuale ve ne sono addirittura 4? Come mai dopo la fine dei lavori di ristrutturazione del 1999 le amministrazioni di Vado, Quiliano e l’Amministrazione Provinciale non hanno fatto applicare la convenzione? Nel frattempo, dopo che dal 16 ottobre 1999 è stata privatizzata, è forse cambiata la convenzione tra Privati ed Enti locali?

La centrale Enel di Vado Ligure, in pieno governo Prodi nel ’99 (Ministro Bersani), è stata venduta ai privati ad un prezzo che non prevedeva il potenziamento a carbone perciò è stata deprezzata. Oggi, concedendo un gruppo a carbone in più di 460 MW, gli unici a guadagnarci da questo deprezzamento saranno gli attuali padroni della Tirreno Power al quale verrà consegnato un notevole plus valore industriale.

L’Enel pubblica è stata fregata?

I cittadini savonesi sono abituati a queste “fregature”, a questi intrecci tra politici ed affari con soldi dello Stato; basti vedere le aree ex Italsider, vendute a privati come area industriale dismessa da bonificare, per poi diventare, grazie ad una variante ad hoc, area edificabile quindi facendo lievitare almeno di 10 volte il valore delle aree stesse. Ancora una volta i privati, con l’aiuto di amministratori pubblici, guadagnano a spese dello Stato.

Giancarlo BERTOLAZZI
Vice Segretario Provinciale

http://www.leganordsavona.blogspot.com

massimo ha detto..
il 5 Aprile 2007 alle 17:26

Tante belle parole su politica, affari, interessi privati e pubblici ma nessuna per denunciare che la centrale è dal 1970 che riversa su di noi i suoi scarichi. Il mio primo attacco d’asma l’ho avuto a 2 mesi di vita ed ora che sono adulto soffro perennemente di allergia.
Venite a visitare l’Expo a Savona. Ne vedrete delle belle.

Danilo Formica ha detto..
il 6 Aprile 2007 alle 08:08

Oramai la Centrale c’è e sarebbe molto improbabile farla chiudere soprattutto perchè ora appartiene ad un gruppo privato. La cosa importante penso sia impedire il potenziamento e soprattutto tutelare il tratto di costa di Vado da devastazioni irreparabili come quella progettata per la piattaforma “maersk”. Se si continua così purtroppo Vado tra 10 anni sarà invasa dal carbone e dai container.

I Sindaci sembrano fare un opposizione altalenante tra i cittadini ed i proprietari (spesso riconducibili alla loro sinistra) e tra l’altro i loro stessi “compagni” di partito come il Presidente della Provincia Bertolotto si dicono favorevoli ad un ampliamento della centrale. Perchè queste decisioni così importanti non vengono prese direttamente dai vadesi e quilianesi, magari con un referendum ad hoc? I posti di lavoro promessi saranno mantenuti? Il nostro comprensorio ha davvero bisogno di tutta questa energia in più?

La Centrale di Vado Ligure era stata progettata negli anni ’70 per dare risposta ad un grossa richiesta di energia elettrica derivante dalla massiccia industrializzazione che interessava la Liguria ed in particolare la provincia savonese. Ora che ormai quasi tutte le grandi fabbriche hanno chiuso, che senso ha potenziare la centrale e continuare ad investire sul carbone?

http://www.mgpsavona.blogspot.com

W savona ha detto..
il 6 Aprile 2007 alle 09:25

non si può vendere e comprare le quote di salute e poi continuare con questo carbone…

milena d ha detto..
il 6 Aprile 2007 alle 10:30

Ricapitolando:

– il carbone non e’ una fonte rinnovabile

– la sua nocivita’ e i danni a salute e ambiente sono ampiamente comprovati da studi internazionali e da indagini epidemiologiche e ambientali locali. Ora si comincia anche a parlare di radioattivita’, oltre alle varie contaminazioni da polvere.

– Savona e Vado hanno gia’ pagato un prezzo pesantissimo in questi termini, e continuano a pagarlo

– checche’ ne dica l’unione industriali, non c’e’ fame di energia, con le industrie in dismissione, e difatti una buona parte viene esportata fuori regione (l’inquinamento tutto qui, i vantaggi in buona parte altrove)

– i posti di lavoro in ballo non sono molti, considerando che si tratta di una stima generica che non chiarisce di quali posti si tratti, e che di solito si parte promettendo 1000 per concedere 10, per cui, se gia’ si parte cosi’ bassi e incerti, la cosa diventa quasi risibile

– che senso ha allettare con paroloni sul rispetto dell’ambiente e le nuove tecnologie, se poi si punta sempre e comunque su questo maledetto carbone che ormai si e’ deciso deve arrivare in massa a Savona, deve essere impiegato in qualche modo, qualcuno ci deve enormemente guadagnare… ma non la collettivita’, alla quale rimangono solo i danni e neppure le briciole.

Insomma, visto tutto questo, se istituzioni e cittadinanze non si oppongono, vuol dire proprio che si e’ disposti a lasciar passare qualsiasi cosa, e che a nessuno sta a cuore il futuro nostro, della nostra terra e dei nostri figli

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