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Articolo n° 9399 del 05 Aprile 2007 delle ore 11:27

Il Comune di Loano al Family Day

[thumb:2220:r:t=Angelo Vaccarezza]Loano. Questa mattina, su proposta del sindaco Angelo Vaccarezza, la Giunta di Loano ha approvato l’ordine del giorno in merito alla partecipazione al Family Day. L’atto amministrativo delibera l’adesione dell’Amministrazione Comunale di Loano alla manifestazione che si terrà a Roma il 12 maggio in difesa della famiglia, a sostegno dell’adozione di politiche pubbliche di promozione della famiglia tradizionale e contro l’equiparazione al matrimonio di altre forme di convivenza. “Ci siamo impegnati a farci promotori della diffusione sul nostro territorio della manifestazione – ha dichiarato il sindaco Vaccarezza -. Invieremo la delibera da noi approvata a tutti i comuni delle province di Savona e di Imperia, alle Comunità Montane e alle Amministrazioni Provinciali invitandoli ad aderire alla manifestazione. Il Comune di Loano sarà presente in forma ufficiale con il gonfalone. Stiamo inoltre lavorando con il Responsabile Regionale del Forum delle Famiglie per organizzare un treno speciale che raccolga tutte le amministrazioni e i cittadini liguri che intendono partecipare alla manifestazione”.


» Federico De Rossi

7 commenti a “Il Comune di Loano al Family Day”
provolone ha detto..
il 5 Aprile 2007 alle 16:54

continuate con le discriminazioni…adesso pure i Comuni che dovrebbero rappresentare tutta la comunità….chi paga..la famiglia, quella da loro definita tradizionale?

poi i risultati sono questi ….

«Avevo chiesto a mio figlio se voleva uno psicologo. Mi disse di no» «Perché me lo hanno trattato così?» Parla la madre del ragazzo suicida: «I compagni lo hanno isolato dal gruppo. Lo lasciarono solo, come se non fosse uno di loro».
TORINO – «Perchè me lo hanno trattato così? Non aveva fatto niente di male, era tanto buono. Era una persona, un essere umano come tutti loro». La madre piange nel dare la spiegazione del suicidio del figlio, sedicenne, che martedì scorso, a Torino, si è tolto la vita lanciandosi dalla sua abitazione al quarto piano per il disagio che provava a scuola, dove i compagni lo avevano emarginato e, per deriderlo, gli dicevano anche che era omosessuale.
LO SFOGO – «Lunedì – racconta la donna – è tornato a casa dicendo di sentirsi molto stanco e molto triste. Voleva andare subito a dormire. Il giorno dopo sarebbe dovuto andare a lezione alle 8.50, ma mi aveva chiesto di stare a casa per studiare e riposarsi. Sono uscita e dopo un po’ mi ha chiamato mio figlio maggiore, raccontandomi quanto era successo». La donna ha sposato nel 1989 un agricoltore, dal quale ha avuto tre bambini. Lui era il secondo. «I miei figli sono bravi, educati. Gli ho sempre raccomandato di studiare, e in effetti a scuola vanno benissimo». Ma all’istituto tecnico che frequentava il figlio aveva dei problemi. «Io lo sapevo – dice la madre – anche perchè all’inizio del precedente anno scolastico si era confidato con me. Diceva che lo prendevano in giro, che gli dicevano “sei un gay”, “ti piacciono i maschi”. Ne avevamo anche parlato con il preside. All’inizio non voleva più andare in quella classe. Poi vi continuò il corso di studi. E i compagni lo isolarono dal gruppo. Lo lasciarono solo, come se non fosse uno di loro, come se fosse diverso. Io ero preoccupata. Gli chiesi se voleva andare da uno psicologo, mi rispose di no. Non è giusto – conclude la signora – non me lo dovevano trattare così».
05 aprile 2007
corriere.it

Esageriamo ha detto..
il 11 Aprile 2007 alle 19:50

Dare la colpa del suicidio di un ragazzo a chi sostiene la famiglia tradizionale avverso ai pacs o dico o unioni di fatto … o come si vogliano chiamare … beh francamente e’ da ottusi!
Io non difendo ne’ la famiglia tradizionale ne’ quella alternativa … io difendo la liberta’ dell’individuo … di stare da solo o con qualcuno ed essere tutelato nei propri diritti … senza favoritismi ne’ penalizzazioni.
Ma non vedo come le mie opinioni o quelle di altri, se civilmente espresse, possano arrecare danno ad una persona che quotidianamente doveva subire le prese in giro dei coetanei, i quali nulla sanno di Pacs o di diritti civili dei conviventi e nemmeno del matrimonio civile o cristiano che sia.
La cattiveria e la discriminazione non si combattono certo ghettizzando il diverso concedendogli una gabbia dorata chiamata dico … una sorta di ospizio per anziani, lesbiche e omosessuali … per nulla apprezzabile e del tutto inutile … anzi controproducente.
Viva la liberta’ … sessuale … comportamentale … e culturale … ma soprattutto mentale.
Certi schiavi del pensiero comune … di una parte o dell’altra … non portano a nulla di buono!

Bruno Pirastu ha detto..
il 11 Aprile 2007 alle 20:23

La manifestazione del Family Day non è , purtroppo , la Festa della Famiglia , perchè poi dirlo in Inglese ? ma una manifestazione di una parte , una parte , di cittadini in contrapposizione ad un’altra parte. Al di la dei proclami e dichiarazioni di personalità. mebri di partito e altro che per schieramento e o convenienza elettorale ( il privato lasciamolo stare ) si mettono o di qua o di la, non esiste nessuna azione tesa a sapere se la cittadinanza , il popolo , condivide realmente una o l’altra idea. Per questo motivo e cioè la non universalità , tantomeno espressa , non vedo come con il denaro publico si possa aderire , spese e altro , ad una manifestazione di parte. Siamo sicuri che il CORECO passi la spesa ? io ho i miei dubbi.

francesca ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 09:39

caro Bruno,
non credo che i sindaci o chi per essi nel manifestare per il family day dabbano far ricadere le spese sulle fonti pubbliche. credo che un biglietto di venti euro se lo possano permettere. a suffragio dell’argomento invece corretto che chi ha coscienza politica abbia anche coscienza di valori e il valore della famiglia trascende senza dubbio ogni altro possibile valore perchè dalla famiglia dovrenmmo venire tutti. chiaramente poi ci sono le eccezioni e di queste nessuo ha colpa e nessuno vuole fare discriminazioni. la libertà sessuale, in qualunque scelta è accordata a tutti ma non posso farmi imporre un nuovo valore di convivenza a discapito di un altro nel quale credo e che la tradizione ci consegna. Il sindaco di Loano Vaccarezzaè stato un grande pe rl’intuizione che ha avuto: essere testimone di un valore in cui crede. i comunisti per quanto ci potrebbero credere a Roma non si faranno vedere perchè se no finiscono per sparire proprio secondo un processo di autofagocitosi.

Tancredi d’Altavilla ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 13:39

Bene, ottima l’idea di partecipare al “FAMILY DAY” col gonfalone del Comune di Loano, auspico che molti altri Comuni italiani ne seguano l’esempio!
Difendiamo i Valori e la famiglia e non facciamoci intimidire da scritte, minacce o atti di delinquenza vari messi in atto da chi è ben conscio di aver già perso la battaglia su tutti i fronti! (Ricordiamoci del Referendum sulla fecondazione assistita…).
Le ingiuriose ed inqualificabili scritte comparse a Genova e, per spirito di emulazione da parte di imbecilli, in altre città italiane facciano riflettere coloro che a livello politico hanno voluto estremizzare fin dall’inizio la vicenda dei Di.Co. esternando un anticlericalismo becero ed ingiustificato! Queste scritte ne sono le conseguenze, e speriamo che qualche testa calda non passi alle vie di fatto!
Purtroppo alcuni esponenti politici non si sono resi conto che la laicità è una cosa, il laicismo esasperato è un’altra!
I continui proclami contro il Papa e la CEI di alcuni partiti hanno prodotto questo clima ed ora se ne devono assumere la responsabilità. Ho visto in TV una scritta che diceva “CRISTIANI AI LEONI”, questo capitava quando i primi martiri cristiani duemila anni fà venivano dati in pasto alle belve nel colosseo per divertire Nerone e compagnia. E’ questo il progresso democratico di cui gli anticlericali si riempiono la bocca? Complimenti e… VERGOGNA!!!

Gianni Rosa ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 18:02

penso che faranno un pò di fatica, per trovare qualcuno che non sia separato, divorziato o che conviva, almeno le persone in questa condizione dovrebbero astenersi dal partecipare secondo la chiesa. fanno già fatica a trovare un presentatore televisivo, dopo tante proposte si sono accorti che erano tutti finora o separati o divorziati. chissa cosa si inventeranno per farci credere che gli italiani pro DICO sono contro la famiglia tradizionale. ma chiediamolo questo referendum, cosi ognuno può esprimere la sua opinione, ma sopratutto capiremo quello che vogliono veramente gli italiani.

Antonio ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 20:04

caro Gianni Rosa, il titolo di opinionista da novella duemila non se lo meriti. separato divorziato che sia, uno sostiene la famiglia perchè in quella crede come valore e ideale, al di là del limite umano personale. non a caso tutti sono chiamati a sostenere la famiglia, proprio perchè da quella deriva il concetto di unione tra un uomo e una donna. la convivenza se c’è ben venga ma non può e non deve essere parificata alla famiglia. anche i suoi genitori credo abbiano coronato il loro fidanzamento e eventualemnte la loro convivenza con il matrimonio e se non l’avessero fatto, beh magari sono ancora in tempo e lo scontro sui dico ha aiutato a riflettere sul valore della famiglia. non si perda d’animo dunque e metta da parte la rosa, fa male a lei a fa male a tutti

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