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Articolo n° 9501 del 10 aprile 2007 delle ore 11:07

Riviera dei Teatri: “La commedia degli errori” chiude la stagione alassina

[thumb:2697:r]Alassio. La Commedia degli errori di William Shakespeare con Giuseppe e Micol Pambieri chiuderà la stagione teatrale organizzata dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Alassio  nell’ambito del circuito teatrale “La Riviera dei Teatri – Provincia di Savona”. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 13 aprile, alle ore 21.00, al Palalassio “L. Ravizza”. Giuseppe Pambieri sarà anche ospite di “un’ora con l’attore”, iniziativa rivolta in particolar modo ai giovani, che, partecipando a tre incontri con gli attori o assistendo ad uno o più spettacoli di quelli selezionati per loro, potranno richiedere al Comune un credito formativo. Alle ore 17.30, nell’Auditorium della Civica Biblioteca, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare Giuseppe Pambieri e di scoprire alcuni retroscena dello spettacolo. A condurre l’incontro sarà la giornalista Elisabetta Mandracchio.
La Commedia degli errori è ritenuta la prima opera di Shakespeare. Lontano dall’idea di ricalcare il plot originale (la commedia è ispirata Menecmi di Plauto), l’autore amplifica il doppio dei due gemelli (gli Antifoli) ai quali, in una giornata di folli equivoci, si affiancano due servi (i Dromi), anch’essi gemelli, moltiplicando così gli elementi di confusione, all’interno di un contesto esotico e fiabesco.
L’involontaria comicità degli scambi di persona, delle situazioni assurde in cui le due coppie vengono a trovarsi si innesta in una Efeso magica e surreale dove le rincorse dei personaggi diventano metafora di malinconica incomunicabilità.
Nella tradizione della “Comedy” i gemelli sono sempre interpretati da attori somiglianti. In questa versione, invece, ogni coppia è interpretata da un unico attore, e questo rende ancora più comici gli scambi di persona.
Uguali nel fisico, ma diversi nei caratteri: Antifolo di Siracusa è colto, sussiegoso, schivo ma al tempo stesso assetato di nuove esperienze. Antifolo di Efeso è un solido mercante con i piedi per terra, passionale e iracondo. I due servi fanno il verso ai rispettivi padroni imitandone i vezzi.
La moglie di Antifolo di Efeso, Adriana, ironica e sprezzante, combatte contro i pregiudizi del maschilismo dominante, che la sorella Luciana considera ineluttabile. L’ira di Adriana verso Antifolo si scambia con l’infatuazione dell’altro Antifolo per la sorella.
Viene mantenuta l’unità temporale di questa giornata folle, voluta scrupolosamente da Shakespeare: dall’alba, con la condanna a morte di Egeo, al tramonto, in cui l’agnizione finale vede i due gemelli confrontarsi come in un unico specchio. Unità di tempo, sì, ma anche tempo impazzito, una frantumazione che va di pari passo con l’alienante contrappunto delle reciproche incomprensioni.
Lo spettacolo è fortemente onirico, ritmico, scandito da luci violente e colorate che accompagnano in un clima visionario l’andamento della commedia.

 


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