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Articolo n° 9538 del 11 Aprile 2007 delle ore 09:01

Altare, ristrutturazione Villa Bordoni: incontro in Comune

[thumb:2531:r]Altare. Si è svolto ieri mattina in Comune un incontro tra giunta comunale di Altare (rappresentata dal sindaco e assessore all’urbanistica, Olga Beltrame, dal vice sindaco, Davide Berruti, dall’assessore al bilancio, Angelo Billia, e dal responsabile dell’area urbanistica dell’ufficio tecnico, Sandro Ferraro) e i vari soggetti interessati alla ristrutturazione di Villa Bordoni: il rappresentante della Condominio Castello snc di Altare, proprietaria dell’immobile, lo studio di architettura Fasoli e Capuani di Milano e l’impresa edile Siccardi e Rossi di Vado Ligure. Il progetto prevede la ristrutturazione dell’immobile situato sulla collina che domina l’edificio comunale, a due passi dal centro storico. Verranno realizzati una ventina di appartamenti, con la possibilità di destinare gli spazi architettonici più pregiati ad uso pubblico. Durante l’incontro si sono registrate anche alcune reazioni alle affermazioni del consigliere provinciale Roberto Nicolick, riportate da vari organi di stampa, proprio sulla ristrutturazione di Villa Bordoni. Sottolineano i soci dell’impresa Siccardi e Rossi: “Da quando è nata l’idea della ristrutturazione, vale a dire nell’ottobre scorso, non abbiamo certo perso tempo. Il primo passaggio obbligatorio, visto che si tratta di un immobile antico, era l’approvazione del progetto da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Liguria. Sono pratiche che normalmente richiedono tempi molto lunghi, siamo contenti che invece la risposta, seppure informale, della Soprintendenza sia arrivata in tempi ragionevoli e siamo oltremodo soddisfatti che questa risposta sia positiva”.
Precisa l’ingegner Marco Sobrero, liquidatore della società Condominio Castello, proprietaria dell’immobile: “Sono sorpreso dall’iniziativa del consigliere Nicolick sull’entrata arbitraria all’interno di una proprietà privata regolarmente recintata e dotata di cartelli di divieto di accesso. Invito pertanto il consigliere Nicolick, qualora abbia necessità di entrate nuovamente nell’immobile, a chiedere, come buona educazione (e non solo) impone, il permesso al legittimo proprietario”.
 


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