Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 9685 del 16 Aprile 2007 delle ore 08:00

Giro di squillo al Karisma di Imperia: dal giudice anche una savonese

[thumb:2822:r]Ceriale. Cominciano questa mattina presso il Tribunale di Imperia gli interrogatori delle otto persone arrestate nei giorni scorsi per estorsione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione a seguito delle indagini sul “Karisma”, il locale imperiese di via Cascione dove, in aggiunta agli spettacoli di lap dance e streap tease, venivano fatte prostituire numerose donne italiane e dell’est europeo. Davanti al magistrato sfileranno Michele De Marte, 38 anni, originario della provincia di Reggio Calabria ma residente a Diano Marina; Antonio Di Noia, 30 anni, originario di Potenza ma abitante a Cervo; i fratelli Giuseppe e Claudio Maccarone, di 39 e 38 anni, di Vibo Valentia; Robertino Crocetta, 42 anni, imperiese; Luca Giani, 32 anni, di Diano Castello; Davide Veronio, 24 anni, di Biella ma di fatto domiciliato a Diano Marina; e Monica De Pippo, 35 anni, originaria di Genova ma abitante a Savona. Quest’ultima è accusata di avere avuto il compito di reclutare le ragazze, spesso russe, polacche e romene, che si sarebbero intrattenute con i clienti seguendo un’apposita tabella con orari e tariffe per le prestazioni. Tra i locali perquisiti dagli investigatori, anche l’M3 di Ceriale, dove lavorava la stessa De Pippo, che avrebbe “traghettato” alcune ballerine dai privé cerialesi agli stanzini del Karisma. La trentacinquenne è stata arrestata nella notte tra giovedì e venerdì a Loano mentre riportava a casa due ragazze che avevano trascorso la serata nel night di Imperia. Diciassette in totale le perquisizioni effettuate dai carabinieri, che hanno portato al sequestro di una cassetta di sicurezza postale, di alcuni conti correnti e di una sorta di libro contabile che serviva per registrare l’attività illecita. Secondo quanto scoperto dagli inquirenti, dunque, al Karisma non si offrivano soltanto spettacoli di lap dance, ma anche vere e proprie prestazioni sessuali. Le tariffe erano di 50 euro per dieci minuti. I rapporti si consumavano in uno stanzino del locale, dove al momento dell’ingresso del cliente l’impiegato alla cassa accendeva la luce rossa che spegneva allo scadere dei dieci minuti. Le ragazze incassavano un fisso di 80 euro a serata, più l’ospitalità e provvigioni in base al lavoro svolto, e riuscivano ad intrattenere anche sei o sette rapporti a serata. Ciascuna, però, rimaneva fissa nello stesso locale per non più di due settimane.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli