Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 9682 del 16 Aprile 2007 delle ore 07:22

Savona, sabato pomeriggio in piazza del Popolo

Sabato nel  pomeriggio e nella prima serata a piazza del Popolo si incontrano un crogiuolo di razze ed etnie, fra le piu’ diverse. La stessa piazza e’ chiaramente divisa in enclave nettamente delimitate da confini ferrei ed invisibili. Ho provato a girellare incuriosito per i vialetti ed i marciapiedi della piazza,e ho notato queste divisioni: in linea di massima abbiamo il tratto iniziale di Via Paleocapa che fa da spartiacque, sulla parte a monte sostano decine di donne, badanti, russe ed ucraine, alte e robuste, che siedono sulle panchine del settore a monte, parlottano fra di loro e si dissetano da lattine di birra. Sui giardini della parte a monte, di fronte al Riviera Suisse, la zona e’ di pertinenza di barboni e balordi in compagnia dei loro cani, dormono sulle panchine, fanno i loro bisogni nelle aiuole e importunano i pendolari che salgono sui bus , chiedendo soldi a tutti. Il lato mare e’ diviso in tre settori, il chioschetto e’ circondato da decine di sudamericani, uomini e donne, molto vivaci e agitati, siedono sulle panchine a grappoli, devono quantita’ industriali di birra e lo testimoniano le decine di bottiglie e lattine abbandonate sul marciapiede. Quando il tasso alcolico e’ elevato,  scoppiano le liti anche per futili motivi, ma pare che la gelosia sentimentale sia una delle principali cause scatenanti. Spesso ci scappa la scazzottatura, che comunque in genere finisce con reciproci abbracci e ulteriori bevute. Hanno auto vecchie scalcagnate. Andando verso il centro, c’e’ un altro ritrovo, i cui avventori, dall’aspetto petroso e ferrigno, siedono ai tavolini fuori. Si tratta di gente di provenienza balcanica, albanesi, macedoni e qualche isolato rumeno.Molto composti e controllati,vestiti con  parlano con modi grevi e suoni gutturali, difficilmente alzano il tono della voce. Pare  quasi che abbiano paura di far filtrare i loro pensieri, danno l’idea che l’oggetto delle discussioni siano cose riservate.Le loro auto, parcheggiate in divieto, li’ accanto sono grosse, costose e fiammanti, non sicuramente giustificate da redditi bassi o medio bassi. La mia impressione e’ che siano tutti gruppi molto impermeabili, non comunicanti fra di loro, spesso in contrapposizione ma con un unico target: detenere il controllo di una piazza per poter vivere come a casa loro senza pagare dazio alla cultura ed alle tradizioni locali. Ala sera, i rifiuti di queste presenze rimangono come ingombranti reliquie di presenze inquietanti. Resta il fatto che stiamo assistendo ad una replica del quartiere San Salvario di Torino.Una piazza , di cui si parla con insistenza a livello architettonico, che non e’ piu’ a Savona o in Italia, ma e’ un porto franco che sta volando verso l’estero.

Roberto Nicolick
Capogruppo consiliare Lega Nord Savona

» Redazione

11 commenti a “Savona, sabato pomeriggio in piazza del Popolo”
Nicolò ha detto..
il 16 Aprile 2007 alle 17:31

Ancora Nicolick? ma come è possibile che quasi tutti i giorni ci tocchi vedere un suo intervento? o è una foto notizia, o è una lettera, o è un commento ad altre notizie, o è il suo CANE che parla per lui…non sarebbe ora che si ponesse un limite alle sue incursioni su questo sito? anche perchè non vedo scritto da nessuna parte che http://www.ivg.it sia un organo di stampa della Lega Nord? o lo è? sinceramente comincio a pensarlo…

Gianni Rosa ha detto..
il 16 Aprile 2007 alle 17:36

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi si sono alleati due volte, nel 1994 e nel 2001. Entrambe le volte l’alleanza fu determinante per l’esito delle elezioni. Tra la prima e la seconda volta ci fu una pausa di riflessione, chiamata Ribaltone, in cui Bossi diede del “mafioso” a Berlusconi e questi diede del “giuda” e del “pazzo” a Bossi. Nel 2001 i due tornarono alleati e per cinque anni i leghisti, fedeli come cagnolini da passeggio, votarono le infami leggi su misura per l’impunità di Previti e soci. In cambio ottennero la riforma della Costituzione, la famigerata devolution, poi cancellata dal referendum.
I maligni sostengono che recuperare la fedeltà del suo “giuda” sia stato economicamente oneroso per Berlusconi. I bene informati ricordano che prima della nuova alleanza con “il mafioso di Arcore” la Lega era stremata dai debiti, poi magicamente ripianati. Recentemente, da un’inchiesta sugli spioni Telecom, è emerso un foglietto di appunti con una cifra: 70 miliardi di lire. Questo sarebbe il prezzo della Lega.
Secondo la giornalista Rosanna Sapori, Umberto Bossi avrebbe venduto a Berlusconi addirittura la titolarità del simbolo del partito e la sua fedeltà sarebbe costata molto di più di quei 70 miliardi.
Ma difficilmente conosceremo la verità sui delicati rapporti fra il “mafioso” e il suo “giuda”. Il bonifico estero su estero è un metodo ben collaudato.
Rosanna Sapori ha lavorato per anni a Radio Padania, dalla quale è stata cacciata per un motivo politico: per mesi criticò in radio il decreto Salva-assicurazioni, poi la Lega decise di appoggiare quel decreto. Protestò con il ministro Castelli e non fu perdonata.
L’altra sera a Padova Rosanna mi ha concesso una breve intervista, per ricordare la degenerazione della Lega: da movimento anti-sistema a partito-setta, ben radicato a “Roma Ladrona”.

Gianni Rosa ha detto..
il 16 Aprile 2007 alle 17:51

per onore della cronaca, scusate devo aggiungere che l’articolo sopra è tratto dal blog di http://www.pieroricca.org dove è anche possibile sentire e vedere l’intervista a rosanna sapori. scusate se non l’ho scritto subito e stata una svista.

Redazione ha detto..
il 16 Aprile 2007 alle 18:02

Rispondiamo a Nicolò. IVG.it è un sito che, oltre alla parte giornalistica, fornisce ai suoi utenti uno spazio di confronto. A prescindere dalla connotazione politica degli interventi (lettere, commenti o fotonotizie), pubblichiamo quanto ci viene inoltrato dai nostri lettori anche quando siano prolifici nell’invio del materiale. Per quello che concerne invece la linea editoriale, l’indipendenza della nostra testata giornalistica è dimostrata dagli articoli sinora pubblicati.
La Redazione di IVG.it

alex ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 07:52

Non lamentatevi mai dell’eccesso di libertà. Personalmente non sono nè dello stesso orientamento politico del signor Nicolick, tantomeno condivido diverse sue idee, ma comunicare le proprie è, per fortuna, ancora un diritto e sono felice di aver la possibilità, al limite, di potermi “scontrare” o meglio “incontrare” opinioni diverse dalla mia. Il discorso di piazza del popolo è del tutto vero: sembra una mappa del risiko, ma la impermeabilità di cui si parlava è spesso a doppio senso. Quanto emarginiamo noi e quanto si emarginano loro? Non c’è risposta, così come non ci deve essere tolleranza cieca. Si può definire un gruppo di persone generalmente come “albanesi”, “rumeni” oppure italiani, pensando così di aver costruito un recinto capiente al punto da poterli contenere tutti, ma, nell’esempio degli “italiani”, ci siamo dentro io, il signor nicolick e chi lo critica: come si fa ad immaginare la coerenza granitica di un gruppo così composto? Magari io sono un criminale, ma non per questo i restanti lo devono essere per forza. Del resto, se sporcano, questi gruppi devono essere puniti al pari degli altri e su questo non ci pione.
Buona giornata
Alex

Diego ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 08:50

Non siamo più padroni della nostra città…
Per un giovane la situazione è terribile: che futuro ci aspetta

Matteo ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 09:55

A dire il vero…come si può dire il vero? Viviamo in un paese, parlo dell’Italia ma anche della nostra amata Savona, in cui ogni giorno se ne combinano più di Bertoldo. Basta sfogliare un giornale o semplicememente guardarci attorno per renderci conto che, nonostante le nostre capacità e potenzialità, facciamo troppo spesso la figura degli approssimativi, dei quelli che cercano l’intortamento a tutti i costi. Davvero non me la sento di parlare male di gente che, almeno in parte (e lo specifico!!), viene nel nostro paese sperando di trovare quel qualcosa in più e invece si trova a fare in conti con l’oste in una situazione dove tutto sembra girare al contrario. Forse, in grave ritardo sulla tabella di marcia, non siamo pronti ad una città multietnica….ma non stiamo a parlare di Loro come se fossero un male all’interno di un organismo.
Non dimentichiamoci che anche a Savona esistono persone straniere che fanno lavori che ormai nessun nostro connazionale vuole più fare. Sarebbe forse il caso di tornare indietro di qualche anno.

Adriano ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 12:44

Vedo solo tanta ignoranza e xenofobia.. aggiungo che i Savonesi sono il popolo più chiuso e retrogrado d’Italia… non dico nulla sulla Lega perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa..poverini..

provolone ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 16:27

Qesto è un commento della più grande sanatoria fatta nella storia della Stato italiano…era il novembra 2002 al governo il centro destra con il mafioso (parole di Bossi) Silvio Berlusconi e Giuda (parole di Silvio Berlusconi) Bossi…caro Nicolick come al solito predicate bene ma poi razzolate male…ecco cosa avete fatto quando siete stati al governo…
informatevi avete nelle mani un grande strumento di concenza la rete…

02-12-2002
Una grande sanatoria: quando la prossima?
Tito Boeri
da la voce.info

Passerà alla storia come “la grande sanatoria del 2002”. Ed è un dramma, quello dell’immigrazione clandestina, di cui proprio non ci si può dimenticare: troppo spesso capita di leggere di navi di disperati alla deriva al largo delle nostre coste. Eppure, della sanatoria degli immigrati appena conclusa si sente poco parlare. Quasi ci si vergognasse di averla fatta. Ma non deve passare in silenzio, perché sono molte le lezioni da trarre. Riguardano il valore dell’immigrazione per il nostro paese, le ipocrisie della politica e cosa bisognerebbe fare per evitare di dover varare una nuova sanatoria di qui a breve.

Il valore dell’immigrazione

Erano in molti, tra le file dello stesso Governo, a pensare che la sanatoria avrebbe coinvolto circa 200.000 persone, come nel 1998. Invece quella che si profila all’orizzonte è la più grande sanatoria mai attuata nel Vecchio Continente, comparabile, con le dovute proporzioni, solo alla mega-amnistia del 1986 negli Stati Uniti. Quasi 700.000 le persone di cui si chiede la regolarizzazione, poco meno del 3 per cento della nostra forza lavoro. I cittadini italiani per la sanatoria hanno versato volontariamente nelle casse dell’INPS circa 350 milioni di euro, un sesto del gettito dell’eurotassa, che era servita per entrare nell’euro. Presumibilmente molti avrebbero fatto domanda pagando di più, anche molto di più. Quei 700 miliardi di vecchie lire versati sono, dunque, solo un limite inferiore del valore economico di trattenere queste persone in Italia. Non possiamo fare a meno degli immigrati perché essi tengono insieme un mercato del lavoro altrimenti spaccato a metà, l’una senza lavoratori, l’altra senza lavori. Il 95% degli immigrati risiede nei mercati del lavoro dinamici del centro-nord, da cui, non a caso, provengono 4 su 5 domande di regolarizzazione. Nella sola Lombardia sono state depositate più domande che nell’intero Mezzogiorno. Senza questa manodopera mobile, pronta a rispondere al richiamo dei posti vacanti, i costi del nostro dualismo – in termini di mancata crescita e inflazione – sarebbero molto più alti. Gli immigrati, inoltre, tappano alcuni dei buchi del nostro sistema di protezione sociale: è proprio dalla mancanza di servizi per i non-autosufficienti che nasce quella domanda di “badanti” (si veda Ranci) che molti non sospettavano e che ha grandemente contribuito a gonfiare i numeri della sanatoria.

Le ipocrisie della politica

La sanatoria testimonia, una volta di più, le ipocrisie su cui si reggono le politiche dell’immigrazione. Sembrano fatte solo per non essere applicate. Si fa credere agli elettori che sia possibile chiudere le frontiere, sapendo bene che, più forti sono le restrizioni ai flussi, più ampia è la sanatoria che, prima o poi, dovrà regolarizzare ex-post chi è entrato comunque, a dispetto dei divieti. Nonostante il rallentamento congiunturale, quest’anno si è invertita la tendenza alla riduzione degli sbarchi clandestini, proprio mentre venivano ridotte le quote di immigrati ammessi regolarmente (soprattutto al netto dei lavoratori stagionali). In ciascuno degli ultimi cinque anni abbiamo avuto circa 100.000 nuovi arrivi tra flussi programmati e sbarchi: quando diminuivano i primi, salivano i secondi, quasi a compensarne la mancanza. Ora si dice che questa sanatoria sarà davvero l’ultima. Ma c’è qualcuno disposto a crederci davvero?

corrado ha detto..
il 17 Aprile 2007 alle 18:49

L’Italia non e’ una nazione, non c’e’ integrazione fra italiani, come puo’ esserci integrazione fra italiani e stranieri? L’Italia e’ il paese dei furbi, di corrotti e di ladri, se lo sono italiani allora tutto e’ normale e lecito, se lo sono gli stranieri allora e’ il cancro. Basta vivere un po’ all’estero per farsi un’idea di come sono considerati gli italiani. In ogni paese d’Europa c’e’ integrazione, sicuramente mille volte meglio che in Italia. In Italia, e soprattutto in Liguria, ogniuno pensa solo a se’ stesso. Nicolick allude bene (perche’ invece non si schiera visto che la sua posizione sembra chiara?) ma razzola male, il suo partito e’ opportunista come ogni altro. Il problema non sono gli immigrati. Il problema e’ l’Italia. Chissa’ se mi censurerete anche questo commento.

Pulcix ha detto..
il 18 Aprile 2007 alle 00:02

rimane il fatto che la maggior parte dei fatti di cronaca nera hanno come protagonisti persone immigrate, ora è bene non fare di tutta l’erba un fascio ma la realtà purtroppo è questa…
ed è anche vero che il 50 % dei detenuti nelle carceri italiane sono immigrati….
secondo me di delinquenti ne abbiamo anche troppi tra noi italiani se poi si aggiungono anche quelli stranieri siamo fritti!!!

CERCAarticoli