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Articolo n° 9735 del 17 Aprile 2007 delle ore 08:54

Fondazione Carige: strategie per salvaguardare l’integrità del patrimonio

Regione. Cambia strategia la Fondazione Carige: meno erogazioni a pioggia e forti accantonamenti da un lato per potenziare l’integrità del patrimonio ed essere sempre più il punto di riferimento di Banca Carige, dall’altro per alimentare un Fondo di Stabilizzazione delle Erogazioni. Così il cda, nell’approvare il bilancio 2006, che presenta un avanzo di 37 milioni di euro, ha messo a riserva dell’integrità del patrimonio 7,178 mln ed ha alimentato con 12,250 mln il fondo stabilizzazione erogazioni. Le somme da erogare sono state fissate in 16,305 mln, mentre 1,276 mln andrà al fondo per l’attuazione del protocollo d’intesa Acri.
“Considerato il ruolo di garante della comunità ligure esercitato dalla Fondazione Carige rispetto alla difesa del radicamento territoriale, dei livelli occupazionali e delle potenzialità di Banca Carige – si legge nel comunicato emesso a conclusione della riunione del cda presieduto dall’industriale dolciario Flavio Repetto – si è deciso in primo luogo di perseguire con convinzione la finalità di salvaguardare e potenziare l’integrità del patrimonio, accantonando le necessarie risorse per essere sempre più il punto di riferimento di Banca Carige, supportandola adeguatamente nella strategia di consolidamento. In secondo luogo, si è ritenuto di potenziare il sistema di stabilizzazione delle erogazioni con opportuni accantonamenti che consentano di poter affrontare serenamente le erogazioni future, indipendentemente dall’entità dell’afflusso dei proventi”. “In tale contesto – prosegue la nota – è prevista una riorganizzazione e razionalizzazione dei settori, all’interno delle quali saranno ricomprese le casistiche Acri e ministeriali. L’obiettivo primario è finalizzare gli interventi ad una destinazione collettiva che privilegi, rispetto ai singoli, le comunità. Tra i temi in evidenza: la salvaguardia del territorio, delle zone in difficoltà, dell’entroterra e dei piccoli comuni, delle realtà benefiche singole ed associate. Il tutto però in un’ottica di razionalizzazione ed organizzazione ‘ex ante’ e non più di mera risposta alla mole di richieste, spesso disarticolate e dispersive, che pervengono annualmente alla Fondazione”.


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