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Articolo n° 9805 del 19 Aprile 2007 delle ore 08:54

Alla cortese attenzione della malasanità savonese

Mi chiamo Marco Mosca e vorrei portarVi a conoscenza di un fatto increscioso capitato a mia madre che accusando da oltre un mese dolori lancinanti alla gamba SINISTRA, il medico curante la indirizzava al Pronto Soccorso di Savona dove le veniva diagnosticata una lombocruralgia DESTRA.
Vedendo riportato sul foglio di dimissione del Pronto Soccorso la frase prestampata “E’ importante che lei venga controllata dal medico curante perché è impossibile” (ovvero, non si ha voglia né tempo di..) “riconoscere e trattare tutti gli aspetti di un trauma/malattia in una singola visita di pronto soccorso” e peggiorando il dolore, riteneva opportuno rivolgersi nuovamente al medico curante per farsi prescrivere una risonanza magnetica ma questi si rifiutava consigliandole di ritornare al P.S. di Savona.
Alla seconda visita il P.S. di Savona riscontravano dolorabilità al femore DESTRO sul quale effettuavano raggi X anche se il radiologo dichiarava sul referto che trattavasi del femore  SINISTRO! Il medico curante continuava a rifiutarsi nel prescrivere la risonanza magnetica: ormai è risaputo che lo Stato ha imposto un budget di spesa che non deve essere sforato né dai medici curanti né da quelli ospedalieri, al fine di ridurre la spesa pubblica sanitaria e le liste di attesa a scapito della nostra salute: il Ministro Turco (che ha recentemente dichiarato che la situazione è migliorata in quanto le Regioni hanno adottato i piani per ridurre le liste di attesa) non sa che risparmiare qualcosa oggi, può costare molto caro dopo in quanto il diagnosticare CORRETTAMENTE, ma in ritardo, una malattia grave può comportare deficit gravi e permanenti, se non addirittura la morte, a cui si può fronteggiare, forse, dopo ma solo con medicine e cure giornaliere ancora più costose! Volete responsabilizzare di più i medici?
Dopo essere stata visitata dall’ortopedico ospedaliero, che le cambiava cura per la terza volta, contattava il suo specialista di fiducia il quale, molto coscienzioso, le prescriveva il ricovero urgente in quanto i sintomi osservati potevano essere riferiti a una presunta occlusione ad una vena, soprattutto in soggetto a rischio quale mia madre (colesterolo alto e operazioni chirurgiche ortopediche recenti non tenute in considerazione dal P.S. di Savona).
Quindi, chiedevamo al medico curante il motivo per cui non avesse mai sospettato la presenza di una tale patologia ma ci sentivamo rispondere che che al momento non lo avevano ancora dotato di occhiali a raggi X e ad oggi non gli era mai capitato un paziente con una vena occlusa e quindi, tuttora, non è in grado di diagnosticarla!!!
Ricoverata nel reparto di chirurgia, pur non eseguendo esami specifici, quali l’eco-doppler o la flebografia (unici esami idonei a diagnosticare, per esempio, un’eventuale trombosi venosa profonda), i medici dichiaravano che la circolazione sanguigna era libera e regolare.
Quindi, veniva trasferita al reparto di traumatologia per presunta sciatalgia acuta e successivamente, solo dietro nostra insistenza, veniva eseguito (ma solo sulla gamba!!) l’eco-doppler che fortunatamente dava esito negativo.
Non manco di segnalare né la dichiarazione di un medico del reparto il quale ci ha voluto far credere che il prelievo del sangue effettuato quella mattina dal braccio di mia madre avrebbe favorito la  disocclusione della vena della gamba, né l’ago della flebo inserito fuori vena e che ha causato il rigonfiamento del suo braccio: tutto ciò ha costretto mia madre a farsi dimettere prima che commettessero ulteriori sbagli.
In 15 giorni sono state fatte 4 diagnosi differenti con 4 cure differenti e, finalmente, siamo riusciti ad avere quella benedetta RM che ha evidenziato un’ernia del disco! Attualmente mia madre continua a lamentare dolori forti e così si è rassegnata e ha deciso di affidarsi in cura a “un professionista” a pagamento, nonostante lei sia soggetto esente da ticket.
Possibile che deve essere il cittadino a suggerire e pretendere gli esami da effettuarsi per essere assolutamente certo della situazione di non pericolo? A cosa servono i medici e l’assistenza pubblica in genere se non è servita nemmeno la laurea a capire la differenza tra la destra e la sinistra? Se le cose devono andare così, chiudiamo gli ospedali e mandiamo tutti a casa! Non si può giocare con la salute degli Italiani, inventando sempre diagnosi differenti: questo non è un gioco, né tanto meno la fiction in onda su Rai1 intitolata “Medicina Generale”!

Marco Mosca

» Redazione

1 commento a “Alla cortese attenzione della malasanità savonese”
paolo ha detto..
il 3 Maggio 2007 alle 11:34

Concordo pienamente e vorrei aggiungere dalla mia esperienza personale che dietro visite mediche specialistiche in ospedali pubblici si nascondono PRIVATI che cercano di lucrarci sopra. Mi è capitato di andare da tre specialisti diversi in ospedali pubblici sempre per problemi di ernia (2 neurochirurghi e un ortopedico) e guarda caso tutti e tre mi hanno detto di operarmi presso una loro clinica privata. Ovviamente non potendo comparire (per vincoli di legge) come chirurghi in ospedali privati, il neurochirurgo da me scelto è apparso sul referto dell’ intervento come assistente.
Senza parlare delle mazzette che regolarmente certi personaggi prendono in nero per farti passare avanti nelle liste di attesa negli ospedali. UNO SCHIFO.

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