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Articolo n° 9852 del 20 Aprile 2007 delle ore 09:26

Sanità in Provincia: stato di agitazione proclamato dai sindacati

[thumb:2299:r]Savona. FP CGIL – CISL FPS – UIL FPL proclamano lo stato di agitazione nella Provincia di Savona per i lavoratori della sanità, con tre presidi che si terranno: lunedì 23 aprile dalle ore 13 alle ore 15.00 presso l’ospedale di Cairo, mercoledì 2 maggio dalle ore 13 alle ore 15.00 presso l’ospedale di Savona e venerdì 4 maggio dalle ore 13 alle ore 15.00 presso l’ospedale di Albenga. I sindacati denunciano una carenza organica di personale tra pensionamenti, gravidanze e maternità; aspettative; malattie lunghe; part-time, con ricadute pesantissime sui carichi di lavoro e sulla regolarità della turnazione, specialmente nelle strutture assistenziali sulle 24 ore. “E’ una situazione grave e siamo fortemente preoccupati che, nonostante l’impegno, la costanza e la dedizione del personale, incida sulla quantità e qualità delle prestazioni assistenziali erogate – si legge nella nota congiunta delle organizzazioni sindacali -. L’accordo con il sindacato del 15 luglio 2006 prevedeva una serie di impegni relativi in particolar modo al rafforzamento dei servizi territoriali per ovviare alla chiusura dei posti letto ospedalieri, interventi di sostegno per la residenzialità e l’assistenza domiciliare per le fasce deboli, rafforzamento organico della filiera assistenziale, dall’emergenza alla continuità assistenziale. Di tali impegni ad oggi di concreto non si ravvisa alcunché ed anzi gli stessi interventi di riorganizzazione ospedaliera (cosiddetta prima fase), sono stati attuati solo in minima parte e senza risultati tangibili, la preannunciata seconda fase non è stata presentata e del Piano Sanitario Regionale non si vede la luce. In compenso si sono sprecati gli annunci o le indiscrezioni su presunte volontà di chiusure e ridimensionamenti di strutture, senza indicare altrettante alternative che hanno creato ulteriori tensioni e preoccupazioni tra i cittadini e tra le lavoratrici e i lavoratori del sistema sanitario. Nel frattempo gli ospedali – prosegue la nota – (ed in particolare i pronto soccorso) sono sempre più intasati soprattutto a causa della totale mancanza di efficienti filtri territoriali (l’ASL2 non fa partire i Distretti sociosanitari, privilegiando il finanziamento di  società private come i Centri Salute, vedi ruolo e funzionamento dei medici di medicina generale, ambulatori), le liste di attesa aumentano, il personale sanitario, tecnico e amministrativo indispensabile per garantire i servizi non viene assunto e quello in servizio è costretto a prestare spropositate ore di lavoro aggiuntivo che hanno determinato nel solo 2006 una spesa di 5 milioni di euro ai quali vanno aggiunti ulteriori 13 milioni di euro per straordinario e pronta disponibilità, senza peraltro considerare le ore di straordinario effettuate ma non ancora liquidate ai lavoratori. A tal proposito è ormai ineludibile la concessione delle deroghe per lo sblocco di tutte le assunzioni del personale per l’anno 2007, soprattutto del comparto. Il confronto con la Regione è purtroppo inconcludente: le stesse proposte di deroghe per nuove assunzioni e per la stabilizzazione del personale precario, pur nei limiti imposti dalla finanziaria, sono basate su criteri del tutto incomprensibili se non in un logica mediatoria tra Regione e Direzioni Aziendali. Non sono state accolte le priorità basate su criteri motivati e condivisi, su una logica di rete, sulla coerenza con gli obiettivi dichiarati: si assiste da un lato ad un aumento degli organici medici e dall’altro ad una contestuale diminuzione di organici di infermieri, personale tecnico sanitario e della riabilitazione, amministrativi e tecnici. Per noi  – conclude la nota – tale impostazione è inaccettabile, perché contraddittoria, incoerente, inefficace e non equa, in quanto non fornisce risposte adeguate né ai cittadini ne’ ai lavoratori della nostra Regione”.

 


» Federico De Rossi

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