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Articolo n° 9931 del 23 aprile 2007 delle ore 07:50

Albenga, Torri Consuegra: evitare il “pataracchio”

Le parole, senza mezzi termini, di Antonio Ricci contro le torri di Consuegra nel centro storico di Albenga, la presa di posizione di Sgarbi e della Marchetti contro la torre residenziale di Fuksas alla Margonara, la posizione di Marco Travaglio ad Annozero hanno rivelato come nel Ponente Savonese sia in atto un attacco speculativo al patrimonio paesagistico – ambientale. Ci si sta, anche e per fortuna, accorgendo che la maggioranza della popolazione non è più disposta a subire passivamente le scelte di pochi ma chiede momenti di partecipazione e di consenso su ciò che deve essere realizzato. Questa è stata la linea del Sindaco Antonello Tabbò, condivisa dal nostro gruppo e questa è la linea da seguire sino in fondo.Senza pregiudizi. Per Albenga si offre una opportunità storica. Un qualcosa di “ambientalmente compatibile “dovrà essere costruito al posto del vecchio ospedale S.Maria Misericordia. Vi sono vincoli di edificabilità, a nostro avviso, che non sono stati presi nella dovuta considerazione da Consuegra (forse per questo motivo Renzo Piano ha abbandonato il progetto?) quale quello idrogeologico, quale quello, di legge, che impone che l’altezza di una torre in un centro storico non può superare quello della torre più alta già presente nello stesso, quello dei parcheggi che, è vero, potrebbe venire, per legge (grave errore), monetizzato.Per non parlare poi dei vincoli di natura archeologica. Ma questo non ci deve fermare nell’esaminare tutte le soluzioni che devono andare al dì là del progetto Consuegra. Si può cominciare a costruire, in questo paese deturpato da una ondata di cementificazione selvaggia stile anni sessanta, con canoni innovativi di bio-edilizia, di risparmio e autonomia energetica nei complessi pubblici e residenziale, con prove di simulazione computerizzate da sottoporre ai cittadini. Con un referendum popolare che esamini varie progettualità, anche e perchè no di architetti italiani. Il tempo è poco.
Occorre che la parte pubblica e privata comincino a lavorare di comune accordo su una più vasta progettualità e potremo avere una occasione “storica” perchè Albenga diventi un simbolo di modernità e di edilizia ecocompatibile. E qui mi appello agli imprenditori privati che hanno a cuore questo paese,quello che dobbiamo assolutamente evitare è un “pataracchio” qualcosa che non sia nè carne, nè pesce. Quello che dobbiamo evitare è la polemica strumentale che il centro – destra,che ha gravi responsabilità per ciò che fino ad oggi è stato realizzato, cerca di cavalcare. Questo territorio è stato offeso e deturpato, dobbiamo lavorare per ricreare la “sostenibilità ambientale” o non avremo futuro.

Carlo Tonarelli
Consigliere di Albenga C’è
Portavoce dei Verdi

» Redazione

8 commenti a “Albenga, Torri Consuegra: evitare il “pataracchio””
Mario ha detto..
il 23 aprile 2007 alle 12:28

Sono completamente d’accordo con Antonio Ricci per quanto riguarda le “famose torri di Albenga”.
Inoltre, vorrei sapere quanto ha già sborsato il Comune all’architetto spagnolo per questo folle progetto (soldi di noi Albenganesi)?

Lidia ha detto..
il 23 aprile 2007 alle 14:35

X Mario, partendo dal presupposto che sono assolutamente contraria a queste torri, credo che il progetto o meglio la parcella dell’architetto, sia stato pagato dalla società o impresa proprietaria dell’ospedale, quindi noi albenganesi, in teoria, non dovremmo aver sborsato neanche 1 euro.
Saluti Lidia

Giovanni ha detto..
il 23 aprile 2007 alle 19:46

Il problema non è chi ha pagato il progetto, il problema è che io (e spero molti altri albenganesi con me) sono stufo di sentire parlare di progetto faraonici, di qualità architettonica infima, senza alcun legame con il territorio e di utilità nulla, fatti sulle nostre spalle, con le nostre tasche per riempire di denaro i soliti tre o quattro impresari.

Poi da studente di architettura posso anche aggiungere che, avendo visto il modellino e alcuni schizzi, questo progetto è assolutamente un atto di violenza verso il meraviglioso centro storico e un intervento destinato a mandare in blackout totale la rete viaria cittadina ormai da tempo al limite del collasso e costretta a sensi unici che servono solo a rimandare un discorso che prima o poi andrà affrontato se non si vuole finire come Alassio nel cercare un parcheggio.

Se proprio vogliamo chiamare Consuegra, che rimane comunque un ottimo architetto, perchè non gli facciamo progettare il nuovo polo scolastico? Io ho passato cinque anni allo scientifico ad aspettarlo, tra i rifiuti di zunino e le promesse di tabbò (sinora non mantenute) e vorrei un giorno non lontano vederlo realizzato.
Tonarelli, non so se leggerai questo post, ma nel caso, di a Tabbò di fare un giro allo scientifico, dove quando passano gli aerei cadono pezzi di intonaco, forse capirà quali sono le priorità di Albenga

Franco ha detto..
il 24 aprile 2007 alle 17:35

Perchè deturpare il centro storico con qualcosa che di storico non ha nulla? Sarebbe meglio spendere i soldi per recuperare quello che c’è senza stravolgere la storia della nostra città.

Lidia ha detto..
il 24 aprile 2007 alle 17:52

appunto, non si potrebbe recuperare l’edificio dell’ospedale, in modo che sia in sintonia con gli edifici circostanti? si risparmierebbero soldi, polemiche e tempo.

Laura ha detto..
il 4 maggio 2007 alle 14:36

Io sono albenganese e sono davvero scandalizzata da questa decisione presa “dall’alto”!! Non è possibile che al mondo cis iano persone così pazze da premettere e proporre simili scempi. Il centro storico di Albenga è uno delle zone storiche meglio conservate di tutta la Liguria, e qualcuno vuole sfigurarlo o ridicolizzarlo in questo modo? Noi non dobbiamo percmettere che ciò avvenga, ma non solo in nome di Albenga, ma in nome della bellezza che porta il nostro stupendo Paese, che deve essere salvaguardata da simili attacchi di pazzia!

chiara ha detto..
il 7 maggio 2007 alle 08:30

per Giovanni
…..dalla lettura dei quotidiani di progetti faraonici si continua a parlare/scrivere….ora l’attenzione pare spostata verso un porto ed un nuovo ponte……
Loano, Borghetto ed Alassio -comuni a noi limitrofi e su cui si ci può degnamente appoggiare – sono già dotati di tale struttura…nn credo sia un grande problema per gli ingauni fare qualche km in più per raggiungere il mezzo di trasporto che gli permette di godersi qualche ora di sole e tranquillità all’isola….

perchè quindi nn impiegare i capitali in strutture che portino introiti diversi o semplicemente rifare il “maquillage” a vetusti edifici in modo che chi li vive possa occupare spazi e luoghi dignitosi????

Giovanni ha detto..
il 13 giugno 2007 alle 21:22

per Chiara

Le tue sono idee assai interessanti, però non prioritarie a mio avviso. Come ho affermato nel mio primo intervento ad Albenga c’è un bisogno immediato (nel senso che siamo vicinissimi al collasso) di un polo scolastico che sostituisca le ormai inadatte strutture che ora ospitano liceo classico e scientifico, e un piano urbanistico serio, fatto da architetti o urbanisti, non da geometri.

il primo va fatto perchè la sede di via pontelungo comincia a essere vetusta e di dimensioni troppo ridotte per la crescente mole di alunni che ogni anno riempiono le classi. Stesso dicasi per la sede del classico, già rimaneggiata pesantemente la scorsa estate con lavori atti a ricavare più aule possibili su una superficie che rimane sempre la stessa.

La necessità di un riassetto urbanistico di Albenga non penso abbia bisogno di giustificazioni. E’ penso ben chiaro a tutti che quando cominciano a farti delle rotonde in cucina per andare in salotto, la rete viaria sta per collassare da quanto è congestionata. Albenga a questo punto può fare due scelte: costruire parcheggi a mare, invitando così molta più gente a mettersi per strada ritornando così al punto di partenza; oppure fare un qualcosa di più moderno che veda un utilizzo massiccio di navette e simili, anche arrivando a chiudere altre parti della città ai mezzi privati.

Rifare il maquillage a vetusti edifici può essere una idea, ma non è fondamentale al momento, tenendo anche conto che molti casermoni (via dalmazia e viale otto marzo siano ad esempio) li puoi truccare quanto vuoi che brutti sono e brutti restano.

So che sono uscito dal tema, ma vorrei ancora esprimere il mio più profondo sconcerto per il vergognoso recupero del fortino di piazza europa. Si tratta di una ristrutturazione obrobriosa dove più che guardare i caratteri dell’antica costruzione si è cercato di emulare i caratteri degli edifici circostanti. Sembra di vedere un piccolo Lidl.

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