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Articolo n° 9952 del 23 Aprile 2007 delle ore 13:49

Sanità: se ben informati 8 Italiani su 10 pronti a fare da “cavia”

Pietra Ligure. Otto cittadini su dieci, soprattutto giovani e adulti, hanno letto o sentito parlare delle sperimentazioni cliniche. Sette su dieci ritengono accettabile che una persona partecipi ad una sperimentazione clinica per studiare le risposte ad un nuovo farmaco, anche se questo comporta benefici solo ad altri o alle generazioni future. Sono i risultati di un’indagine condotta dal Comitato Etico dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. L’iniziativa era finalizzata a “conoscere le opinioni di un campione casuale di cittadini residenti nei Comuni dell’Albenganese e del Finalese, su temi relativi alle sperimentazioni cliniche sull’uomo”. La ricerca ha coinvolto 370 maggiorenni (44% uomini, 56% donne). Ad ognuno di loro è stato consegnato un questionario da compilare. “L’indagine – spiegano al Comitato etico – ha permesso di porre in evidenza quale sia il livello di conoscenza, e l’atteggiamento che il cittadino medio ha nei confronti delle sperimentazioni cliniche umane. Di fatto, in molte occasioni, si fa riferimento ai risultati di queste sperimentazioni: succede nel caso in cui si voglia documentare la scelta di un medico nel proporre una determinata cura, oppure nel campo delle programmazioni sanitarie o, ancora, per aprire la strada a nuovi trattamenti”. Dai risultati raccolti è emerso anche che sette intervistati su dieci ritengono che i medici ricercatori propongano di partecipare alle sperimentazioni per il progresso della scienza medica e, subordinatamente, per la difesa della salute dei cittadini. Sette cittadini su dieci (soprattutto giovani od adulti) sono disposti a partecipare ad una sperimentazione solo se accompagnati da una completa informazione, dotati di materiale informativo esaustivo e, non ultimo, sostenuti da medici cui rivolgersi per qualsiasi dubbio o problema. Sette su dieci (soprattutto giovani) sono disposti a partecipare a sperimentazioni con le cosiddette ‘terapie alternative’ (agopuntura, omeopatica). “Dal sondaggio è emersa, soprattutto, la basilare rilevanza della comunicazione paziente-medico di famiglia. La conoscenza delle problematiche legate alla sperimentazioni acquisite tramite i mass-media è risultata molto superficiale o parzialmente devianté” aggiungono al Comitato. Un approfondimento ed una discussione con il proprio medico può aumentare fino a 20 punti percentuali la disponibilità del paziente (soprattutto anziano) a partecipare ad una sperimentazione e a diminuire di circa 10 punti percentuali la preoccupazione sugli eventuali rischi.


» Felix Lammardo

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