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Articolo n° 9954 del 24 Aprile 2007 delle ore 07:30

Lettera sulla poverà dal Forum Savonese del Terzo Settore

La recente delibera della Conferenza dei Sindaci del territorio ASL 2 del Savonese di approvare un taglio del 31% al fondo 2006, pervenuto dalla Regione Liguria per le estreme povertà, denominato oggi “inclusione sociale”, dopo che nel 2005 era già stato diminuito del 12%, suscita alcune riflessioni.
In materia di welfare, dalla Legge 328 del 2000 all’ultima finanziaria del 2007, in Italia si è in iniziato un percorso volto a dare segnali concreti di un cambio di paradigma, da un welfare residuale ad un welfare universalistico, concepito come fattore di sviluppo sociale ed economico.
Il sistema dei fondi a destinazione sociale è oggetto di una attenta riformulazione, in particolare il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, come indicato dalla 328/00 è andato verso l’istituzione di un fondo unico che evitasse le parcellizzazione in fondi particolari (estreme povertà, minori, famiglie in difficoltà, prima infanzia, etc.): il senso di questa azione della legge sembra andare nella direzione di una concezione della promozione umana che guarda alla persona nel suo insieme, nel suo essere integrale. Si vuole cioè allargare il senso delle politiche sociali e rendere maggiormente efficaci le azioni rivolte a particolari categorie di persone, lavorando nell’ottica dell’inclusione sociale. L’idea di un fondo sempre meno vincolato a particolari categorie di bisogno, rispetta inoltre le peculiarità e le priorità di ogni territorio Regionale, di Distretto o Comunale, che risulta più libero nella assegnazione dei finanziamenti e nelle scelte di welfare locale.
In realtà, all’impegno previsto dalla legge non sempre è corrisposto un adeguato impegno politico per l’istituzione del fondo per mancata copertura finanziaria. Rispetto alla diminuzione degli ultimi anni, nel 2006 il fondo nazionale previsto è stato rifinanziato ed aumentato del 20% e per il 2007 l’ultima finanziaria lo aumenta di un ulteriore 30%.
Anche la Regione Liguria sembra recepire le indicazioni del sistema nazionale, comprimendo sempre più i fondi vincolati per particolari categorie di bisogno e aumentando risorse indistinte, per dare più manovra agli enti locali.
A fronte di un aumento generale di risorse per il sociale, appare quindi evidente che il taglio del 43% negli ultimi due anni sullo specifico fondo risulta inaccettabile se non si dispone con urgenza a reintegrare, con altre risorse, il sostegno ai servizi offerti sul territorio alle persone più bisognose. La ripartizione dovrebbe tenere conto della tipologia dei servizi presenti nei vari distretti. In particolare si chiede ai comuni di Savona e di Albenga, che offrono sul loro territorio strutture di accoglienza, gestite da soggetti del Terzo Settore, specifiche per persone senza dimora e per immigrati, di impegnarsi ad integrare o a reperire le risorse necessarie per continuare ad offrire servizi difficilmente sostenibili dal solo “ente pubblico” che, pure da Costituzione (art. 3), ne è titolare.
Per comprendere l’urgenza di questo intervento si deve considerare che in Liguria e in Provincia a Savona, si segnala una presenza sempre maggiore sia di persone considerabili in condizione di “estrema povertà”, sia di persone immigrate; contesti che dovrebbero essere sostenuti maggiormente rispetto al passato e non addirittura in misura minore come oggi accade.
Sicuri, questa volta, di non assistere al classico gioco dello “scaricabarile” tra competenze e livelli di governo, tutti appartenenti alla stessa maggioranza politica, siamo fiduciosi che le persone preposte alle decisioni su tali questioni sappiano scegliere nell’interesse dell’intera società senza dimenticare chi non ha voce per farsi sentire.

Riccardo Viaggi
Portavoce del Forum Savonese del Terzo Settore

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