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Articolo n° 10033 del 25 Aprile 2007 delle ore 11:32

Bergeggi; Enpa, ok per divieto di transito delle imbarcazioni: ora il divieto di pesca

Bergeggi. L’Enpa esprime soddisfazione per l’ordinanza restrittiva al transito delle imbarcazioni tra l’isolotto di Bergeggi e la terraferma emanata dalla Capitaneria di Porto savonese; plaudendo alla prossima istituzione dell’area marina protetta chiede al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Liguria ed al Compartimento Marittimo un atto di maggiore coraggio, disponendo anche il divieto di ogni forma di pesca, estendendolo a tutte le zone (B e C, oltre alla A) che costituiranno le riserve di Bergeggi e della futura Gallinara. L’Enpa ricorda il grande potenziale turistico subacqueo che la Liguria possiede, come gli altri ottomila chilometri di coste italiane; “se fossero tutelati adeguatamente, i nostri fondali costieri non avrebbero nulla da invidiare rispetto a quelli ben più famosi delle barriere coralline australiane o del mar Rosso – sottolinea una nota dell’Enpa -. Ma per poter sfruttare in modo davvero “eco-compatibile” questa ricchezza naturale, occorre creare zone discretamente estese di divieto di pesca (otre a tenere sotto controllo gli scarichi industriali e civili) dichiarando fi-nalmente la pace con le creature costiere marine e favorendo lo sviluppo delle attività delle esistenti piccole imprese di diving di Bergeggi, Spotorno e Noli. Se infatti la fauna marina non venisse perseguitata e massacrata – prosegue la nota -, comincerebbe a lasciarsi avvicinare, divenendo un autentico ed affascinante spettacolo, come già accade in molti paesi “esotici”, dove è vietato ogni tipo di prelievo ed i turisti pagano valuta pregiata per poter osservare pacificamente la vita subacquea (su barche con fondo di vetro, su mezzi semisommergibili o armati solo di maschera e boccaglio). E le popolazioni locali hanno rapidamente  scoperto che un branzino vivo rende molto di più che pescato per “sport” o fritto in padella. In Liguria invece – conclude la nota – continua a spadroneggiare un esercito di pescatori, professionali o cosiddetti “sportivi” e raccoglitori, che spazzano via tutto ciò che si muove; è evidente quindi che in tale situazione il mare si impoverisce sempre di più ed i pesci, quando vedono un essere umano, fuggono a…pinne levate…”. 


» Federico De Rossi

4 commenti a “Bergeggi; Enpa, ok per divieto di transito delle imbarcazioni: ora il divieto di pesca”
cobra ha detto..
il 25 Aprile 2007 alle 16:58

Sembra di capire che, allo scrittore non piacciano i pesci cucinati, chissa’ se i nostri ristoratori sarebbero felici se, tutti i loro clienti fossero vegetariani, come derresto le pescherie.
In posti turistici europei e oltre Oceano propinano ai turisti le visioni citate e sempre a caro prezzo li spennano a pranzo con parte dei medesimi.
Ma che importa se i turisti vengano spennati, NON SONO MICA ANIMALI.
Residuale il fatto che forme di vita come i funghi o frutti e vegetali in genere possano invece essere divorati con l’anima in paca.

Bruno Pirastu ha detto..
il 25 Aprile 2007 alle 17:28

Quando nelle acque savonesi ci fossero pesci come nei mari Tropicali noi uomini saremo veramente arrivati come si dice ” alla frutta ” e dubito che si parta dalla Danimarca per vedere un Branzino. Diciamo che creare un parco marino è positivo e che va fatto ma di li a farne un discorso generale credo sia difficile da sostenere anche perchè penso che il divieto di transito sia piu motivato da sicurezza di navigazione che da protezione del territorio. Circa i ristoranti che servono pesci fateci caso ma i pesci parlano o Romagnolo o lingue Atlantiche o sono come le galline da allevamento cresciuti in vasche. Penserete mica che quello che vi portano in tavola l’abbia pescato U Giuanin ??

ENTE NAZIONEL PROTEZIONE ANIMALI ha detto..
il 26 Aprile 2007 alle 14:07

Gentile Signor/a COBRA,
A differenza dei ristoratori, noi vegetariani saremmo felici di vedere i pesci vivi e liberi solo attraverso la maschera sub; è vero che oltre oceano spennano i turisti ma anche dalle nostre parti non va meglio, con l’aggravante che in mare non c’è più nulla da vedere; e se osservare la fauna marina, oltre oceano, rende molti soldi, perché non favorire anche qui questo tipo di rapporto con la natura meno traumatico ?
Quando infine la scienza ci dimostrerà che anche un vegetale soffre, smetteremo di mangiarlo e ci suicideremo; per il momento sogniamo la chiusura dei mattatoi e degli allevamenti intensivi, nonché di quelli bradi che distruggono le foreste tropicali, sono responsabile dell’effetto serra ed affamano le popolazioni del terzo mondo.
Gentile Signor Bruno PIRASTU,
Non è necessario che arrivino i pesci tropicali nel mar ligure per attirare i turisti; basta smettere di pescare in zone discretamente estese ed i pesci LOCALI compariranno e si faranno ammirare, dando al turista che fa snorkelling sensazioni egualmente appaganti, provare per credere. Alle nostre tavole infine nessuno porta pesci, perché non mangiamo ex esseri viventi e senzienti.
Grazie per l’attenzione, i Volontari dell’ENPA savonese.

Bruno Pirastu ha detto..
il 27 Aprile 2007 alle 11:12

X ENPA
Con i pesci tropicali mi riferivo al riscaldamento del Meditteraneo che quando sarà pari a quello dei mari tropicali penso che per gli Uomini ci sarà più spazio. Sotto costa fare snorkelling ( il vecchio andare con la maschera e boccaglio ) sarebbe possibile ma solo dove ci sono bassi fondali e non porti , cosa questa che in Liguria o almeno nel savonese è oramai impossibile. Bene invece l’idea del Parco Esteso , da Celle alla Gallinara ma , purtroppo , molto difficile da realizzare proprio per la presenza dei centri urbani. Circa il mangiare pesci , conosco l’ENPA e avuto anche a pranzo persone dell’Ente , mi riferivo genericamente al mangiar pesci nei Ristoranti a prezzi salati e comunque i pesci che arrivano sulle nostre tavolo sono pescati o in Atlantico o presi negli allevamenti e non pescati da U Giuanin.

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