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Articolo n° 10121 del 27 aprile 2007 delle ore 17:18

Savona, Poste: sindacati sul piede di guerra

[thumb:2645:r]Savona. Sindacati sul piede di guerra contro la decisione di Poste Italiane di chiudere i centri di smistamento di Savona e La Spezia, con conseguente trasferimento di un centinaio di impiegati in esubero nel nuovo centro di Genova. I sindacati di categoria Cgil Cisl e Uil della Liguria, che hanno aperto una vertenza e minacciano uno sciopero, osservano che i lavoratori dovrebbero sopportare spese di viaggio casa-lavoro, non sostenibili con le attuali buste paga, che si attestano sui 1100 euro mensili. “Poste Italiane ha una grave carenza di personale negli uffici postali e anche per i servizi di recapito – spiegano Umberto Cagnazzo, segretario Slp Cgil, Claudio Donatini segretario Slc-Cisl e Roberto Massa per Uil Post – per questo chiediamo che i lavoratori in eccedenza siano trasferiti non a Genova, ma nelle province dove risiedono, quella spezzina o quella savonese, per integrare il personale degli uffici postali o per rafforzare il servizio di recapito che ultimamente è peggiorato a causa dei tagli delle zone di consegna per ogni postino”. Altro problema infatti è il taglio di 158 zone di recapito in tutta la Liguria deciso recentemente da Poste Italiane, un 11% in più rispetto ai tagli avvenuti a livello nazionale che si attestano sul 6%. Quindi ogni postino ha adesso una zona più grande da servire: “E questo va a discapito del servizio – continuano i sindacati, che minacciano uno sciopero degli uffici e servizi postali a livello regionale – se entro una settimana non otterranno risposte da Poste Italiane”.


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