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Articolo n° 10044 del 27 Aprile 2007 delle ore 15:10

Via libera al giro di vite contro i crimini ambientali

[thumb:2669:r]Provincia. Quarantatre denunce, sei aree di stoccaggio di rifiuti e materiali edili sequestrate, trenta persone segnalate per irregolarità amministrative e qurantasette sanzionate per violazioni ambientali, per un totale di 40.200 mq di zone adibite a deposito illegale di rifiuti poste sotto sequestro: è il bilancio finale dell’ultima maxi operazione contro i reati ambientali su tutto il territorio savonese portata a termine dai carabinieri di Savona in collaborazione con i colleghi del Noe di Genova tra marzo e aprile. Ultima, allarmante, scoperta in ordine di tempo: 38 mila prodotti medicali scaduti stipati in un magazzino di Boissano e molti altri seppellitti nel terreno circostante dai responsabili di una società di forniture ospedaliere indagata dalla Guardia di Finanza. Anche in provincia di Savona non mancano esempi recenti di illetici in materia ambientale, che anzi sembrano moltiplicarsi: dall’abbandono dei rifiuti nelle discariche abusive allo smaltimento illegale di scarti di lavorazione edile. Un disegno di legge intende porre un freno ai crimini ambientali, soprattutto a fronte delle 4.866 discariche abusive, censite dalle guardie forestali, diffuse in tutto il territorio nazionale, circa trecento delle quali in Liguria. L’Italia, del resto, ha incassato una condanna da parte della Corte di giustizia europea per violazione delle direttive comunitarie sullo smaltimento dei rifiuti, sui rifiuti pericolosi e sull’autorizzazione e gestione delle discariche. Soltanto ora il giro di vite contro i reati ambientali. Multe fino a 250 mila euro e carcere fino a un massimo di dieci anni, più le aggravanti, ecco cosa prevede il ddl approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta dei ministeri dell’Ambiente e della Giustizia. In tutto 5 articoli. Alla base del provvedimento l’offensività del reato e la strutturazione dei reati a seconda del crescente grado di offesa al bene giuridico tutelato, dal pericolo concreto, al danno, fino al disastro ambientale. Ma lotta anche alle ecomafie: introdotti i reati di associazione a delinquere finalizzata al crimine ambientale. In particolare il ddl prevede l’introduzione nel Libro II del Codice Penale del Titolo VI-bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente”. Inquinamento ambientale; danno ambientale; disastro; alterazione del patrimonio naturale, della flora e della fauna; traffico illecito di rifiuti; traffico di materiale radioattivo o nucleare e l’abbandono di esso; delitti ambientali in forma organizzata, le cosiddette ecomafie; frode in materia ambientale; delitti colposi contro l’ambiente; impedimento al controllo; bonifica e ripristino dello stato dei luoghi: sono alcune delle nuove fattispecie criminose introdotte dal disegno di legge. Il provvedimento prevede anche il “ravvedimento operoso” con pene diminuite dalla metà a due terzi per gli eco-collaboratori. Introdotta anche la “causa di non punibilità” per chi ripara al proprio danno prima dell’azione penale. Tra le novità, inoltre, la sanzione per “danno economico”, che prevede la reclusione da uno a quattro anni e multe da ventimila a cinquantamila euro per chi offende le risorse ambientali in modo tale da pregiudicarne l’utilizzo da parte della collettività, gli enti pubblici o imprese di rilevante interesse.


» Felix Lammardo

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