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Articolo n° 10260 del 03 Maggio 2007 delle ore 07:48

Savona, Casa Betania cerca volontarie

Savona. Per cercare di far fronte al disagio femminile che ogni giorno fa sentire sempre di più il suo grido d’aiuto, lo scorso tredici aprile è stata aperta alla presenza del vescovo, monsignor Domenico Calcagno, Casa Betania, destinata all’accoglienza delle donne senza dimora. Questa struttura conta quattro posti letto e sarà aperta tutti i giorni dalle 20 alle 7 e gestita da volontarie della Caritas che si occuperanno dell’accoglienza e del soddisfacimento dei bisogni primari. Per ora si conta un numero di trentuno volontarie reclutate in modo particolare nei gruppi e nelle comunità parrocchiali e grazie al passaparola di altri volontari che già collaboravano nei servizi di accoglienza. Il progetto, però, è quello di arrivare a contarne almeno quaranta per garantire il miglior servizio possibile. Proprio per questo motivo chiunque fosse interessata a intraprendere quest’esperienza di sostegno e aiuto può informarsi al numero 019/807258 (chiedendo dei responsabili della struttura, Claudia Calabria e Marco Berbaldi) o al numero della Caritas 019/822677 (chiedendo del responsabile del volontariato Mirko Novati). “In questo quinquennio – racconta Marco Berbaldi, responsabile delle strutture d’accoglienza della Fondazione diocesana Comunitàservizi – la nostra città ha subito profonde trasformazioni che hanno chiaramente inciso sul disagio abitativo femminile. Se pensiamo ad esempio al profilo demografico l’indice di vecchiaia del nostro territorio è uno tra i più alti d’Europa: questo dato giustifica la massiccia presenza di donne straniere, soprattutto provenienti dall’est, che vengono a svolgere l’attività di badante. Da almeno cinque anni gli operatori del centro di ascolto diocesano sono testimoni di una crescente richiesta di aiuto da parte di donne in condizioni di grave marginalità con particolare riferimento al disagio abitativo espresso in tutti i suoi livelli. Ogni mattina nella nostra sala d’attesa la presenza femminile è sempre più cospicua a differenza di qualche anno fa, quando le donne frequentavano i nostri servizi in modo occasionale e prevalentemente per la ricerca di lavoro.”


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