Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 10344 del 04 Maggio 2007 delle ore 17:55

Aperta a Genova la terza edizione di Slow Fish

[thumb:2859:r]Si è aperta a Genova la terza edizione di Slow Fish, il salone della pesca sostenibile. Un avvio in ritardo condizionato dall’attesa dell’arrivo del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro, impegnato a Roma al Consiglio dei ministri per l’approvazione della dichiarazione di emergenza per la siccità. Un ritardo che gli organizzatori hanno accolto quasi con soddisfazione perché ha sottolineato l’importanza dei temi che Slow Fish intende porre all’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori: coniugare difesa dell’ambiente, produzione e consumi. Intervenendo alla cerimonia, dopo il classico taglio del nastro, il ministro De Castro ha insistito sulla necessità di “una azione unitaria, intelligente, utile per alzare il livello culturale circa la produzione ed il consumo del cibo, in tutte le sue forme”. “L’Italia – ha detto il ministro – esporta per 20 miliardi di euro e l’agroalimentare rappresenta un quinto del valore dell’intera esportazione. Ma il sistema produttivo italiano non ha una adeguata organizzazione. Lo sforzo culturale deve puntare sulla qualità ma anche su una cultura dell’organizzazione”. De Castro ha poi ricordato che “il settore della pesca sta vivendo un momento difficile per i cambiamenti climatici ed il Governo è impegnato a studiare forme per gestire questi grandi fenomeni”. “Invito il mondo della ricerca, dell’Università, gli operatori, le istituzioni – ha concluso – a mettersi in rete per prepararci ad affrontare meglio il futuro”.
“Non è un caso – ha spiegato in sede di presentazione di Slow Fish il presidente internazionale di Slow Food Carlo Petrini – che oggi sia qui a Genova il ministro De Castro, artefice del riconoscimento da parte del Governo dell’emergenza idrica. Questa situazione non deve portare soltanto ad iniziative momentanee, ma deve indurre ad una nuova sensibilità e ad un rapporto diverso col sistema acqua”. “Dobbiamo uscire – ha proseguito Petrini – dalla logica del diritto esclusivo patrimonio dell’umanità; ci sono anche i diritti della terra, del mare, dei fiumi, degli animali e delle piante. E la nostra missione è proprio quella di sensibilizzare sulle questioni ambientali. La specificità di Slow Food è quella di avere la forza e l’orgoglio di rivendicare che il piacere gastronomico può essere al servizio di una giusta causa”. Il fondatore di Slow Food ha poi sottolineato l’importanza dell’economia locale, “quella – ha detto – che salverà il pianeta” , ponendo l’attenzione sulle caratteristiche della società post moderna. “Un tempo – ha spiegato – si metteva in primo piano la produzione, poi l’accumulo di ricchezza e poi il consumo. Oggi in primo piano è la produzione culturale”. “Dall’economia dell’abbondanza – ha concluso – siamo passati all’economia della morigeratezza. Ci aspetta un nuovo millennio, quello della sapienza. La logica della crapula e della rapina non è gioiosa ma demenziale”. In precedenza era toccato alle autorità locali salutare l’avvio della terza edizione di Slow Fish. In particolare il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha ammesso come “il ragionamento di Slow Food sia stato vitale sull’economia ligure”. “Nella nostra regione – ha detto Burlando – nel 2004 gli occupati nel settore pesca erano 9600; oggi sono 14000, il 40% in più. In Italia il numero percentuale è invece praticamente stabile negli anni. Questa è la dimostrazione che si può vivere sull’economia di nicchia, sui presidi, sulla produzione di qualità“. Per questo Burlando ha annunciato che la Regione intende rafforzare la collaborazione con Slow Food portando anche a Genova la mostra-mercato alimentare permanente ‘Eataly’ e una sede distaccata dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), “nonostante le difficoltà imposte dalla Finanziaria”.


» Redazione

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli