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Articolo n° 10465 del 08 Maggio 2007 delle ore 16:48

Giorgio Magni sull’emergenza Ferrania

Ci ha stupito l’apparire su La Stampa di oggi 8 Maggio 2007 dell’articolo “TRE DOMANDE A VIARI, BRIANO, E MAGNI”. Lo stupore deriva dal fatto che a noi le domande poste erano quattro. Mancano infatti le risposte dei candidati a Sindaco di Cairo Montenotte alla domanda EMERGENZA FERRANIA. CHE FARE. Noi a questa domanda abbiamo risposto, con la coerenza di sempre. Riportiamo qui di seguito la nostra risposta.
Abbiamo proposto all’inizio della odissea della Ferrania la unica soluzione che garantisse realisticamente il futuro dei lavoratori e la possibile soluzione della crisi-nazionalizzare la fabbrica senza indennizzo con il controllo dei lavoratori. La nostra proposta è stata respinta. Oggi a due mesi dalla fine del provvedimento tampone della Prodi-bis le nostre previsioni sul destino della azienda e sulla ineluttabilità del declino finale sono una terribile realtà. Oggi nonostante protocolli di intesa, accordi di programma, fantasiosi piani industriali, l’amministrazione dell’azienda ammette di non potere sostenere gli impegni presi, non solo per il rilancio della Ferrania, ma denuncia perdite economiche irreparabili; e, addossando alle istituzioni responsabilità e inadempienze si prepara alla smobilitazione e alla eliminazione della maggior parte dei lavoratori, sia quelli in cassa
integrazione straordinaria sia quelli in attività in azienda.
A nostro avviso nella attuale situazione si devono rivedere tutti gli accordi sottoscritti, mpegnare la proprietà a rendere note in maniera inoppugnabile le reali condizioni ell’azienda, (conti economici, patrimonio, composizione e titolarità delle società) e a garantire la massima occupazione dei lavoratori, pena la requisizione delle proprietà
industriali e immobiliari.
Crediamo che per gli altri candidati sia difficile oggi dare delle risposte convincenti visto che fino a ieri, e la maggioranza in carica e membri della opposizione (oggi candidati con Fulvio Briano) hanno sempre sostenuto che la decotta azienda cairese sarebbe risorta con il grande contributo dei quattro padroni del vapore Gambardella Gavio, Malacalza, e Messina.
Noi non abbiamo mai creduto alle buone intenzioni dei padroni e abbiamo sempre temuto per la sorte dei lavoratori, purtroppo, e lo diciamo con forte dolore, il disastro per questi, si sta avvicinando a tempi brevi.
Abbiamo voluto comunicare questa cosa, perché i cittadini debbono sapere che l’attendibilità dei programmi e delle promesse elettorali, possono essere verificate dal passato amministrativo dei candidati. Dalla vicenda Ferrania si può quindi dedurre che tutti e due gli schieramenti in corsa con noi del Partito Comunista dei Lavoratori, sono bravi a promettere, ma per il passato hanno fortemente deluso.

Giorgio Magni
Partito Comunista dei Lavoratori

» Redazione

1 commento a “Giorgio Magni sull’emergenza Ferrania”
Enea ha detto..
il 8 Maggio 2007 alle 22:26

Caro Giorgio Magni, complimenti per l’impegno suo e del suo partito a proposito dei lavoratori della Ferrania. Devo registrare in merito, invece un distacco vergognoso di rifondazione comunista che, forse a causa delle poltrone, preferisce glissare su questo come su molti altri problemi del savonese.

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