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Articolo n° 10470 del 08 Maggio 2007 delle ore 19:05

Porto Savona-Vado, “la logistica per l’aumento dei traffici”

[thumb:3062:r]Savona. “Savona: costruire il futuro. Porto e logistica, risorse per il territorio”, è stato il titolo di un convegno che si è svolto nella Palazzina Sviluppo Italia “BIC”, organizzato da Isomar, Unione Utenti del porto di Savona–Vado e l’associazione Maestrale di Savona. Il convegno è stato l’occasione per fare il punto tra enti pubblici, istituzioni e operatori portuali sui temi dello sviluppo locale e della logistica, alla luce dei risultati raggiunti nel traffico merci e nel settore crocieristico. Il comprensorio portuale di Savona-Vado sta attraversando un momento cruciale: da una parte la piattaforma container di Vado Ligure, dall’altra il nuovo waterfront tra Savona e Albisola. Al centro del dibattito anche il nuovo concetto di “porto lungo”, strategico per il sistema portuale ligure, che punta al superamento e all’integrazione tra hinterland e waterfront, cercando di coniugare la crescita dei traffici con le esigenze del territorio, implementando al tempo stesso le capacità retroportuali per sostenere il previsto aumento del traffico contenitori. Ma non solo: particolare attenzione è stata dedicata al tema delle infrastrutture, senza le quali sarà difficile sviluppare una logistica integrata e funzionale alle esigenze portuali e di crescita economica.
Così l’assessore all’Urbanistica e alla Pianificazione della Regione Liguria Carlo Ruggeri: “è un momento cruciale per tutti i porti liguri, con la sfida di raddoppiare l’accoglienza e la movimentazione delle merci nei prossimi cinque anni, è una sfida di sviluppo economico fondamentale sia per Savona che per tutta la Liguria. Il savonese, poi, con la Margonara da una parte e la piattaforma di Vado è al centro di un forte processo di cambiamento, che dovrà saper cogliere le opportunità della logistica in tutte le fasi della lavorazione delle merci in arrivo nei porti. Sul fronte della viabilità tra Savona e Albisola, la Regione Liguria farà la sua parte, si possono utilizzare la tranche di finaziamenti persi per la metropolitana leggera, per un progetto organico e definitivo per il nodo Savona-Albissola…E’ necessario ridare all’Anas la competenza dell’Aurelia, e trovare soluzioni anche per la Val Bormida e il ponente”.
Il Presidente della Port Authority di Savona-Vado Cristoforo Canavese: “le funivie, l’idea riempimento esterno della diga di savona e la Margonara, oltre alla piattaforma container, sono le grandi occasioni di sviluppo per questo comprensorio: del resto le due delibere dei comuni di Vado e Savona puntano su questi due progetti: Margonara, waterfront e piattaforma, la cui seconda fase del bando scadrà il prossimo  15 maggio, e si potrà così chiudere l’operazione con Maersk oppure vedere altre possibili offerte”.
“La vera sfida è mantenere assieme il waterfront con l’hinterland – ha sottolineato il Presidente della Provincia Marco Bertolotto -…è una scommessa da vincere, così come creare aree di arrivo e stoccaggio delle merci e tenere unite tutte le realtà e gli interessi dei territori…Per noi è importante risolvere il nodo viabilità tra Savona e Albisola, stiamo lavorando con Anas e Regione, nela speranza di poter portare a termine un primo tratto di Aurelia bis tra Albisola e Vado. Sulla retroportualità saranno decisive le nuove aree della Val bormida ex aree acna e a Cairo, oltre al bacino dell’alessandrino che vede la Provincia inserita all’interno del sistema logistico SLALA”.
Così il Presidente Federagenti Umberto Masucci: “Il comprensorio di Savona-Vado rappresenta una realtà importante, ha dimostrato di essere all’avanguardia nell’imprenditoria portuale, e ora dovrà puntare su quella logistica integrata in esportazione -importazione delle merci. Inoltre, si spera di proseguire nell’iter legislativo di autonomia finanziaria per i porti”.
“Savona-Vado è un porto che sta facendo miracoli – ha dichiarato Pietro Vavassori, Presidente di Confetra -, è senz’altro un modello di sviluppo e crescita portuale da copiare, nonostante un problema di spazi per il traffico e la lavorazione delle merci  l’autorità portuale e gli operatori sono riusciti lo stesso a coiniugare il territorio con le necessità della crescita e dello sviluppo”.
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» Federico De Rossi

23 commenti a “Porto Savona-Vado, “la logistica per l’aumento dei traffici””
massimo ha detto..
il 8 Maggio 2007 alle 20:05

Reduce dal convegno or ora, la sostanza è: signori, o si sale sul treno oppure siamo fuori dai giochi.
Ma se i giochi sono già fatti e noi sul treno ci stiamo già ed in prima classe, a quanto è emerso dal convegno, perchè cercare di far capire i progetti alla popolazione?

A proposito. La popolazione era assente (o quasi).
Magari qualcuno come me si era intrufolato in mezzo a cotanta bella gente, sorrisi e strette di mano.
Trovare il posto comunque non era così facile. Il BIC era una palazzina incubatrice di aziende alla quale, fino a qualche tempo fa non si poteva accedere perchè all’interno del porto e quindi soggetta all’azione della dogana.
Mi considero quindi un privilegiato.
Contraddittorio zero, come era auspicabile.

Ci sono tanti politici a Savona che “battagliano” per progetti più sostenibili ma a questi appuntamenti non si presentano mai. Eppure oggi ce li avevano tutti li. Avrebbero potuto controbattere a certe affermazioni, invece ho assististo alla solita esaltazione dell’economia basata sul segno +, sul pil che deve essere di segno positivo e di numeri fantascientifici……..
Sarò fatto male io, ma certi concetti che ho assimilato (Jeremy Rifkin: Economia all’idrogeno, Ecocidio, Entropia) vanno tutti nel senso contrario.

massimo ha detto..
il 8 Maggio 2007 alle 20:09

Ah, dimenticavo.
In tutta la strategia hanno evitato (credo, sono uscito alle 19.10) di parlare della diportistica (Margonara) e di far vedere visivamente la piattaforma della Maersk.

Quindi tutti sul treno!……

Bruno Pirastu ha detto..
il 8 Maggio 2007 alle 23:35

Sono arrivato all’ingresso del BIC e ho avuto la conferma che non era un incontro aperto ma un qualcosa fatto ad hoc per gli operatori e insalutato ospite me ne sono andato. Che senso avrebbe avuto fare i ragionamenti artigianali per cui se compro 100 casse di mele devo avere anche il posto dove metterle ? Sinceramente mi chiedo se sono io che vengo da Marte o certi personaggi. Prendiamo ad esempio il porto di Vado e la mega movimentazione di containers. Possibile che si pensi a simile opera senza avere le idee chiare su che cosa arriva e dove deve andare ? La rete logistica italiana vero che è in pieno sviluppo, nella pianura padana i piccoli paesini sono adulati da società logistiche che cercano spazi a basso costo e dove creare enormi piazzali e capannoni. Non sappiamo ancora dove mettere i containers di Maersk ? forse Maersk sà chi sono i suoi clienti e forse se glielo si chiede puo dare qualche dritta, Francia ? Piemonte ? Lomabrdia ? Austria ? quali sono le strutture viarie che diventeranno strategiche ? Non credo che questi ragionamenti avrebbero avuto risposte non dico tecniche ma nemmeno sufficientemente esaustive visto che non si sa ancora da nessuno e non certo risolto il problema dal convegno , anzi … (prosegue dopo le 19.10 … giusto per poi andare a cena ovviamente di lavoro )

Gloria ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 10:20

C.V.D.

http://www.porto.sv.it/Autorit–P/Progetti/term_cont_vado06.html_cvt.html

e vedrete il progetto del terminal di Vado

antonio gianetto ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 10:29

Io invece me ne sono andato subito:
e questa mattina ho scritto:

Onorevole
Sindaco di Savona
dott. Federico Berruti

Ieri mi sono presentato al convegno: costruire il futuro, nell’ attesa ho esaminato ” 1996 – 2006 una realtà in crescita ” pubblicato dall’ Autorità Portuale di Savona” che mi era stata consegnata prima di entrare nella sala. Le foto che illustravano la Margonara mi hanno mandato in bestia; nonostante i miei amici mi invitassero a restare, ho preferito andare a farmi una bella passeggiata, per smaltire la rabbia. Io non guido la macchina, consapevole che non sarei riuscito a diventare un buon guidatore, per via del mio lavoro, per salvaguardare la vita altrui, ho preferito rinunciare, il mio unico mezzo di locomozione sono le mie gambe e con queste percorrere regolarmente a piedi, senza fatica, fino a 20 chilometri. Alle macchine preferivo le navi!

A me interessava soltanto diventare C.S.L.C. ( Seaextramaster ), titolo che mi avrebbe consentito quanto segue tratto dall’ art. 248 Dal Regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione:
Al capitano superiore di lungo corso è riservato il comando di navi passeggeri di stazza lorda dalle quindicimila tonnellate alle ventimila, che abbiano una velocità superiore alle 25 miglia all’ora e navi da passeggeri di stazza lorda superiore alle ventimila tonnellate. Anche se poi ho avuto un grande amore per le navi cisterna, e su di esse ho passato quasi tutta la mia vita in mare.

Le foto pubblicate mi hanno portato alla mente quanto aveva detto al vicepresidente Andrea Poggio: ma c’ è mai stato Lei?

Questa domanda io, ora, la rivolgo a Lei, possibile che abbiate questa visione della Margonara? Vi siete soltanto limitati a vederla dal mare? Non avete mai provato a vederla con gli occhi dei cittadini che la amano osservandola da terra e che stanno facendo tutto questo casino per cercare di tramandarla, come ce l’ ha regalata il buon Dio, nonostante i danni che ho dovuto subire in passato, ai propri nipoti?

Per favore provi a portare i Suoi figli a vederla quando c’ è il mare in burrasca, osservi i Loro occhi, quando vedranno le onde infrangersi sulla Nostra scogliera, sollevando spruzzi che profumano l’ aria; osservando il comportamento dei suoi figli, forse riuscirà a rendersi veramente conto di quanto vale la Nostra terra.

con osservanza

antonio gianetto

P.S. la foto in PDF è quanto ora vedono i cittadini che abitano sulle alture tra Savona ed Albissola, dalla parte opposta della Margonara del Canavese & C (2),

la mando in questo formato così avvra modo di ingrandirla meglio

Gloria ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 11:14

Mio caro Sig. Giannetto
da piccola quando c’era burrasca mi “incantavo” a guardare dalla finestra le onde che si infrangevano sul silos prima della costruzione della diga alti fondali. con mio nonno andavo a fare delle passeggiate sulle colline dell’olivetta ante “tsunami edilizio”. Il problema è che “si dice” che il progresso non si può fermare. Ke i savonesi devono comprendere che il ns futuro è il turismo e che per fare turismo si deve costruire. quando poi per quali motivi un tedesco dovrebbe preferire savona a antibes o barcellona nessuno sa rispondermi…ho letto di uno studio secondo il quale senza il “terzo valico” la produttività del porto di ge calerà sensibilmente. Credo di aver detto tutto.

Enea ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 14:08

Ma perchè non esce allo scoperto l’assessore regionale all’ambiente Zunino? E quello Comunale Jorg Costantino?…
A parole rifondazione è contraria, ma nel concreto è asservita a questi “signori”.
Ora la gente vuole FATTI NON PAROLE! Alle lunghe l’ambiguità non paga.

massimo ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 14:55

Come ho scritto prima, chi dovrebbe controbattere (civilmente) alle argomentazioni di megasviluppo non si presenta mai.
Se io avessi aperto bocca, mi avrebbero subito taciuto per incompetenza.
Ieri bisognava far presente che quei progetti presentati, che tanto parlano di portualità sono legati a doppio filo con la Margonara, col carbone, con la Tirreno Power, con la Cokeria a Bragno, con l’annientamento della Ferrania e via dicendo.
E’ tutto collegato. Un super progetto.
E noi lo subiamo e basta.

Bruno Pirastu ha detto..
il 9 Maggio 2007 alle 14:55

Forse , con il massimo rispetto per quelli di Rifondazione , di cui conosco e stimo alcuni amici , si sono sbagliati nel nome che dovrebbe essere RI.FONDAMENTA per essere insieme e linea con CALCE E MARTELLO, il COMPASSO lo portano gli amici degli amici. I soldi li mettiamo noi. Non stupiamoci quindi di cosa sta accadendo a Savona hanno solo sbagliato i Loghi della Scheda Elettorale.

silvio ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 00:47

Cari amici
Savona , grazie alle amministrazioni grigie degli anni passati era una città a crescita 0
e spinta verso un declino economico.
Ora può sperare ad uno sviluppo grazie ai progetti legati alla portualità, progetti condivisi da tutte le categorie e da tutte le associazioni sia sindacali che imprenditoriali .
Invece, visto le statistiche di morte per tumori e malattie respiratorie che vi sono nel nostro comprensorio, suggerirei di concentrare le vostre attenzioni sulla Centrale Tirreno Power che utilizza il carbone anzichè il gas metano, non per dare più occupazione, ma per far arriccchire il suo padrone…tal Debenedetti mi pare padrone anche del Giornale La Repubblica.
Dopo aver lavorato una vita non poter godere la tanto meritata pensione per morte precoce dovuta a tumore penso sarebbe peggio che vedere un torre nel mare.
Silvio

Bruno Pirastu ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 07:55

Bisogna sempre e comunque , onestamente , tendere al meglio e al massimo. Un bel mare azzurro , le onde che si infrangono sugli scogli e l’aria pulita tersa e respirabile,( non chiedo mica una Ferrari o favori di interesse personale ) Non esiste , improponibile , il baratto o questo o quello. Roba da Telefono Azzurro se fatto ad un bambino. Adulto e vaccinato, dopo una vita passata , anche , in assemblee e nella presa in giro del Silenzio Assenso . Pensare che ci sono persone che come dice Silvio , di cui comunque non condivido alcune analisi di carattere socio/storico/pòitico/economico , da un lato si arrichiscono magari inquinando per intersese l’aria e poi con il maloppo fatto si comprano un mega yacht e lo parcheggiano li vicino , lamentandosi dell’inquinamento, mi conferma che il Porto della Madonetta non è , secondo Siilvio , da farsi. Come premesso non condivido il radicalismo ma anche questo è un buon motivo di operare a che quell’inquinamento da cemento non si faccia.

Gloria ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 09:16

Savona “ora può sperare ad uno sviluppo grazie ai progetti legati alla portualità, progetti condivisi da tutte le categorie e da tutte le associazioni sia sindacali che imprenditoriali” : spiacente non condivido affatto.Non mi risulta infatti che tutti questi progetti siano “supportati” da dati che dimostrino la loro effettiva ricaduta economica sulla collettività. Gli imprenditori che investono sono infatti tutti locali. E non venitemi a dire che aprire un cantiere significhi offire opportunità di lavoro perchè non mi riusulta che l’idioma delle maestranze che lavoravano alla torre bofil fosse italiano! gli imprenditori investono ma per loro interessi economici/finanziari.Lasciamo perdere le associazioni sindacali perchè ormai anche loro mi pare tendano più ad occuparsi di ciò che li rende “visibili” che di quello che sarebbe il loro “oggetto sociale” (parlo per diretta esperienza), mi pare che dall’analisi manchi completamente la citandinanza (frase simile l’ho sentita nel Consiglio Comunale del 29.03.07 da parte del Sindaco).
Poichè non riesco a capire vi chiedo per cortesia di spiegarmi dove vedete il “guadagno” dell’intera cittadinanza a fronte di tutti questi interventi edilizi. Grz

milena d ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 09:23

Non mi stanchero’ mai di ripetere che e’ tutto collegato. Non ci si puo’ “concentrare” su una parte del problema, la centrale, e trascurare tutto il resto del quadro economico-politico e dello stravolgimento territoriale in programma. Al di la’ di Debenedetti e della Tirreno Power, gli interessi intorno al carbone sono gli stessi che ruotano intorno ai porti e alla nuova edilizia di lusso. Tanto e’ vero che adesso, un po’ in ribasso il carbone, rispunta il terminal gasiero.
E di tumore si muore per molti motivi, anche per eccesso di cementificazione, traffico, mare inquinato.
Si’, anche per le torri nel mare.
E’ tutta la pianificazione, e’ il progetto complessivo che va rivisto. Non e’ vero che le alternative sono: o accettare questo modello di sviluppo, o il declino.

Gloria ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 10:19

Concordo. E’ tutta una grande “manovra” che mira solo a calamitare l’attenzione su un problema per distoglierla dall’altro. L’amarezza è che sembra che solo in pochi lo realizziamo.Anche se le info sono poche si tratta semplicemente di fare delle associazioni ed alla fine si trova il bandolo della amtassa. Come convogliare le ns frustrazioni in qualcosa di costruttivo per tutti noi, povere cassandre?

Bruno Pirastu ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 10:46

Oggi pomeriggio alle ore 15.00 c’è il consiglio comunale con diverse interpellanze anche sul PORTO DELLA MADONETTA.

antonio gianetto ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 14:12

Sul secolo XIX web di oggi c’ è un articolo, che segnala che quasi tutte le amministazioni sonno sfavorevoli al carbone, quindi pensano che si può rimediare con un bel rigassificatore al largo di Vado.
Se ne stanno costruendo ad Algesirs e Barcellona, e un paio anche nel mar Adriatico ed in altre zone, al momento non trovo la rivista che trattava la materia. Ormai viste le esperienze passate, con la Russia che tenta governare la movimentazione del metano via tubo, imponendo i suoi prezzi; prende sempre più coscienza nei vari paesi schiavi delle importazioni, di tutelarsi anche con approvigionamenti alternativi via nave. Succede un po’ come quando,anni fa col petrolio, quando gli arabi ci volevano mettere in ginocchio. Si continuava ad importare ai prezzi imposti dagli sceicchi, nel contempo navi da 500.000 mila ed oltre, una volta caricate restavano coi lori carichi fuori dai porti occidentali come prodotto di riserva, dopo non molto tempo la richiesta di prodotti petroliferi agli aribi, è andata diminuendo sensibilmente, all’ inizio ci fu una prima concorrenza tra i produttori, che si danneggiavano a vicenda, e quindi, subito dopo, ci fu il crollo dei prezzi.
Presumo si stia mettendo in atto una strategia analoga.
In guerra molto spesso è più necessario Ulisse che Achille, gli americani questo all’ inizio se lo dimenticano, ma poi agiscono di conseguenza.

silvio ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 14:35

Carisimi
Non ho più intenzione di continuare ulteriormente a discutere ( anche perchè devo pure produrre!) con chi ha opinioni diverse,tutte peraltro rispettabilissime , intanto non penso che possano essere cambiate….è una questione di forma mentis…….voglio solo informare che al Convegno erano presenti imprenditori come il sottoscritto che a Savona hanno creato posti di lavoro ” REALI” e non chiacchere.
Mi farebbe piacere sapere quanti posti di lavoro i Soloni che spesso pontificano contestano le cifre e danno soluzioni , hanno creato nella nostra città!
Penso di avere già la risposta!
Silvio

massimo ha detto..
il 10 Maggio 2007 alle 14:55

Io credo di più ad un progetto come Savona Domani del sig. Ozenda.
Date un’occhiata al video:
http://video.google.it/videoplay?docid=-3910620196831910544&hl=it

Se non altro la ricchezza e i posti di lavoro creati vengono più equamente distribuiti con la collettività.

Io ho alle spalle una famiglia che tradizionalmente ha condotto attività volte al turismo.
Sarebbe bello continuare ed attivarmi per metterne su altre più al passo coi tempi, ma sapere che sul litorale savonese arriveranno megaportacontainer a Vado Ligure con la costruzione della relativa piattaforma che fagociterà l’intero golfo di Vado, cemento sulla costa (cantieri Solimano e Lidl), Margonara e Torre Fuksas, quartiere residenziale Orti Folconi e Piazza del Popolo, torre davanti al Matitino, carbone alla Tirreno Power e nell’entroterra (Cokeria prossima futura centrale). Ma chi verrà a Savona per il piacere di passarci anche solo una domenica?
Tutto questo a favore dei soliti noti, perchè il quadro sopra descritto è in mano ai potenti di Savona a braccetto con la politica.

Gloria ha detto..
il 11 Maggio 2007 alle 11:35

Spiacenti ma non credo ke la questione sia liquidabile facendo riferimento alla “forma mentis” di ciascuno di noi ke , a quanto pare, non condividiamo l’opinione del Sig. Silvio che confronta il danno sulla salute di una “torre” con quello del “carbone”.

Personalmente ritengo che il gioco debba valere la candela. Concordo qiundi con il sig. Massimo : posti di lavoro e ricchezza debbono essere euqamente distibuiti tra la collettività. Ma evidentemente questa sensibilità non è di tutti

buona giornata!

antonio gianetto ha detto..
il 11 Maggio 2007 alle 14:11

Purtroppo molto spesso, dobbiamo subire discorsi che, che esaltano i programmi futuri con paroloni che molto spesso non comprendiamo.
Quando sentiamo Creazione Posti di lavoro, ci accorgiamo che col tempo, il personale assunto si perde per strata e si ritorna al punto di partenza.
Quando ho cominciato a navigare per armare una nave da 20.000 DWT erano necessari 34 marittimi, al termine della mia carriera avevo un equipaggio di 14 persone, le navi continuavano a migliorare ma la vita dei marittimi diventa sempre più disagiata. Una volta, trovandomi a parlare con un funzionario di una grande società petrolifera il quale mi aveva segnalato l’ ammontare del nolo per il contratto di noleggio, visto quanto era basso il valore del nolo pagato alla società armatrice, avevo segnalato come era avrebbe fatto un armatore a sopravvivere, con quella miseria dopo aver sborsato 40 miliardi per acquistare la nave; la risposta fu:
caro comandante il suo armatore per quella nave non avrà sborsato neppure 1/5 del suo valore, il resto lo abbiamo pagato noi con sovenzioni per la cantierista e aiuti agli armatori, che a volte, prendevano anche sovvenzioni da parte della comunità europea.
Presumo che da allora non sia cambiato niente, quindi quando vedrette le belle navi da crociera ormeggiate in porto, siate consapevoli che in parte sono anche Vostre.
A me sembra che si stiano facendo troppo chiacche e non si sia ancora in grado di capire cosa bisogna fare. Mi viene in mente un proverbio napoletano, che a bordo utilizzavano nei confronti di quelli che a chiacchie dicevano di essere bravi, ma nei fatti poi le cose erano diverse:

CHIACCHIERE e tabbacchere ‘e lignammo ‘o banco nu ne ‘impegna
Le chiacchiere e tabacchiere di legno, la banca non le accetta come pegno

In questi giorni ha detto il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi bisogna «uscire dalla dichiarazione di principio che l’Italia è la piattaforma logistica del Mediterraneo e attrezzarci per esserlo davvero».
Prioritariamente, bisogna «costruire i grandi nodi intermodali», una «cerniera intermodale» con il fondamentale supporto di una rete ferroviaria efficiente. «Senza questo – ha ribadito – la piattaforma logistica non si può realizzare».

Bruno Pirastu ha detto..
il 11 Maggio 2007 alle 14:34

Caro Gianetto , tu con i tuoi proverbi napoletani me ne fai venire in mente uno ,classico , usatissimo per speigare la agitazione che in certi momenti , specie elettorali anima la ns citta e che avrebbe potuto essere la colonna sonora , il tema , del convegno :
A Napoli si usa il modo di dire «fare ammuina». «Fare ammuina» significa «agitarsi a vuoto anche per attrarre la benevola attenzione dei superiori».E’ voce del linguaggio marinaro borbonico. Ecco che cosa si legge nella Collezione de’ regolamenti della Real Marina, anno 1841: «All’ordine facite ammuina” tutti chilli che stanno a prora, vann’ a poppa e chill che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ coppa e chili che stanno ‘ncoppa vann’ abbascio; chi nun tiene nient’a ffa, s’aremeni a ’cca e a ‘lla». Da usare in occasione di visite a bordo delle alte autorità del Regno.

antonio gianetto ha detto..
il 11 Maggio 2007 alle 18:36

ciao Bruno, te ne metto anche due genovesi, il primo sembra calzi molto bene per i savonesi che in questi giorni si stanno agitando:

Chi veu vedde ûn cattïo, fasse arraggiâ ûn bon.
Chi vuol vedere un cattivo, faccia arrabbiare un buono.

Chi l’è stato brûxòu da l’ ǽgua cäda, à puia da freica ascî.
Chie è stato bruciato dall’ acqua calda, ha paura anche della fredda.
e per quelli che fanno arrabbiare i buoni:

O meize de çiòule o ven pe tûtti.
Il mese delle cipolle viene per tutti:
per ognuno di noi, inevitabilmente, giungono i giorni del pianto.

milena d ha detto..
il 11 Maggio 2007 alle 22:26

E visto che sto entrando anch’io nella terza eta’ ;-), aggiungo:

A can vegiu nu ghe di a cucciu!

Non dire “a cuccia” a un vecchio cane (potrebbe mordere!)

E viste ancora tutte le decisioni prese e le riunioni fatte senza consultare i cittadini, il proverbio di mia nonna:

da deree a schenna nu me sun moi vista fo du ben

Da dietro le spalle non mi sono mai vista fare del bene!

(Scusate la grafia imperfetta)

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