Albenga. Il fortino cinquecentesco di piazza Europa, ad Albenga, è destinato a diventare un centro polivalente per attività sociali e culturali, quali mostre temporanee, incontri e seminari. La proposta dell’amministrazione ingauna sul futuro della storica struttura dovrà comunque essere concordata con la Soprintendenza. Mentre la conclusione dei lavori previsti dal primo lotto, principalmente opere di consolidamento statico, svuotamento e verifica della situazione interna, hanno messo in evidenza le strutture originali, la scorsa settimana è stato approvato il progetto preliminare relativo al secondo lotto: il preventivo di spesa è di 500 mila euro. Gli interventi sinora realizzati, che sono costati circa 200 mila euro, hanno rivelato al piano terreno un locale con volta a botte utilizzato nel periodo bellico come deposito di esplosivi, che costituirà il vano d’accesso ad un ascensore in cristallo pensato per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Al primo piano si trova un locale con una superficie di circa 120 metri quadrati, accessibile sia dall’esterno, mediante la stretta scala rampante esistente, che verrà recuperata e dotata di ringhiera, sia dall’interno con il nuovo ascensore. Lo spazio è caratterizzato dalla presenza di nove contrafforti in pietra alti circa due metri che creano sul perimetro interno spazi racchiusi, molto adatti ad un uso espositivo del locale. La pavimentazione sarà in doghe di legno e l’area verrà illuminata tramite il vano ascensore ed alcune bocche di lupo. Attiguo all’ascensore sarà realizzato un servizio igienico accessibile ai disabili. Sopra questo livello verrà realizzato un soffitto, anch’esso in legno, alla quota di circa 7,5 metri sul livello della strada. A questo piano si restituirà, per quanto possibile, l’architettura originaria, come indicata nei disegni del Molassana (il commissario genovese che nel 1587 ne curò la costruzione). La parte a cielo aperto avrà una superficie di circa novanta metri quadrati e sarà anch’essa pavimentata con doghe di legno. “Il secondo lotto per il recupero definitivo del Fortino era previsto per il 2008 ma abbiamo deciso di anticipare i lavori a quest’anno perché il precedente lotto è stato concluso più celermente del previsto – spiega il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Franco Vazio – Il lavoro svolto ha visto la stretta collaborazione tra il Comune e la Soprintendenza, nelle persone di Silvia Lavagno, architetto responsabile del procedimento, e Costanza Fusconi, funzionario di zona della Soprintendenza; il progetto, curato dall’architetto Maurizio Arnaldi giungerà probabilmente alla sua parte esecutiva in autunno e dopo l’approvazione della Soprintendenza si potrà indire la gara d’appalto”. “Quest’opera andrà a valorizzare tutto il quartiere a mare e completerà definitivamente piazza Europa, polmone verde importante per tutta la città – conclude Vazio – Il Fortino, insieme ai lavori per il rifacimento di piazza Matteotti e del sottopasso ferroviario, oltre al completamento della passeggiata a mare, cambierà il volto di Albenga, creando un legame ideale tra il turismo balneare ed il centro storico cittadino”.
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Articolo n° 11269 del 30 maggio 2007 ore 14:37
» Felix Lammardo
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31 maggio 2007 alle 11:11
Ma complimenti, finalmente ad Albenga un bel centro culturale!!!
Se non ricordo male circa un anno fà l’amministrazione Tabbò annunciava, prendendosene i meriti, la fine dei lavori di palazzo Oddo e comunicava che lo stesso sarebbe stato utilizzato come centro culturale alla pari di Palazzo ducale a Genova.
A questo punto mi sorgono un pò di domande:
- Albenga è una città culturale?
Dovrebbe esserlo ma in un anno non siamo riusciti ad attivare neanche gli scantinati.
- Era utile acquistare dal comune di Loano per la modica cifra di un milione di euro (dei contribuenti) il fortino di piazza europa per poi spendere ulteriori 500 mila euro(indovinate di chi?) per rimetterlo a posto quando si poteva emettere un’ordinanza nei confronti del comune di Loano affinchè mettesse in sicurezza il sito e la cifra sopra indicata avrebbe potuto essere utilizzata per attivare palazzo Oddo e magari si sarebbe anche evitato di alienare i beni del comune (ma forse a qualcuno conveniva alienarli).
-E’ utile per la cittadinanza, aver costituito una società che gestisca palazzo Oddo (pagata dai contribuenti) quando questo viene utilizzato solo ed esclusivamente come deposito di mobili? Certo perchè sono anche stati acquistati i mobili nuovi e sono accatastati all’interno della struttura inutilizzata che a breve, probabilmente, avrà nuovamente bisogno di manutenzione e magari di una nuova inaugurazione (pagata dai contribuenti), visto che a voi sono tanto cari feste e banchetti!!! (Angioletto docet…ricordate l’inaugurazione del ponte rosso…però almeno lui qualcosa faceva)
Poi se vogliamo definirci città culturale possiamo farlo, ma per ora, caro Antonello, siamo come un bambino che deve ancora imparare a leggere e scrivere e gli viene messa in mano la divina commedia per commentarla….evidentemente facciamo solo brutte figure
12 luglio 2007 alle 20:30
Vorrei ringraziare la giunta tutta per aver trasformato il fortino in qualcosa di indecente che rimarrà ai cittadini di Albenga, rovinato per sempre. Penso che l’azione dei vandali possa solo che migliorarlo. Mi vergogno della mia città quando sento nella mia università di architettura parlare di tale fortino come tipico esempio di recupero indecente di patrimonio culturale.
Così come a coloro che sporcano i muri con scritte oscene, punirei chi ha permesso tale scempio, armandolo di scalpellino e facendogli staccare tutto l’intonaco.
E’ assolutamente fuori dal mondo intonacare un’opera così antica di colore tendente al giallo per uniformarlo alla già tristemente nota piazza Europa. Per non parlare delle originarie coperture in coppi sostituite con robe che non stanno in nessun manuale di architettura. Sembra un lidl.
Un grave danno è stato fatto al patrimonio culturale di Albenga e necessita le dimissioni immediate di coloro che hanno permesso questo. Le chiedo come elettore della giunta che è ora in carica. Vergogna, di fronte a queste cose mi viene voglia di non essere albenganese.