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Articolo n° 11270 del 30 maggio 2007 delle ore 14:20
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Regione, al via la rete ligure dei centri anti-tabacco
FLASH24news

Regione. Una rete regionale dei centri per lo studio e il trattamento del tabagismo. La istituisce la Regione su proposta dell’assessorato alla salute individuando le modalità che le aziende sanitarie e ospedaliere dovranno darsi per crearli. Dovranno essere almeno 24 i centri regionali, cioè uno per ogni azienda sanitaria e per ogni distretto, più eventualmente ulteriori centri presso le aziende ospedaliere e l’Ist. Tutti dovranno avere lo stesso modello di trattamento affinato dopo sette anni di attività maturata dai centri già esistenti. L’obiettivo è quello di attrarre il più alto numero possibile di fumatori intenzionati a smettere e fornire ai cittadini liguri un’offerta omogenea su tutto il territorio. I requisiti minimi per l’istituzione del centro per il trattamento del tabagismo di primo livello dovranno essere: la collocazione nell’ambito di una struttura sanitaria accreditata, l’identificazione di un locale dedicato anche se non esclusivo, la presenza di personale sanitario, l’aderenza ai programmi di intervento clinico secondo le principali linee guida esistenti, la raccolta dei dati anagrafici e clinici per ogni paziente, e la verifica di efficacia per ogni intervento. Per quanto riguarda invece i centri di secondo livello fattori indispensabili: la responsabilità della gestione clinica dei pazienti da parte di un medico o di uno psicologo, la formazione in tabaccologia da parte del responsabile del centro, l’effettuazione per ciascun paziente di una prima visita specialistica e l’identificazione di un percorso di trattamento individuale o di gruppo. Gli incontri dovranno essere almeno quattro intensivi più la visita e quattro di mantenimento nei primi tre mesi di trattamento e ogni incontro dovrà durare almeno 20 minuti. Ad ogni fumatore in trattamento dovrà essere prescritta una terapia farmacologia secondo le più recenti linee guida. Sarà il CUP, il centro unico di prenotazione, che garantirà, con la richiesta del medico di medicina generale, l’accesso ai centri che dovranno essere attivi tutto l’anno e svolgere un volume di attività annuale non inferiore agli 80 pazienti l’anno. Le aziende avranno da oggi 60 giorni di tempo per attivare ognuna centri di secondo livello.

 



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