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Articolo n° 11379 del 02 Giugno 2007 delle ore 08:00

Gli spettacoli del 41° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

[thumb:3305:r]Borgio Verezzi. Sono stati presentati i sette spettacoli, tutti in prima nazionale, che comporranno, unitamente allo spettacolo itinerante d’anteprima, il cartellone del quarantunesimo Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Si inizia con un “anteprima del festival”, il 15 giugno: “L’illogica allegria”, omaggio itinerante a Giorgio Gaber, realizzato da Gian Piero Alloisio attraverso la presenza di attori, musicisti, performer, giornalisti, impegnati ad animare la Piazza Sant’Agostino di Verezzi e i suggestivi angoli delle “creuze” attraverso i testi e le musiche del grande Giorgio Gaber e di Sandro Luporini: dalle 20 e 30 fino a notte inoltrata, in spazi differenti ma attivi contemporaneamente, centinaia di artisti ricorderanno il maestro polemico e ironico degli anni d’oro. L’inaugurazione vera e propria del Festival è affidata il 6 luglio a “Vestire gli ignudi” di Pirandello, nell’interpretazione del regista Walter Manfré e di Vanessa Gravina, Luigi Diberti e Bruno Armando: della vicenda della povera Ersilia Drei, accusata di aver colpa della morte di una bambina, accolta dal romanziere Ludovico Nota, il regista Manfrè propone una lettura “dove tutto accade come dentro una serie di flash onirici di estrema violenza, scanditi da ritmi serrati e da una recitazione che più che moderna oserei definire metropolitana. Scelta questa che, se da un lato rischia di risultare contrastante con la classicità della lingua pirandelliana, altissima ed antica, dall’altro si tinge di connotazioni fortemente emozionali e suggestive”. A seguire, il testo (una novità assoluta) “L’osso d’oca – Ultimi giorni di Puccini a Bruxelles” di Giuseppe Manfridi, il 13, 14, 15 luglio, con Pino Micol e Bruno Macallini per la regia di Francesco Branchetti. Incontriamo, in una clinica a Bruxelles, il grande Giacomo Puccini, arrivato agli ultimi giorni della sua vita, in attesa di un’operazione alla gola, e un giovane ex giornalista, Salvaneschi, eterno vice, ormai diventato cieco, ma, prima, appassionato lettore delle cronache musicali dell’epoca, cantante per diletto e con un solo mito: Puccini. Da questa vicinanza nasce un “rapporto” che rivela un Puccini ironico, beffardo, pronto alla burla, addirittura allo sfottò, ma poi di colpo tristezza e amarezza prendono il sopravvento, favorendo lo scaturire di una riflessione profonda su una vita, la sua, dedicata alla musica e piena di successi, ma, anche di indicibili amarezze. Debutta poi un’assoluta novità per l’Italia, il 20-21-22 luglio, “L’appartamento è occupato (Le squat)”. A portarlo in scena sono Paola Gassman, Lydia Biondi, Giuseppe Hossein Taheri e Marta Richeldi sotto la regia di Maurizio Panici. Il testo, scritto dall’esordiente Jean Marie Chevret nel 2000, affronta il tema della comprensione e dell’accettazione reciproca: una coppia formata da un algerino e una lituana vengono ospitati, con la complicità della portinaia, nella casa parigina di due sorelle borghesi, assenti per le vacanze. Al rientro le due sorelle avranno reazioni opposte: l’una cercherà di cacciarli con l’ausilio della polizia, l’altra cercherà di stabilire un contatto con la coppia di emigrati. “L’appartamento è occupato” ha ricevuto il premio Molière nel 2001 come migliore testo comico ed ha ottenuto il premio “de la Solidarité et de l’Anti-Racisme” attribuito dalle ONG dell’ONU (un premio per la prima volta assegnato a un autore teatrale). E’ poi Feydeau ad approdare il 27, 28 e 29 luglio in Piazza Sant’Agostino con “Il signore va a caccia” con Mario Scaccia, per la regia dello stesso Scaccia. Quando “Il signore va a caccia”, si sa, lo fa per ingannare la moglie e poterla sorprendere in flagrante reato di adulterio. Ma quando la moglie tradita scopre i sotterfugi del marito, decide di ripagarlo accettando la corte del migliore amico di lui.
Al n.40 di Rue d’Athènes, a Parigi casualmente si ritrovano marito, moglie, amanti, squattrinati e… poliziotti, in un vorticoso turbine di situazioni e di risate che lascia letteralmente senza fiato lo spettatore. L’appuntamento seguente, il 31 luglio, è con uno dei grandi della musica: Charlie Parker, che giunge a Verezzi attraverso le parole di Julio Cortazar e del suo “Il precursore”. Lo spettacolo offre l’occasione, non comune, di vedere riuniti un grande attore teatrale, Massimo Popolizio, e forse il più grande musicista jazz italiano, Enrico Rava, insieme con il pianista Andrea Pozza; la regia è di Teresa Pedroni. Un testo che affronta l’irriducibile, insopprimibile alterità del genio, dove la figura di Charlie Parker si incrocia con quella razionale di Bruno, il critico musicale affascinato dall’artista maledetto, ma anche desideroso di cannibalizzarlo, di appropriarsi della sua magia, e forse conscio di essere invece destinato a normalizzarlo, a riprodurre di lui un’idea sostanzialmente conformista. Il tutto affidato ad un solo attore, Massimo Popolizio, impegnato a sostenere le anime dei due uomini che si fronteggiano, il tutto accompagnato dalle strepitose musiche originali di Rava. Il 3, 4 e 5 agosto è poi la volta de “La recita di Bolzano” di Sandor Marai, nell’interpretazione di Laura Marinoni e Eros Pagni; la regia è di Marco Parodi. In una Bolzano tanto seria e virtuosa, ordinata e piena di buon senso, Giacomo Casanova, dopo la rocambolesca fuga dai Piombi, riceve la visita del Conte di Parma, ormai vecchio e ancora disperatamente innamorato della giovane moglie, che vuole sottrarre una volta per tutte all’influsso malefico del seduttore. Dal momento che la situazione finanziaria e giudiziaria di Casanova appare del tutto compromessa, è costretto dal vecchio Conte ad accettare il più stravagante degli ingaggi: rappresentare in una sola notte alla Contessa (l’unica donna che Casanova abbia veramente amato) tutti i furori e i disinganni della passione, affinché lei possa guarire per sempre da lui. Ma la nottata sarà foriera di grandi sorprese. A chiudere la quarantunesima edizione del Festival di Borgio Verezzi, il 9, 10 e 11 agosto, sarà infine un classico di Neil Simon, “Plaza Suite”, con Corrado Tedeschi, Milly Falsini, Patrizia Loreti, Ketty Roselli, per la regia di Claudio Insegno. In una stanza del Plaza alcune coppie si incontrano e si scontrano in un progressivo crescere di comicità. Il direttore artistico del Festival, Stefano Delfino, ha affermato: “Sono pienamente soddisfatto del cartellone, che ritengo il più innovativo degli ultimi anni, anche perché, dopo aver festeggiato i 40 anni, vorremmo imboccare strade nuove, sia pure nel rispetto della tradizione. Ed è anche in quest’ottica che si colloca l’anteprima festival con lo spettacolo itinerante di Alloisio. E’ un cartellone molto vario e intrigante, in grado da una parte di incuriosire i critici e dall’altra di attirare il pubblico. La presenza dei classici (Pirandello, Feydeau) è mantenuta, ma si tratta di testi non convenzionali e poco frequentati. Ci sono anche esempi di drammaturgia contemporanea (Manfridi, Chevret) e incursioni nella letteratura internazionale (Cortazar, Marai), oltre a un paio di eventi coniugati alla musica e, sullo sfondo, il filo conduttore dei grandi personaggi, da Gaber a Puccini, da Charlie Parker a, perché no?, Casanova”.


» Redazione

1 commento a “Gli spettacoli del 41° Festival Teatrale di Borgio Verezzi”
cobra ha detto..
il 2 Giugno 2007 alle 10:25

Serate sicuramente interessanti dal punto di vista mondano e culturale.
Unica CONTROINDICAZIONE: “Si sconsiglia la partecipazione alle FAMIGLIE che vivono con € 1200.00 mensili.
Alla sera in Piazza Sant’AGOSTINO l’aria è molto fresca.

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