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Articolo n° 12216 del 23 giugno 2007 delle ore 19:15

Albenga, Consuegra interviene dopo la polemica sulle quattro torri

[thumb:3526:r:t=L’architetto Consuegra]Albenga. L’architetto spagnolo Guillermo Vazquez Consuegra, dopo la bufera che si è scatenata sull’ipotesi della realizzazione di quattro torri alte ottanta metri al posto di un’ala del vecchio ospedale di Albenga, a ridosso del centro storico, ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta alla cittadinanza albenganese. Così spiega il professionista iberico: “Le ipotesi sono divise in due gruppi: quelle del primo gruppo prevedevano di ricostruire il volume dell’edificio da demolire, la parte degli anni Cinquanta, mantenendo pertanto privato l’edificio storico. Nell’ipotesi del secondo gruppo, si cederebbe una parte o la totalità della volumetria dell’edificio storico alla città come qualificato edificio pubblico, ricostruendo perciò il volume ceduto sul sedime della parte da demolire, ottenendo così una maggiore altezza”. Consuegra non vuole sentire parlare di speculazione edilizia, accusa che bolla come “sbagliata e tendenziosa”. “In tutte le ipotesi, l’edificabilità prevista per la quota privata rimane inalterata e corrisponde a quella ammessa dalla normativa – osserva il progettista sivigliano – Per verificare serenamente le ipotesi del secondo gruppo, la committenza ha ritenuto opportuna una consultazione con l’amministrazione comunale di Albenga e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Culturali di Genova”. Prematuro quindi, almeno secondo Consuegra, il polverone sollevato su una bozza di masterplan “lontano dall’essere approvato, contrariamente a quanto qualcuno ha voluto far intendere”. Non manca la stoccata a “Striscia la notizia”, che aveva mandato in onda una ricostruzione grafica dell’impatto delle quattro torri sul centro storico. “Le immagini divulgate dai mezzi di informazione sono infondate, ingrandiscono per lo meno di otto volte la reale dimensione della torre – lamenta l’architetto – Ci dispiace per il malinteso che si è venuto a creare per colpa della scarsa informazione di chi ha divulgato notizie di cui evidentemente non era a conoscenza, tanto da obbligarlo a inventarsi immagini di un presunto progetto consegnato o addirittura approvato”. Ma l’idea di costruire torri avveniristiche non sembra accantonata. “La bellezza di Albenga merita un progetto che la valorizzi e che costituisca un volano per cominciare un processo virtuoso di architettura contemporanea” afferma Consuegra. Prima reazione dal mondo intellettuale con l’intervento di Pier Franco Quaglieni, presidente del centro culturale Pannunzio. “La lettera dell’architetto Consuegra ai cittadini di Albenga è un tentativo meno rozzo di altri per illustrare il significato di un’operazione urbanistica ed edilizia che resta comunque sbagliata – scrive Quaglieni – Gli spazi per esperimenti di architettura contemporanea ci sono al di fuori e lontano dal centro storico. Albenga non è Parigi. Quindi la risposta dell’architetto spagnolo, uscita durante il periodo di ferie, non è un motivo di serenità, ma di ulteriore inquietudine perché significa che la battaglia per la tutela del centro storico di Albenga è tutt’altro che vinta”.


» Redazione

10 commenti a “Albenga, Consuegra interviene dopo la polemica sulle quattro torri”
COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL CENTRO STORICO DI ALBENGA ha detto..
il 24 giugno 2007 alle 22:35

Il Comitato Civico per la difesa del centro storico di Albenga condivide le inquietudini manifestate dal centro culturale Pannunzio in relazione alla lettera aperta indirizzata ai cittadini di Albenga dall’architetto Consuegra, progettista delle cosiddette, ed ormai famigerate, “torri del mangia mangia”.
Le intenzioni relative all’edificazione delle torri nel centro storico sono tutt’altro che morte e sepolte, come sembrava emergere, in un primo tempo, dalla presa di posizione del sindaco in esito alla pubblica discussione venutasi a creare dopo il passaggio televisivo del servizio di Striscia La Notizia e dopo gli interventi di Ricci, Sgarbi, Daverio e Magnifico.
La “difesa di ufficio” del proprio progetto da parte dell’architetto Consuegra per il tramite della lettera aperta ai cittadini di Albenga, recentemente pubblicata dagli organi di stampa, risponde, evidentemente, ad una diversa strategia posta in essere dai promotori dell’opera, strategia tesa a minimizzare presso l’opinione pubblica l’impatto urbanistico che deriverebbe da dette costruzioni.
Il Comitato Civico per la difesa del centro storico di Albenga, pertanto, esprime, ancora una volta, la sua contrarietà al progetto di edificazione di torri di 80 metri di altezza all’interno del perimetro romano, ed auspica che tutte le realtà culturali, politiche ed associative presenti sul territorio, e che condividono la battaglia per la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico ingauno, esprimano pubblicamente, ancora una volta, il loro dissenso alla realizzazione di tali opere.

Il Presidente del Comitato Civico
per la difesa del centro storico di Albenga
Avv. Alessandro Chirivì

marya caridi ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 09:10

aver ricostruito nei suoi passaggi la vicenda delle torri è un diritto di Consuegra. Corrisponde al vero che è stato fatto passare per approvato un progetto che era solo in visione e neppure nella sua versione definitiva. Corrisponde al vero che nè maggioranza nè opposizione lo avevano ancora visto, che è uscito su quotidiani e media stravolto e sovradimensionato. Che in Italia esiste la libertà di pensiero e che anche se può non piacere il progetto, si possa esprimere in piena libertà senza incorrere nel linciaggio, il proprio pensiero? Devo ribadirlo, a mio parere queste regole non sono state rispettate. Il comitato, il singolo consigliere, il cittadino, ha potuto esprimere la propria opinione e a Consuegra è negato lo stesso diritto? Personalmente qualunque sia la mia opinione sul progetto, negativa, positiva, indifferente, mi batterò sempre perchè tutti possano esprimere la propria opinione, questò è il principio liberale di cui tanti si riempiono la bocca e poi lo negano nei fatti.

Alessandro ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 11:28

Sono favorevole alla costruzione delle “torri”, anche se ovviamente prima mi piacerebbe vedere il progetto reale (non quello di Striscia).
Non sono di Albenga ma ho vissuto gran parte della mia adolescenza in Albenga e dintorni e mi dispiace assistere allo sfacelo del centro storico, sfacelo più “sociale” che architettonico.
Credo che una delle vie obbligate per poter ricostruire una città dall’interno, sia anche quella della modernizzazione che implichi ovviamente anche una nuova gestione del territorio.

COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL CENTRO STORICO DI ALBENGA ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 11:38

La citazione di Voltaire è assolutamente incontestabile, ma in questa vicenda non risulta che nessuno abbia mai negato a Consuegra, come a Ghiglione o a Damonte, il diritto di manifestare la propria opinione favorevole alla realizzazione di un progetto di così innegabile impatto.
Fortunatamente la parte largamente maggioritaria dell’opinione pubblica non è d’accordo con la realizzazione dell’opera, la quale, essendo realizzata da un privato, non porterebbe alcun vantaggio alla collettività, ma un danno certo all’integrità del tessuto storico urbanistico di uno dei più belli, più grandi e meglio conservati centri storici italiani.

marya caridi ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 12:02

a me non pare assolutamente priva di valore la denuncia che la campagna mediatica abbia divulgato informazioni non veritiere, con il conseguente esproprio delle funzioni di un intera amministrazione e la messa in stato d’accusa di una classe politica che non si è potuta esprimere.Non mi pare sia da minimizzare. Sa, l’opinione pubblica sarebbe favorevole anche all’impiccagione, alla sedia elettrica, a un sacco di altre cose, e non è , non può essere questo l’unico metro di valutazione. il primato della politica , sa cos’è? Ripeto che io non sto entrando nel merito del progetto, mi rimproverano infatti di non aver espresso la mia opinione, ma mi sono esposta nel dire quello che penso perchè non mi è piaciuta l’aggressione mediatica subita dagli amministratori. Non c’era parità di partita, la grancassa di mediaset contro la voce di una amministrazione priva dei potenti mezzi di Ricci. Mi sembra questo il problema. La disparità di strumenti , la gogna, il giustizialismo. Ora è doveroso ascoltare la voce di tutti, rispettando ogni diritto, il vostro, il loro, quello di Di Stilo che in consiglio comunale ha difeso l’operato di Damonte, quello di chi amerebbe la tour Eiffel in piazza, e anche il mio di dire che voglio conoscere tutti, ma proprio tutti, i pareri. cordiali saluti Mary

COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL CENTRO STORICO DI ALBENGA ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 17:12

Perchè non organizzare un pubblico dibattito, magari al San Carlo o al Cinema Ambra allora?
Così potremmo mettere a confronto tutte, ma proprio tutte, le opinioni in proposito.

marco ha detto..
il 25 giugno 2007 alle 18:25

premesso che a me piacerebbe che l’area del vecchio ospedale rimanasse libera (ad albenga si sta costruendo un po’ troppo ultimamente), ci terrei a evidenziare come si stia facendo un gran parlare di qualcosa che nessuno ha visto.dov’è il progetto?o almeno un disegno o un plastico che rendano l’idea?
magari sono io ad essere disinformato,ma è difficile dare giudizi definitivi su qualcosa che non si conosce a fondo.una volta visto il progetto anche i “no” saranno più convinti

oppidanus ha detto..
il 26 giugno 2007 alle 10:35

esprimo un mio pensiero alla sig.ra Caridi per farle presente che l’opinione pubblica, ossia noi, non siamo una mandria di pecoroni che basta esprimere, magari a voce alta, un idea che tutta la mandria segue quella idea. Visto che gradisce ascoltare tutte le voci, passo alla mia voce sulle Torri. La Soprintendenza o il Ministero dei Beni Culturali NON potranno mai dare un assenso alla realizzazione di un opera di sicuro impatto ambientale e in antitesi con la valorizzazzione storica di Albenga. Se si trova un accordo per una realizzazione di un opera del genere, credo che si possa dire la parola fine al codice di tutela dei beni culturali. Una cosa è certa o siamo consapevoli che il Centro Storico è un bene da salvaguardare ( e di ciò i vincoli architettonici nè sono una prova tangibile) oppure pensiamo solo a creare volumi da ritorno economico certo e danaroso. Ovviamente una struttura realizzata nel centro storico, a pochi passi dal centro economico di Albenga ( banche, uffici, studi legali ect ect) avrà il suo esito positivo. Albenga, nel suo centro storico ed immediate vicinanze, non ha bisogno di un architettura contemporanea. Di contemporaneo sono già state collocate le panchine che, secondo me, sono veramente indegne di essere vicino a beni monumentali di altissimo pregio. Una cosa è certa le panchine possono ( e spero ) essere rimosse, ma le costruzioni una volta fatte restano ( sia esse abuisive che lecite)!!!. Tuteliamo Albenga se veramente crediamo ( ed amiamo) la Città in cui siamo nati e cresciuti. Auguri di buon lavoro al Comitato e alle sue iniziative. Cordialità

marya caridi ha detto..
il 26 giugno 2007 alle 13:39

ed io la ringrazio sig. oppidanus, per aver espresso il suo parere. Quando mi riferisco all’opinione pubblica non è per ferire la suscettibilità di nessuno. Sono garantista e non della prima ora, anche quando era difficile esserlo, non posso dimenticare ai tempi di Mani pulite le monetine, le tentazioni di farsi giustizia da sè, quel clima, e se a quel tempo si fosse fatto un sondaggio dell’opinione pubblica, noi avremmo avuto le forche in piazza. Solo una pacata discussione, l’equilibrio, il dialogo e la concertazione tra le parti, garantiscono un dibattito sereno. Devono potersi esprimere tutti, ma su qualcosa di conosciuto, di reale sostanza,. Perchè nè io, nè lei, immagino, conoscono nel dettaglio quel progetto che una campagna mediatica furiosa ha impedito venisse illustrato. Nel mio, nel suo, nell’interesse ditutti i cittadini che non si sono potuti formare un idea. Poi è legittimo essere contrari, essere a favore come Avogadro ed altri, ma bisogna, è necessario, poterne discutere nel rispetto delle reciproche posizioni. Ognuna meritevole dello stesso rispetto. Un saluto , Mary Caridi

giorgio ha detto..
il 26 giugno 2007 alle 17:53

Che le torri se le vada a costruire in spagna:
Anchwe se l’area della parte più recente dell’ospedale non fosse inserita nella zona perimetrata del centro storico, sarebbe molto discutibile sostenere la sosternibilità dell’operazione in quanto l’angolo del centro storico su cui insiste ora tale edificio ospitava precedentement ele antiche mura, rimosse al momento dell’edificazione dell’ospedale e quindi , almeno secondo la logica e credo anche l’urbanistica, é impensabile inserire tali “opere d’arte” in un contesto storico quale quello della zona nel suo assieme.
Non sarebbero di utilità a nessuno. Sarebbero brutte e con nessun richiamo al passato. Integrerebbero solamente i desideri di vana gloria del sig. Consuegra e contribuirebbero solo ad offuscare forse l’attenzione da altri intenti che si vuole far passare inosservati.
Abbiamo anche noi in Italia validi architetti, senza dover ricorrere agli spagnoli.Ma con che coraggio sostiene ancora le sue “tesi”? Nessuno lo vuole ascoltare, non se ne é accorto?
E poi, Ghiglione…. ma come fai a sostenere una tale aberrazione “progettuale”? Sei un tecnico? Se si , pensaci un po’ sopra!

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