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Articolo n° 12167 del 23 giugno 2007 delle ore 07:55

Fisco: commercianti e artigiani contro gli studi di settore

[thumb:1832:r]Regione. “Noi siamo i primi a dire che le tasse si devono pagare, ma devono essere pagate con congruità da tutti”: le associazioni di categoria della piccola e media impresa del commercio e dell’artigianato (Confesercenti, Ascom – Confcommercio, CNA e Confartigianato) uniscono la loro voce per dare forza alla protesta contro la burocratizzazione e l’applicazione unilaterale della nuova normativa degli studi di settore. Forti dei numeri dei settori che rappresentano (100 mila imprese, il 65% delle quali ditte individuali e il 95% composte da meno di 9 persone, per oltre 300 mila addetti in Liguria) i presidenti regionali delle diverse associazioni hanno chiesto oggi in una conferenza stampa la realizzazione di un modello di sviluppo che non consideri la piccola dimensione un vincolo da superare, ma una forza reale che crea occupazione, valore aggiunto e tenuta sociale ed economica. “Noi rappresentiamo un tessuto di imprese molto importanti e fondamentali per lo sviluppo economico e dell’occupazione della regione – spiega Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti Liguria e portavoce delle categorie – Vogliamo porci in modo sicuramente positivo e non polemico nei confronti del Governo e delle istituzioni, un interlocutore importante per costruire insieme lo sviluppo del nostro Paese”. Sotto accusa non solo la crescente burocratizzazione a cui sono soggette le piccole e medie imprese, ma anche la crescita incontrollata della spesa pubblica e l’applicazione non concertata dei nuovi parametri di congruenza per gli studi di settore. “Ci siamo trovati un bel giorno con il decreto dei nuovi indici di congruità molto più elevati rispetto al passato e che non tengono conto della situazione economica del Paese e del periodo di recessione che ha attraversato – commenta Patrizia De Luise – Se si sta parlando di una ripresa che è appena iniziata, ancora i segnali non sono ben visibili e le imprese sono ancora in grande difficoltà e non riescono ad essere congrue e coerenti. Si parla di un 40% di imprese che non riuscendo ad essere congrue e coerenti prevedono di dover chiudere la loro attività“.


» Redazione

2 commenti a “Fisco: commercianti e artigiani contro gli studi di settore”
massimo ha detto..
il 23 giugno 2007 alle 11:38

A me hanno contestato il 20% di differenza…se avessi fatto sul serio il 20% in più avrei pagato la differenza di tasse con il sorriso sulla bocca…anche perchè sono tre anni che faccio + o – lo stesso fatturato..e ora come faccio a incrementarlo così tanto??
C’è qualcosa che non va negli studi….

manuel ha detto..
il 26 giugno 2007 alle 16:40

ho una piccola attività di ferramenta art. da regalo e varie. tutti i giorni devo competere con un centro commerciale, grandi supermercati come panorama e altri.
Alla fine dell’ anno il ricavato non è molto, ma secondo gli studi di settore avrei dovuto incassare molto di più (inoltre quest’anno ho lavorato il 30% in -) e ora mi ritrovo da pagare 12.000 €! avete qualche consiglio?

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