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Articolo n° 12183 del 23 Giugno 2007 delle ore 07:52

Savona, lunedì presidio degli ex soci della Ferrero

Savona. Gli ex soci della cooperativa Ferrero di Altare scendono in piazza lunedì a Savona con tre presidi dislocati in Piazza Mameli, davanti al Tribunale e di fronte alla sede della Banca Carisa. Gli ex soci della cooperativa, che hanno costitutio un comitato “vittime di ordinaria ingiustizia”, vogliono sensibilizzare cittadini ed istituzioni su una vicenda che ormai si trascina da quasi quattro anni. Era il 1993 quando nacque la cooperativa a seguito del fallimento della società privata Ferrero Impianti e Macchine. Negli anni la cooperativa arrivò ad eguagliare, all’inizio del 2000, la produzione dell’azienda precedente. Alla fine del 2003, l’allora presidente, unico amministratore, propose ai soci una “operazione finanziaria” con la principale banca locale che da anni gestiva le risorse economiche della fabbrica: un mutuo da 1.600.000 euro, con ipoteca sui capannoni per coprire un “buco” stimato in circa 300.000 euro, un contratto in leasing per garantire la liquidità necessaria per proseguire l’ attività. “E’ l’unico modo per salvare la Cooperativa”, fu riferito ai soci nel novembre del 2003. Poi le firme con le garanzie personali alla banca. Nel 2004 la situazione precipitò rapidamente: il buco di 1.600.000 euro non erano affatto sufficienti: la bozza di bilancio del 2003 fu analizzata da consulenti esterni e risultò un passivo di oltre 3.000.000 di euro ed ecco che la liquidazione coatta amministrativa fu inevitabile. “Ora ci sono dieci famiglie messe all’angolo, dal banca nessuna risposta così come dal Tribunale di Savona – spiegano gli ex soci della cooperativa – Qualcuno ha la casa all’asta, altri hanno subito il pignoramento del quinto dello stipendio e del TFR il tutto a seguito di provvisorie esecuzioni, concesse a raffica dal tribunale”. Nel 2004 i soci della cooperativa presenterano un esposto alla Procura, corredato da documenti approfonditi. “A distanza di tre anni non è ancora arrivata comunicazione di chiusura delle indagini, mentre il tribunale civile marcia spedito nel respingere qualunque opposizione ai pignoramenti”, osservano gli ex soci.


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