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Articolo n° 12245 del 25 giugno 2007 delle ore 12:22

Varazze, prosegue il Festival di musica Sacra

Varazze. Ancora due appuntamenti per la quinta edizione del festival di musica sacra “Città di Varazze – La sacralità della musica e dei luoghi”, organizzato dalla parrocchia di sant’Ambrogio e dal circolo “Kairos”. Giovedì 28 giugno, nell’oratorio di N.S. Assunta, il concerto alle ore 21,15 sarà del pianista Francesco Mancuso, che eseguirà musiche di Chopin. Domenica 1° luglio, infine, nella chiesa di sant’Ambrogio, dopo la Messa cantata delle ore 18, il concerto alle ore 21 vedrà la presenza dell’Eclectica Ensemble diretta da Paola Roggero. Musiche di Monteverdi, Gesualdo da Venosa, Orlando di Lasso, Hassler e altri capolavori e rarità della polifonia sacra barocca.
“D’intesa con il direttore artistico – spiega il parroco di sant’Ambrogio don Giulio Grosso -  questa quinta edizione non si limiterà ai concerti serali, ma coinvolgerà anche tre celebrazioni eucaristiche: tre messe d’orario celebrate normalmente il sabato sera. In qualità di parroco ho sempre cercato di coinvolgere i numerosi e ben preparati cori della nostra città, ma ritengo opportuno, di quando in quando, affidare a professionisti il canto liturgico. Lo considero un servizio nei loro confronti, affinché si ricordino che la musica e la liturgia della chiesa sono storicamente stati un nesso inscindibile: addirittura potremmo dire che le celebrazioni sacramentali e gli episodi biblici hanno costituito la culla per la maggior parte delle composizioni musicali almeno fino al secolo scorso; e lo ritengo un servizio alla comunità parrocchiale, perché abbia modo di ascoltare sonorità diverse, capaci di avvicinare a Dio per la loro bellezza e per la ricchezza della tradizione che ce li consegna”.
“Ovviamente – conclude don Grosso – ciò comporta un rischio, cioè quello di aumentare la qualità esteriore della celebrazione, a scapito della partecipazione attiva dei fedeli, là dove la saggezza della chiesa ha sempre cercato un parallelo tra la lex orandi e la lex credendi. Ho accettato consapevolmente tale rischio, nella convinzione che un momento più normativo sia utile come istanza critica e sprone a tutti con il fine di migliorare la qualità delle nostre celebrazioni e, di riflesso, anche noi stessi. Mi confermano in questo l’esempio e le parole di sant’Ambrogio, santo titolare della nostra collegiata. Fu proprio lui ad introdurre di forza la musica e il canto nelle chiese della sua Milano, con lo scopo di confortare e incitare i cristiani di fronte alle difficoltà del tempo”.


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