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Articolo n° 12629 del 05 Luglio 2007 delle ore 07:49

Al Santa Corona importante operazione di chirurgia protesica su un ottantenne

[thumb:3630:r]Pietra Ligure. Un importante intervento chirurgico, che presto avrà eco sulle riviste scientifiche internazionali, è stato eseguito all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Il 26 giugno, infatti, l’equipe del dottor Guido Grappiolo, responsabile della divisione di Chirurgia protesica, con la collaborazione del dottor Stefano Quaini e della dottoressa Laura Ricci, medici anestesisti, ha compiuto un intervento di reimpianto protesico di anca bilaterale in un paziente di 80 anni di età. L’originalità dell’evento operatorio risiede nel fatto che in un’unico intervento i medici sono riusciti a rimuovere e reimpiantare le protesi su entrambe le anche, consentendo al paziente di evitare una ulteriore anestesia. Così spiega il primario Guido Grappiolo: “La convenienza di intervenire nelle coxartrosi bilaterali in un tempo solo è indubbia nei pazienti giovani in buone condizioni, anche se non sempre ciò è possibile, specie dove non esistano caratteristiche di alta specialità. Il nostro centro è un punto di riferimento famoso a livello internazionale e gli ortopedici che frequentano il nostro blocco operatorio vengono da noi sapendo di assistere a tecniche chirurgiche innovative e mininvasive. Nel caso del paziente ottantenne, si è trattato di intervenire su articolazioni già operate in passato e con grave usura che comprometteva l’osso residuo, pertanto operare un solo lato non avrebbe consentito di caricare il contro lato, in altre parole la ripresa deambulatoria sarebbe stata incerta con rischio di fratture”. “Grazie al nostro binomio vincente chirurgico ed anestesiologico – prosegue il dottor Grappiolo – e con l’aiuto del comparto infermieristico nel suo complesso siamo riusciti ad intervenire in sicurezza. Solo una perfetta gestione anestesiologica ed una tecnica chirurgica scrupolosa possono portare ad osare in un paziente di età così avanzata. Grazie a queste competenze siamo un punto di riferimento anche per ciò che riguarda la deambulazione precocissima”.
La Struttura Complessa di Anestesia e terapia del dolore, in collaborazione con la divisione di Recupero e riabilitazione funzionale e la divisione di Chirurgia protesica, dopo aver ricevuto il consenso del comitato etico ospedaliero, a partire dal mese di ottobre 2006 ha dato avvio ad un ambizioso progetto, nato come studio scientifico, ma che sta diventando una realtà clinica molto promettente dopo circa cinquanta casi trattati. Lo scopo dello studio in corso è di consentire, grazie ad un adeguato piano anestesiologico ed antalgico, la deambulazione del paziente dopo sei ore dal termine dell’intervento chirurgico. Si tratta di un obiettivo molto importante, infatti di norma la deambulazione nei pazienti operati all’anca avviene dopo ventiquattrore o più. Le implicazioni di una deambulazione precoce dopo appena alcune ore dall’uscita dalla sala operatoria sono diverse. Trattandosi di un intervento di protesizzazione di anca in cui è ancor oggi elevato il rischio tromboembolico, si riesce sicuramente a far diminuire la percentuale di rischio in tal senso. Non bisogna dimenticare inoltre altri due aspetti, ossia la miglior performance motoria ed il recupero articolare, tanto migliore quanto è precocemente iniziata la fisioterapia, come è altrettanto importante l’aspetto psicologico del paziente, che mostra da subito fiducia nei propri mezzi con una successiva più veloce capacità di autogestione nelle attività quotidiane. A questo va aggiunta la possibilità di una dimissione ospedaliera più veloce.


» Felix Lammardo

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