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Articolo n° 12707 del 06 Luglio 2007 delle ore 17:45

Cronisti del Secolo XIX respinti da Visco: critiche dal mondo giornalistico

Giornalisti ed operatori della comunicazione stigmatizzato il comportamento del viceministro dell’economia Vincenzo Visco, protagonista ieri di un battibecco con alcuni cronisti del Secolo XIX. Così si esprime Franco Siddi, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “Non è consentito ai ministri di scegliersi gli interlocutori giornalisti a loro piacimento. L’autonomia dei giornali nella scelta dei contenuti editoriali e nell’affidamento degli incarichi a seguire specifici eventi o l’attività di singole personalità non può essere messa in discussione da nessun potere. Non c’è stampa di regime. La giornata nera di ieri del ministro Visco a Genova rappresenta un delicato punto di crisi e deve essere materia di profonda riflessione. Dichiarare, come ha fatto il Ministro, di non voler parlare con i colleghi del Secolo XIX perché ‘non simpatici’, voltare le spalle a un collaboratore, assistere senza far niente alle spinte della scorta verso colleghi telecineoperatori di Mediaset sono episodi che nessun nervosismo può rendere giustificabili quando hanno al centro un’autorità dello Stato. Non esiste un comportamento di ‘autorità costituita’ che li renda accettabili”. “I giornalisti – prosegue Siddi – hanno il dovere non di essere amici o nemici di questo o di quello, ma di essere amici della ricerca severa della verità, che comprende anche la ricerca dell’interlocuzione con le autorità di volta in volta interessate alla materia oggetto di trattazione di questo doveroso esercizio; che si svolge nell’interesse del pubblico. Alle critiche anche feroci, o ritenute ingiuste, il buon senso e l’educazione suggerisce che si risponda con gli argomenti e comunque sempre con il rispetto delle diverse funzioni”. “L’amarezza per quanto è accaduto a Genova – conclude il presidente della FNSI – si congiunge al clima di inaccettabile caccia alla stampa presunta nemica, che non fa bene a nessuno e che, normalmente nei sistemi democratici non porta successi per chi la pratica. Ai colleghi coinvolti in questa incresciosa vicenda, la più viva solidarietà“. Il ministro Visco, ieri a Genova per un convegno all’Agenzia delle Entrate, a due giornalisti del Secolo XIX che lo avevano avvicinato per alcune domande aveva risposto: “Con voi non parlo perché non mi siete simpatici”. Parole registrate dalle telecamere del TG5, mentre i telecineoperatori di Mediaset venivano spintonati dalla scorta. “Evidentemente per Visco e il suo entourage oltre alla sacrosanta battaglia contro l’evasione fiscale, sta a cuore la stesura di una classifica tra giornalisti graditi e no – osserva Marcello Zinola, segretario Associazione ligure dei giornalisti – Siamo costretti a rilevare come governi di opposta sponda politica o come quello attuale di centrosinistra, che si fanno vanto di tutelare il sistema dell’informazione, pratichino e rinnovino lo stile della divisione dei giornalisti in buoni e cattivi in base al gradimento delle cose che gli stessi giornalisti scrivono”. “Amaramente – aggiunge Zinola – diciamo che non ci stupisce vista la cacciata di un collega della Stampa dall’aereo del ministro D’Alema nel silenzio dei colleghi rimasti a bordo o alla luce del decreto Mastella in tema di intercettazioni telefoniche. Visco, come tutti i suoi colleghi politici, ha perso una splendida occasione per dimostrare di essere un autentico ‘ministro della Repubblica’ dialogando anche con chi lo aveva, nel caso, sottoposto a critiche”. E critiche all’atteggiamento del ministro dell’economia arrivano ora anche dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca: “Questa arroganza non è tollerabile – afferma – Il primo dovere dei giornalisti è quello di informare in maniera corretta e completa i cittadini, senza preoccuparsi se a qualcuno torna scomoda la verità. I politici, di ogni colore, debbono farsene una ragione. L’Ordine dei giornalisti tenterà in ogni modo di impedire che siano gli stessi politici a scegliersi tra i giornalisti gli interlocutori loro graditi”.


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4 commenti a “Cronisti del Secolo XIX respinti da Visco: critiche dal mondo giornalistico”
Scerlocco ha detto..
il 7 Luglio 2007 alle 15:09

Il presidente della Federazione Nazionale della Stampa dovrebbe tacere e arrossire dalla vergogna, quando ormai da anni la prassi diffusa e generalizzata di qualsiasi intervista è quella delle domande preconfezionate, del non uscire fuori dal seminato, del più bieco servilismo bipartizan. Che si faccia pulizia in un mondo dove c’è chi pagherebbe per vendersi, invece di sparare nel mucchio su uno dei tanti ormai abituati a questa pratica. Nauseabondi (Visco incluso, è ovvio).

Renegade ha detto..
il 7 Luglio 2007 alle 20:29

questo la dice lunga su chi ci governa da più di un anno!

Scerlocco ha detto..
il 9 Luglio 2007 alle 00:31

Renegade, in questo credo la politica c’entri poco… è il mondo del giornalismo che ormai non esiste più ed è in larga parte ormai una..prostituta bipartizan

A Il Secolo XIX ha detto..
il 9 Luglio 2007 alle 08:27

I giornalisti – prosegue Siddi – hanno il dovere non di essere amici o nemici di questo o di quello, ma di essere amici della ricerca severa della verità, che comprende anche la ricerca dell’interlocuzione con le autorità di volta in volta interessate alla materia oggetto di trattazione di questo doveroso esercizio; che si svolge nell’interesse del pubblico.

Ma Siddi conosce la servitù de Il Secolo XIX o no? vero che all’arrivo di Berlusconi a Genova il Vaccari Direttore se la intendeva in simpatia con l’ex Premier ma anche vero che Il Secolo Xix ha sempre avuto l’etichetta made comunisti e se c’è stato questo attrito con Visco, è solo perchè hanno per una volta voluto essere concorrenziali con Il Giornale che in Liguria sta diventando un corretto organo di informazione e di diffusione delle notizie.

Volete fare una prova? inviate articoletti e commenti duri contro alcune scelte di questo Governo e scoprirete che il Maggiani della situazione o il Vaccari ne Il secolo XIX non vi daranno alucuno spazio, provateci con Il Giornale e vi sarà più facile.

buon lavoro “giornalisti” de Il Secolo e insieme a voi saluto anche per lapsus…froidiano le parrucchiere di via XX settembre: anche da loro ci si può aggiornare allo stesso modo come su Il Secolo Xix.

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