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Articolo n° 12715 del 07 Luglio 2007 delle ore 07:30

Burlando si difende dagli attacchi dell’Espresso

[thumb:3206:r:t=Claudio Burlando]Regione. In un articolo apparso sull’Espresso del 21 giugno 2007, intitolato “Il fronte del porto”, il giornalista Peter Gomez ha passato sotto la lente di ingrandimento i rapporti tra il presidente della Regione, Claudio Burlando, e l’onorevole Claudio Scajola, consegnando l’immagine di una spartizione bipartisan della Liguria. “Con Scajola ho collaborato quando era ministro dell’industria del governo Berlusconi sulla base di una nostra proposta per risolvere l’annosa questione delle acciaierie di Cornigliano – afferma Burlando – È stato raggiungo un risultato di rilevante valore ambientale: non c’è più l’altoforno, una vasta area è stata restituita alla città di Genova, e l’imprenditore Riva si è impegnato a riconvertire in modo pulito la produzione di acciaio a freddo, mantenendo al lavoro oltre un migliaio di persone. Effettivamente credo si possa dire che abbiamo agito con buon senso”. Nel mirino dell’articolo pubblicato dall’Espresso, soprattutto la cementificazione, con riferimenti alle vicende relative al porto di Savona ed al progetto delle torri di Albenga. “Per la grande maggioranza dei casi (il grattacielo di Fuksas, la cava Ghigliazza di Finale e altri ancora) i relativi progetti non sono ancora giunti all’esame degli uffici regionali – replica Burlando – Quando questo avverrà ci pronunceremo in modo preciso. Posso anticipare, per esempio, che per quanto riguarda l’area Piaggio di Finale terremo nel debito conto il destino di una azienda qualificata che dà lavoro a molti liguri”. “L’impegno amministrativo di questi due anni – prosegue il presidente della Regione – dimostra che sappiamo assumerci le nostre responsabilità, e cito gli unici casi in cui abbiamo deciso: per quanto riguarda il porticciolo di Loano, era già finito e non usato quando sono stato eletto: era privo di volumi a terra, e ci è sembrato giusto rendere l’opera utilizzabile. Per il porto di Imperia abbiamo approvato un progetto facendolo sensibilmente modificare secondo le indicazioni della Commissione VIA e della Soprintendenza, che coincidevano con le posizioni di tutte le forze di opposizione di Imperia”. Il presidente della Regione, poi, difende le scelte di politica sanitaria: “Sono del tutto prive di fondamento le cose scritte a proposito dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure: nessuna speculazione è alle porte. La deaziendalizzazione risponde all’obiettivo di abbassare i costi dell’amministrazione e di investire di più per il servizio ai malati. Non è vero che l’ospedale perderà la qualifica di DEA e non è vero che il reparto di ostetricia sarà trasferito”. “E’ invece vero – aggiungi per i lettori dell’Espresso – che abbiamo investito molte risorse per dotarlo di un’apparecchiatura Tac Pet per la diagnosi e la cura dei tumori e di una nuova residenza attrezzata per chi ha subito incidenti gravi”. “L’Espresso naturalmente fa bene a esercitare la sua critica, ma credo che questa possa essere davvero efficace se contribuisce a una conoscenza circostanziata dei fatti” conclude Burlando.


» Felix Lammardo

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