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Articolo n° 12787 del 09 Luglio 2007 delle ore 11:53

Assemblea UISV, riconfermato Macciò: “decisivi i prossimi due anni”

[thumb:3670:r]Savona. E’ stato riconfermato quasi all’unanimità, per il biennio 2007-2009, il Presidente uscente dell’Unione Industriali di Savona l’Ing. Marco Macciò, eletto nel corso dell’assemblea annuale dell’UISV che si è appena conclusa presso la biblioteca del campus universitario di Legino. Riconferma anche per i vicepresidenti Luigi Boffa, Luigi Corradi, Antonio Lui e Mario Mallarini. Oltre 150 le imprese associate che hanno partecipato all’Assemblea Generale degli Industriali savonesi. Nel corso della prima parte dell’assemblea riservata alle aziende associate, il Presidente Macciò ha tracciato nella sua relazione un bilancio di questi due anni di lavoro all’associazione industrali savonese: “…due anni che dal punto di vista dell’economia provinciale hanno visto una chiara ripresa per le imprese savonesi, in parte trainata dal trend di crescita dell’economia italiana, anche se purtroppo non ancora sui livelli della media europea; da questo punto di vista credo che anche le potenzialità di sviluppo delle aziende della Provincia sui mercati nazionali ed internazionali sia frenata proprio da alcuni gap di competitività che il nostro Paese paga rispetto ai partner del Vecchio Continente”. E sulle opportunità future per i prossimi anni: “il sistema economico provinciale ha delle opportunità quasi uniche per l’immediato futuro, con investimenti alcuni in fase già avanzata come la piattaforma contenitori di Vado Ligure, altri ancora in uno stadio di consolidamento e sviluppo, dal rilancio definitivo di Ferrania e della Val Bormida al trasferimento della Piaggio all’aeroporto di Villanova d’Albenga. I prossimi due anni possono davvero segnare una svolta per l’economia della Provincia savonese e fornirgli delle grosse opportunità per competere nel medio termine, con garanzie solide di sviluppo e occupazione”. Il Presidente Macciò si è poi soffermato anche sulla crescita del centro servizi dell’UISV: “aumenteremo i servizi che l’Uinione Industriali metterà a disposizione dei propri associati, non solo nell’ambito delle informazioni, della consulenza e dei progetti economici, ma soprattuto nel settore della formazione, per i dipendenti delle imprese associate e non solo, vista la forte presenza di figure professionali provenienti anche da Genova a da fuori Provincia, ritengo che investire nel patrimomio delle risorse umane e sulle nuove professionalità per il mondo imprenditoriale che questa provincia ha bisogno sia una delle sfide prioritarie per l’economia provinciale”. Nella parte pubblica imprenditori, autorità, amministratori locali, rappresentanti sindacali e di altre categorie economiche hanno assistito al dibattito sul tema dell’Assemblea “Imprese e territorio: la sfida della modernità” nel corso del quale stono stati trattati i principali temi d’interesse delle imprese e del territorio nel quale sono insediate le attività economiche. Un’azienda savonese di 130 dipendenti ha versato al fisco nel 2006 il 73% dell’utile prima delle imposte. Un’altra ha chiuso il bilancio in perdita dopo aver pagato l’Irap per un importo superiore alla perdita stessa. Due esempi che denunciano l’atteggiamento anti-impresa dello Stato e che evocano il pericolo di un’Italia spaccata in due: da una parte una base di imprenditori, sindacati, società civile e cittadini che parlano la stessa lingua e indicano le stesse priorità, dall’altra il livello nazionale dove prevale la forza di gravità del passato e le priorità vengono accantonate. L’esigenza di essere più moderni in ogni campo, dall’attività economica alla pratica amministrativa, dal centro alla periferia, è stata il tema affrontato dall’Assemblea 2007 dell’Unione Industriali di Savona, con un dibattito a tre voci, condotto dal giornalista Mario Paternostro che ha intervistato il presidente Macciò e il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli. L’esigenza di modernità – ha spiegato il presidente degli imprenditori savonesi – è particolarmente sentito sul nostro territorio, che sente i segni del tempo dopo oltre cento anni di crescita continua. “Stiamo perdendo abitanti e senso di appartenenza – ha aggiunto -, siamo piccoli come dimensioni geografica e le persone che lavorano sono una minoranza, 41 su cento contro il 57,6% nazionale e il 63,8% dell’Europa a 25. Nonostante tutto, abbiamo delle opportunità che possono aiutarci a cambiare e crescere”.
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» Federico De Rossi

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