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Articolo n° 13011 del 13 Luglio 2007 delle ore 14:00

Costa Crociere: 100.000 passeggeri a Barcellona

[thumb:2135:r]Il “Palacruceros”, il nuovo terminal Crociere di Barcellona finanziato e gestito da Costa Crociere, ha raggiunto la quota di 100.000 passeggeri movimentati a circa 2 mesi dalla sua apertura. Di questi, 62.000 sono arrivati dalle navi di Costa Crociere, grazie soprattutto agli scali settimanali dell’ammiraglia Costa Concordia (che ha una capacità totale di 3,780 ospiti) e di Costa Fortuna (che ha una capacità totale di 3.470 ospiti), che fanno scalo a Barcellona ogni settimana, nel corso di tutta la stagione estiva 2007. Gli altri 40.000 passeggeri movimentati provengono dalle altre navi del gruppo Carnival Corporation & plc. Nell’intero 2007 il Palacruceros farà registrare un totale di 157 scali e 400.000 passeggeri movimentati, di cui 100.0000 in imbarco e sbarco. Nel 2007 Costa Crociere effettuerà a Barcellona 126 scali (inclusi quelli non effettuati al Palacruceros), corrispondenti a 330.000 passeggeri movimentati (+65% rispetto al 2006), che porteranno un indotto economico di circa 15 milioni di euro per la città. Nel 2008 si prevede una crescita del 25% per il Palacruceros, che raggiungerà la cifra di 500.000 passeggeri movimentati, di cui 400.000 di Costa Crociere.


» Redazione

2 commenti a “Costa Crociere: 100.000 passeggeri a Barcellona”
Bruno Pirastu ha detto..
il 13 Luglio 2007 alle 14:19

Da ricordare che diversamente da Savona la Costa a Barcellona si è pagata lei da sola il Palacrociere.

antoniogianetto ha detto..
il 14 Luglio 2007 alle 15:03

Caro Bruno noi siamo più generosi, e forse, per questo, attiriamo le società di navigazione, magari anche, con qualche sconto sui servizi portuali:
http://www.ilsecoloxix.it/marittimo/view.php?DIR=/marittimo/estrazione_timone/2007/07/07/&CODE=32458ede-2c34-11dc-8cfc-0003badbebe4
Ma soprattutto, a Savona c’ un bene prezioso: l’ acqua potabile, si proprio quella che non dobbiamo sprecare per bagnare qualche prato; basta vedere come sono ridotte le aiuole, nei pressi della stazione ferroviaria e sopra i parcheggi interrati di Piazza Aldo Moro, per rendersi conto di come le nostre amministrazioni, abbiano a cuore il risparmio dell’ acqua!
Eppure siamo tutti consapevoli, che di acqua potabile nel sottosuolo di Savona ce né
parecchia, infatti, quando in altre città, si pensava all’ emergenza, per via delle scarse piogge, noi non abbiamo avuto mai problemi.
Le navi da crociera hanno bisogno di enormi quantitativi d’ acqua potabile e, a Savona, la trovano facilmente ( una malalingua, mi ha pure chiesto se era vero, che gliela forniamo gratuitamente, purtroppo non sono stato in grado di rispondere ).
Altra acqua, presumo, serva alla centrale Tirreno Power, per produrre più energia di quanto ci serve; questo potrebbe farci pensare, che se produciamo più energia, non dovremmo avere problemi di black out elettrico, invece tempo fa abbiamo dovuto subire anche quello.
In una città che ha la sua ricchezza nel sottosuolo, si continuano a dare permessi per costruire in profondità, ex cinema Astor a meno 9,5 mt ( a meno di 100 metri da questo sito, ho visto l’ acqua invadere il piano sotterraneo della Banca Popolare di Novara, non essendo nato a Savona, e non conoscendone bene la storia, ho chiesto al direttore se si era rotta una conduttura dell’ acquedotto, visto l’ enorme quantitativo che fuoriusciva, mi è stato invece detto che il sottosuolo di quella zona è pieno di sorgenti, e nel passato c’era pure un canale che sfociava nella darsena.
Il 2 luglio mi trovano nel parcheggio di fronte alla SMS Milleluci Legino, ed ho incontrato un mio conoscente che non vedevo da molto tempo, discutendo della cementificazione nel savonese, puntando il dito verso levante, mi ha indicato un complesso residenziale, dicendomi: vedi quel complesso edilizio, è stato costruito un sito che era ” codice rosso “, se non ho capito male, per la presenza di acqua nel sottosuolo, e pericolo di esondazione, quindi zona non edificabile.
Il colore è cambiato, dopo che il costruttore ha presentato documentazione che attestava la non pericolosità della zona, e gli è stata concessa l’ autorizzazione a costruire.
Chi sa come mai, prima, era a codice rosso; magari il vecchio proprietario aveva svenduto il terreno, pensando di fare un buon affare; ma non aveva tenuto conto dei miracoli savonesi, in materia edilizia.
Alla foce del Letimbro hanno ottenuto l’ autorizzazione a costruire a meno 16 mt.
Le nuove costruzioni tendono a costruire anche nel sottosuolo.
Qualcuno progetta, per il futuro, di costruire, una metropolitana sotterranea, da Albissola a Vado Ligure.
Speriamo che alla fine ci resti un po’ d’ acqua per le nostre necessità!

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