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Articolo n° 13047 del 14 Luglio 2007 delle ore 09:30

Gli ospedali di Pietra e Albenga in lotta per maternità

[thumb:2834:r]Pietra Ligure. Il direttore generale dell’ospedale Santa Corona, Flavio Neirotti, ha convocato per lunedì alle 14,30 una riunione con tutti i dipendenti del nosocomio pietrese. Neirotti, che da settembre diventerà direttore dell’Asl unica provinciale, nella quale l’ospedale di Pietra è destinato ad essere inglobato, spiegherà progetti presenti e futuri. All’ordine del giorno temi scottanti come le prospettive dei lavoratori precari e gli eventuali trasferimenti al momento della deaziendalizzazione del nosocomio, scongiurata dai sindaci del comprensorio ma sempre più vicina per decisione dell’amministrazione regionale. Alcuni giorni fa, in una riunione a porte chiuse tra i vertici della direzione amministrativa del Santa Corona e i sindaci di Pietra Ligure, Finale Ligure e Loano, si è tornato a parlare della spinosa questione del rapporto con il nuovo ospedale di Albenga. L’dentità di vedute per quanto riguarda la suddivisione e la presenza delle specialità nei due nosocomi, quello pietrese e quello ingauno, è labile e incerta. Al centro delle discussioni ancora una volta il reparto di maternità e pediatria. I sindaci del comprensorio del Pollupice guardano con poco favore le “rivendicazioni” dell’area albenganese. Sembra sfumare l’idea che i due ospedali del Ponente possano disporre di un “punto nascite” ciascuno, salvo attribuire a tutti e due o ad una entità soltanto il reparto maternità. “Bisogna sostenere Santa Corona come Dea di secondo livello, ma parlare di due punti nascita ad Albenga e Pietra Ligure è sbagliato” afferma sull’altro versante Carlo Tonarelli, consigliere comunale di “Albenga c’è”, che continua ad essere fra i maggiori promotori del trasferimento del polo materno infantile nel nuovo ospedale Santa Maria di Misericordia. “C’è il rischio – aggiunge Tonarelli – che nel litigio tra il comprensorio di Albenga e quello del Pollupice, alla fine escano vincitori gli ospedali di Savona e Taggia”. Una proposta di integrazione fra i due territori arriva dalle ostetriche Emilia Minetti, coordinatrice Asl 2, Clara Brichetto del Santa Corona e Marina Tabò, presidente del collegio interprovinciale, che chiedono un “percorso nascita condiviso”, case maternità sul territorio, possibilità di parto a domicilio, dimissione precoce e sostegno all’allattamento materno.


» Felix Lammardo

2 commenti a “Gli ospedali di Pietra e Albenga in lotta per maternità”
fulvio ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 11:09

Ma come è possibile , mi chiedo, dimostrare tanta ottusità e miopia al punto da smarrire il buon senso . Anni fa fu trasferita la ginecologia-ostetricia da Finale a Pietra perchè la struttura offriva le migliori garanzie possibili per la mamma e il nascituro ed anche per il personale medico infermieristico , a riparo da rischi di trasferimenti a suon di sirena spiegata. Oggi questo ragionamento non funziona più ,chissà poi perchè. Benissimo, a questo punto propongo una sorta di “par condicio” ostetrico-ginecologica: Travaglio al Santa Corona , parto a Albenga , secondamento a Taggia , visita neonatologica…fate voi.
Sono convinto che qualche politico troverà lo spunto interessante.
P.S. A questo punto sapete dove andranno a nascere i bambini targati SV ? al Gaslini.

Luciano ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 17:27

E’ chiaro da tempo, dalla vicenda Cardiochirurgia, che il S. Corona sarebbe stato drasticamente ridimensionato fino a divenire un piccolo nosocomio periferico. La Regione Liguria stà riuscendo in una impresa che anni fà arebbe stata giudicata impensabile. Complimenti!.

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