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Articolo n° 13029 del 14 Luglio 2007 delle ore 07:05

Lettera di Roberto Garabello sulla sanità cairese

Non si riesce a capire come mai la maggioranza cairese, dopo aver lanciato con grande clamore nelle scorse settimane l’allarme sui tagli all’ospedale di Cairo Montenotte, risulti improvvisamente rassicurata dalle dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni da alcuni appartenenti della maggioranza del consiglio regionale eletti in provincia di Savona, che si sforzano di vedere mezzo pieno un bicchiere, ovvero la sanità locale, sempre più vuoto di servizi agli utenti, posti di lavoro ed attrezzature ospedaliere.
Questi rappresentanti dei cittadini sembrano non capire come prima di parlare di riorganizzazioni magiche che conciliano risparmio economico con un apparente aumento dei servizi ai cittadini, oppure di parlare di centri di eccellenza, allo scopo di coprire le gravi carenze nei servizi di base, sia necessario comprendere come non sempre risparmiare sui servizi per la salute sia possibile. Il concetto di malattia deve prescindere dalla semplice classificazione tassonomica e tener conto del significato della malattia per chi ne è colpito e per chi gli sta accanto, e che molto spesso si trova in grave disagio se deve spostarsi anche di pochi chilometri per assicurare ai malati, soprattutto se anziani (come per la gran parte degli abitanti di Cairo e del resto della Valbormida) un’assistenza ed una presenza insostituibile anche da parte del miglior medico o infermiere, necessaria integrazione di ogni cura. A meno che eventuali risorse sottratte agli ospedali non vadano poi redistribuite come servizi sul territorio, ma questa è un’altra nota dolente, che non muove senz’altro le azioni dei “riorganizzatori”.
Inoltre, non è mai successo che un ospedale o un sevizio venisse chiuso senza essere stato “riorganizzato” almeno qualche volta.

Roberto Garabello, Forza Italia
Cairo Montenotte

» Redazione

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