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Articolo n° 13032 del 14 Luglio 2007 delle ore 08:00

Turismo: un vademecum per i diritti dei bagnanti

[thumb:326:r]L’accesso alle spiagge italiane è libero e gratuito ed è possibile sostare e stendersi sulla battigia, anche se la spiaggia è in concessione. La striscia di sabbia di cinque metri dalla riva, infatti, non rientra nelle concessioni. A sottolinerare e ricordare informazioni molto spesso ignorate dai vacanzieri ci pensa il “Vademecum dei diritti dei bagnanti per l’accesso alle spiagge e agli arenili”, presentato da Adiconsum, che sarà distribuito nelle prossime settimane nelle località di mare. “Nella Finanziaria 2006 – spiega Paolo Landi, segretario generale dell’associazione di consumatori – è scritto che i titolari delle concessioni hanno l’obbligo di garantire l’accesso gratuito e il transito per raggiungere la battigia. Bisogna far rispettare questa legge”. L’Adiconsum ribadisce che chiedere di pagare il transito costituisce un’infrazione, una violazione che i bagnanti sono invitati a segnalare e denunciare alle autorità: Capitaneria di porto, carabinieri e polizia municipale. Per Landi, i bagnanti devono poter scegliere se recarsi in uno stabilimento, ma senza essere condizionati da “un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere”. E’ diritto dei turisti non dover percorrere chilometri per trovare una spiaggia non in concessione: sulle coste, dunque, dovrebbero alternarsi stabilimenti e spiagge libere. Troppo spesso capita, invece, che gli arenili destinati al pubblico siano collocati in zone difficili da raggiungere. Inoltre, per Adiconsum, i bagnanti hanno diritto anche alla pulizia delle spiagge libere. Deve essere cura dei vacanzieri non lasciare cartacce e bottiglie sulla sabbia a fine giornata, ma garantire la pulizia della spiaggia spetta ai Comuni; se, però, le amministrazioni pubbliche non provvedono, il compito passa ai titolari delle concessioni adiacenti. “E’ diritto dei bagnanti – sottolineano i responsabili Adiconsum – poter accedere agli stabilimenti ad un prezzo equo. Qualità e costo dei servizi offerti dovrebbero essere equilibrati. Spesso, però, accordi tra i gestori, li mantengono al di sopra del loro effettivo costo”. Secondo il Sindacato italiani balneari (Sib), invece, il vademecum predisposto da Adiconsum conterrebbe norme che “non corrispondono al vero” e “andrebbe riscritto”. Quello che non piace ai gestori di stabilimenti balneari è l’accesso libero alla battigia. “Nella fascia dei cinque metri vicino alla battigia – spiega Fabrizio Fumagalli, del Sib – non è possibile sostare, né occupare con alcun tipo di indumento e attrezzatura, perché è destinata esclusivamente al transito”. Il comando generale delle Capitanerie di porto, ricorda Fumagalli, è stato “molto chiaro” in questo senso: la battigia va lasciata libera “a tutela di qualsiasi operazione di salvataggio si rendesse necessaria, anche quella dei nostri bagnini che, se non fosse così, si troverebbero sicuramente in difficoltà a superare magari qualche centinaio di bagnanti comodamente sdraiati per effettuare interventi di salvataggio in mare”. Fumagalli propone quindi di “sedersi attorno a un tavolo e affrontare con equilibrio e serenità non solo i diritti dei bagnanti, ma anche quelli delle aziende e dei gestori delle spiagge in concessione”.


» Felix Lammardo

10 commenti a “Turismo: un vademecum per i diritti dei bagnanti”
Franco ha detto..
il 14 Luglio 2007 alle 23:41

Ritengo che la nuova normativa sul diritto d’acceso alle spiagge sia applicabile solo nelle zone in cui l’ingresso è a pagamento. L’accesso agli stabilimenti balneari di Rimini è gratuito, pertanto chi non nolleggia ombrelloni e lettini ma sosta con teli da bagno sulla battigia usufruisce gratuitamente anche dei servizi igienici e docce messi a disposizione del cliente pagante.Purtroppo così il titolare dello stabilimento
ha l’onere di provvedere alla raccolta dei rifiuti anche nella zona non coperta dalla concessione, e al pagamento delle bollette che registrano un consumo maggiorato.
Grazie alla cordiale ospitalità che contraddistingue gli operatori balneari romagnoli, l’accesso alla battigia è comunque libero.

Cordiali saluti

Francesco ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 09:36

In paesi a minor reddito procapite vedi Croazia, Turchia le spiagge sono libere e la pulizia assicurata dai comuni. In altri vedi Francia hanno addirittura bagnini e posti di primo soccorso. In tutti questi paesi è naturalmente possibile affittare ombrelloni e sdraio ma anche piantare il proprio ombrellone.
Sono per caso dei pazzi e noi gli unici furbi d’Europa?

GREEN ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 09:58

Chissò come mai un’Amministrazione attenta come quella di Alassio non ha provveduto ad installare il cartelli previsti dal Piano Regionale di Utilizzo del Demanio per indicare in maniera chiara le spiagge libere SLA e SLO , invece che ammettere dei cartelli sgualciti e trasandati che degradano l’estetica ambientale, mentre ad Andora dove c’è la spiaggia libera li hanno installati ??

Domanda per l’Assessore Ruggeri e per il verde Vasconi ?

La Regione che fa: è latitante? ed il PUD con le relative regole coso lo fanno a fare se poi non viene rispettato ?

Continuate così, non date spazi ai turisti, trattateli male se vi capita l’occasione e vedrete che torneranno sempre in numero minore: ma forse è ciò che alcuni ottusi e gretti del luogo, che si spacciano per imprenditori del turismo, vogliono,

Un tempo si facevano le manifestazioni per lavorare meno: oggi per avere un po di sicurezza di lavorare, insomma per lavorare; un giorno o l’altro, prima o poi, qualcuno tornerà sui suoi passi e cercherà disperatamente di ritrovare i turisti, che oggi perde con miopi strategie, buone per la festa del …paese.

ROSA ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 17:30

A proposito dei 5 metri dalla riva, nessuno ha parlato dei “pedalò” che invadono il bagniasciuga! E’ indecente che i bagnanti, paganti o no, non possano passeggiare liberamente lungo la riva senza doverli scavalcare, costringendoli a passare sulla sabbia cocente o ad andare in acqua! E le mamme che vogliono farsi una salutare passeggiata con il piccolo nel passeggino? Impossibile. A meno di non andarci all’alba, prima che gli stabilimenti comincino a ormeggiare tali pedalò davanti alla riva. Comodo per loro, con quel che costano per noleggiarli, non vogliono nemmeno fare la fatica di trascinarli nel loro posteggio! Spero che il vademecum riguardi anche questo problema, e che finalmente la finiscano con questi abusi!

dimeo ha detto..
il 15 Luglio 2007 alle 23:04

scusate,,,,….ma un vademecum per i residenti contro la GRAN parte di turisti arroganti, ignoranti e maleducati( …quelli del io pago e quindi tutto mi e’ dovuto , non fare la fila, criticare i Liguri , tutto caro qui, io al mio paese non devo prenotare, parcheggio dove voglio, Lei non sa chi sono io, senza di NOi voi morite di fame , Minchia NE …etc etc etc ) ? quello no ?

gorillaapois ha detto..
il 16 Luglio 2007 alle 10:13

Trovo interessante leggere di come in Italia vi siano ancora spiagge ad accesso a pagamento in pieno contrasto con le leggi da sempre e sottolineo sempre vigenti. E’ infatti sempre stato diritto dell’utenza raggiungere il bagna asciuga senza dover nulla a chi ha in concessione la spiaggia, peccato però che più volte ho ricevuto in risposta cose del tipo, “il bagna asciuga è libero ma la parte di spiaggia in mezzo no, quindi se vuole passare deve entrare altrimenti se prosegue per altri due chilometri vi è l’accesso libero e poi può tornare indietro. Qui dove vivo le spiagge sono murate all’accesso e solo via un piccolo corridoio facile da bloccare e consentito l’accesso. Meraviglioso.
Per quanto riguarda invece i famosi cinque metri e la difficoltà di raggiungere il mare se sono impegnati da persone che prendono il sole… tutte scuse in quanto come giustamente ha sottolineato rosa le persone sono un problema ma i pedalò e le altre imbarcazioni a noleggio invece no.
Sono giovane ma ormai ho capito come funziona il mondo. Tutto ha un prezzo e tu sei sempre quello che deve tirare fuori il grano. non ne hai? puoi morire e nessuno si curerà di te a meno di non creare qualche disagio a chi guadagna.
La spiaggia è un bene naturale di tutti 5 metri o meno, i servizi offerti sono di chi li offre e tutti i guadagni vanno a lui.
Basta reti e muri sulle coste! lasciate che la gente possa scegliere se usufruire dei vostri servizi o meno.

il gorillaapois.

cobra ha detto..
il 16 Luglio 2007 alle 11:35

Ma l’Adiconsum tutela i consumatori paganti o coloro che consumano, pretendono, coloro che hanno solo diritti e come dovere solo quello di lamentarsi senza proporre nulla di buono che, poi, non solo causerebbe una caduta in verticale dell’occupazione ma certamente un verticale aumento di costo per la collettivita’.
Cosi’ i nostri turisti ancorchè trovarsi la sdraio pagata e scroccata, potra’ succedere loro anche che qualcuno, domani, prendendo il caffè si veda carpire la tazzina.
Gia’ visto con Nanni Loy; comunque Turchia ed altri paradisi terrestri stanno aspettando; purtroppo anche la liberta’ che noi sciupiamo.

becciagrillo ha detto..
il 16 Luglio 2007 alle 14:09

Un plauso all’iniziativa dell’Adiconsum.
Ma provocatoriamente (ma neanchetanto) mi chiedo a quando un vademecum sui DOVERI dei bagnanti..con il ripasso anche delle più semplici regole per una civile convivenza nel rispetto delle norme che, spesso e volentieri, sono dimenticate..

Katia ha detto..
il 16 Luglio 2007 alle 14:25

Buon pomeriggio
Mi chiamo Katia abito in provincia di Bergamo.
La mia mail vuole essere una testimonianza per cio’ che accade nelle spiagge italiane.
Ieri domenica 15/07/07 mi sono recata come migliaia di persone ,al mare.Abbiamo scelto la bellissima zona di Varazze.Dopo un giro completo tra le varie strutture balneari(rigorosamente a pagamento) e dopo l’esito negativo alle ricerche di un posto, decidiamo di posizionarci sulla fatidica zona di battigia.Da li’ a poco arriva il bagnino che ci dice gentilmente che quella e’ zona privata e che dovevamo andarcene.Grazie alla pubblicita’ vista in tv abbiamo potuto rispondere .Abbiamo chiesto di fare intervenire chi di dovere.Beh..non hanno chiamato nessuno quindi siamo rimasti li’ a goderci la nostra mini vacanza.Fino a poco tempo fa non sapevamo fosse un diritto sostare a 5 mt. dalla battigia quindi abbiamo pagato per cio’ che doveva essere libero.E’ davvero utile l’informazione .Un ringraziamento per l’attenzione cordiali saluti Katia.

Giornalista ha detto..
il 16 Luglio 2007 alle 14:28

Sarebbe opportuno evidenziare bene i nomi delle spiagge sia a concessione privata sia a concessione libera SLA / SLO , cosicchè quando uno cerca una spiaggia sul lungo mare potrebbe vederla già da una certa distanza, non come ora che solo alcune hanno il cartello con il nome visibile anche passeggiando e guardando in direzione mare, mentre le altre hanno cartelli più o meno approssimativi solo in prossimità dell’accesso.

Sarebbe un insieme più ordinato, non un qualcosa come l’attuale lasciato alla libera interpretazione di ciascun bagnino, dando una visione d’insieme di disordine, che come sempre ci contraddistingue particolarmente con i turisti stranieri.

Alassio, quanto eri bella ed ordinata un tempo, tanto tempo fà.

Se vogliamo pretendere ordine e pulizia, dobbiamo essere i primi ad attuarli e ad applicarli quotidianamente, dopo di chè saremo in grado di far rispettare questi principi anche dagli altri e ad allontanare immediatamente chi non li rispetterà.

Provata ad andare in Svizzera, non troverete un carta per terra neppure se cercherete con il lanternino, così diventa imbarazzante gettarla, perchè quel lindore fa quasi impressione, ma se qualcuno si azzarda a sporcare viene sanzionato e pesantemente redarguito.

Da noi ci si lamenta di queste cose quotidianamente, ci si aspetta che siano sempre gli altri ad iniziare per primi a rispettare questo e quello, mentre per portare risultati bisogna impegnarsi noi per primi e dare esempio a tutti gli altri: allora si che si sarà cominciato a fare qualcosa di veramente concreto.

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