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Articolo n° 13115 del 16 luglio 2007 delle ore 17:57

Savona si candida ad ospitare la mostra sull’omosessualità di Sgarbi

[thumb:3733:r:t=L’assessore Molteni]Savona. Savona si candida ad ospitare la mostra “Arte e omosessualità” di Vittorio Sgarbi. Lo ha ribadito lo stesso Ferdinando Molteni, assessore alla Cultura del Comune di Savona, nonostante la candidatura di Napoli. L’assessore continua a far pressing affinché la città della Torretta possa ospitare l’esposizione che ha suscitato tanta curiosità ma anche polemiche per la presenza di alcune opere fra cui quella che raffigura Papa Benedetto XVI in mutande. “Abbiamo già trovato lo spazio idoneo – ha sottolineato l’assessore Molteni – è la fortezza monumentale del Priamar, il luogo artistico e storico per eccellenza della nostra citta”. In piena tempesta mediatica e in attesa di ricevere il via libera all’apertura della mostra che è già stata rinviata una volta, Sgarbi ha ricevuto un sms di solidarietà dal collega assessore alla Cultura di Savona Ferdinando Molteni. “Gli ho mandato solo un messaggio ‘In Italia non c’é gusto a essere intelligentì e Sgarbi mi ha subito richiamato – spiega Molteni -. Mi ha spiegato che è stato contento del gesto di solidarietà e mi ha proposto di ospitare la mostra che a Milano sta incontrando formidabili resistenze”. Molteni è intervenuto anche a proposito dell’opera che raffigura il Papa. “Essendo cattolico posso anche capire che certe opere possano urtare la sensibilità di qualcuno. Vedere il Papa raffigurato in certi contesti può indubbiamente dar fastidio, ma resta il fatto che l’arte non può essere censurata. Credo che garantire la libertà di espressione sia più importante di tutto il resto”.


» Redazione

15 commenti a “Savona si candida ad ospitare la mostra sull’omosessualità di Sgarbi”
Luciano ha detto..
il 16 luglio 2007 alle 18:53

Bella l’arte…
Per il principio di reciprocita’ perche’ non sperimentare anche qualche altra figura religiosa in mutande…..che so’ penso a culture piu’ tolleranti delle nostre??!!

L’impressione e’ che alcuni vogliono farsi belli (e forti) di fronte alla tolleranza di alcune culture (la Cristiana inanzitutto).
Io credo invece, che lo sfoggio di bicipiti (come vogliono fare alcuni) sia reale quando l’organizzatore non sfida solo gli innocui…..ma provoca i fanatici religiosi..o tutte due le cose (ma mai unilaterlamente..come avviene adesso in Italia).

L’arte non puo’ essere censurata?…..ok giusto (perfino d’accordo),ma sia per tutti.
Attualmente invece si usano tutte le precauzioni in merito ad alcune culture (onde urtare sensibilita’ di taluni popoli), viceversa la ns di cultura deve essere aperta e tollerante di tutto e tutti…

Caro assessore Molteni, che l’arte non si censuri in merito a nulla…

gianni rosa ha detto..
il 16 luglio 2007 alle 19:09

Il Pregiudicato alla cultura, alias Vittorio Sgarbi, sa come montare uno scandalo quando ha bisogno di pubblicità. Ha deciso di annullare definitivamente la mostra “Vade Retro – Arte e Omosessualità“, inaugurata a Milano e mai aperta al pubblico. La decisione segue le polemiche su alcune delle opere e risponde all’editto “bulgaro” del sindaco Moratti.Il nostro Vittorio, preventivamente, aveva già escluso alcune opere “perché artisticamente modeste” e “perché coinvolgevano personalità con ruolo istituzionale”. Peccato che l’opera più discussa, una scultura femminea e scollacciata che ricorda Benedetto XIV, abbia poi deciso di acquistarla per venticinque mila euro. Ma gli artisti “blasfemi” non li voleva in galera? Sgarbi ha da sempre il fiuto per gli affari, quello per la coerenza non è cosa che lo riguardi.

benedetto ha detto..
il 16 luglio 2007 alle 21:24

Laigueglia si è candidata per prima ….. noi siamo almeno 10 anni che abbiamo la mostra permanente dell’omosessualità ma guardate che non attira gente anzi…..

Unbe ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 08:10

Ben venga la mostra sull’omossessualità! Oltre a essere interessante è indubbiamente un’ottima mossa pubblicitaria per la città.

Alberto maria ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 08:28

d’accordo con l’assessore alla cultura di savona per ospitare la mostra omosex nella sua città, ma faccia ancora di più l’assessore, metta la sua cultura davvero al servizio della città e la mostra, la ospiti a casa sua, magari certe opere potranno suggerirgli qualche piacevole pensiero.

Bruno Pirastu ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 09:39

Se l’ha comprata per 25 mila euro si giustifica il can can che sta sollevando, alla fine la rivenderà per 50 mila euro.Resta comunque il problema che quella mostra , si dice , veniva a meno di opere che riguardavano anche la pedofilia. Ovviamente prima di decidere di esporla a Savona l’assessore l’avà certamente visionata integralmente e avrà avuto il consenso del consiglio comunale, se così non fosse …. non dimentichiamo poi che Sgarbicome Daverio si era dichiarato contro la cementificazione in Liguria a Savona e Albenga.

lucky ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 09:49

x gianni rosa: …viene il dubbio che i tuoi “apprezzamenti” variano a seconda da quale sponda politica certe proposte vengono fatte…suvvia, sig. rosa…la pianti di intasare i forum con polemiche del inutili nonchè gratuite e faccia, se ci riesce, un intervento che non sia sempre e comunque contro..la mostra sull’omosessualità è un ottima iniziativa a prescindere da chi viene proposta, destra o sinistra che sia! è un occasione come un altra per tentare di eliminare determinati pregiudizi della nostra società che sono solo sintomo di ignoranza ed intolleranza…!

gianni rosa ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 10:16

Tra le pietre dello scandalo un’opera intitolata “Ecce Trans”: una rilettura della famosa foto che immortalava Sircana mentre accostava un transessuale. Al posto del trans c’è Gesù. Apriti cielo! La Lega cattolica antidiffamazione, oltre a voler presentare una denuncia alla Magistratura, ha chiesto “la revoca immediata di qualsiasi forma di patrocinio e finanziamento da parte delle istituzioni pubbliche”. Ecco una dichiarazione dell’autore dell’opera, che mi sento di condividere: «In “Ecce Trans” la scelta di utilizzare un registro stilistico “basso” anzi “bassissimo” era richiesto dall’opera stessa. [..] La missione di un artista non è quella di cercare provocazioni gratuite ma di esprimere delle emergenze, e quando queste emergenze sono collettive è naturale che l’opera desti scandalo. Rappresentando Gesù come un trans siamo certi di non offendere Gesù che è stato per primo un grande provocatore, un sovvertitore della morale. Accostare la figura di Gesù a quella di un trans, come di qualsiasi altro emarginato, non ha nulla di irriverente anzi è profondamente in linea col cristianesimo. Il problema sono invece i moralisti, i benpensanti che si fanno scudo dell’ “essere cristiani” per determinare la situazione di estrema arretratezza culturale che stiamo vivendo nel nostro paese:dove anche l’arte può essere censurata

gianni rosa ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 10:40

Forse gli artisti dovrebbero valutare meglio da chi farsi promuovere e patrocinare, evitando una disonesta strumentalizzazione: arte, questa sì, in cui Vittorio ha più volte dimostrato di eccellere.

Bruno Pirastu ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 10:45

Allora questo Artista Kulturalizzato provocatore ,poveri Marinetti Picasso e Dalì , che si girano nelle tombe, potrebbe fare una seconda opera al posto di Gesù metterci Maometto ed esporla nel Museo Egizio di Il Cairo.Avrebbe forse dei problemi ?

paolo ha detto..
il 17 luglio 2007 alle 17:35

A proposito della mostra sulla pittura a Palazzo Reale di Milano, a
cura di Vittorio Sgarbi
Caro Vittorio, la pittura è un’altra cosa. Ma anche l’arte in genere.
E tu a quasi sessant’anni non lo hai ancora capito. E ormai, come
dimostra questa mostra, è troppo tardi. Ma continui a fare sfracelli.
La mostra ARTE ITALIANA, 1968-2007, PITTURA, a Palazzo Reale, curata
da Vittorio Sgarbi è da vedere. La dovrebbero vedere i semplici
curiosi, cioè coloro che non conoscono nulla di arte e di pittura e in
questo caso si divertirebbero per le sguaiate opere esposte e per gli
aneddoti visivi che potranno leggervi, un vero divertentisssimo anche
se orrido bestiario della figurazione di ieri e di oggi, ma dovrebbero
vederla anche gli “incliti”, cioè gli addetti ai lavori, coloro che
apprezzano e conoscono l’arte e la pittura contemporanea ma sanno
anche cosa vuol dire allestire una mostra. Perchè la mostra di Sgarbi
non è solo una aberrazione per la scelta degli artisti e delle opere
(e di ogni artista è stata scelta l’opera più tarda, meno
significativa, più discutibile); l’aberrazione suprema è
l’allestimento, da oratorio del dopoguerra, caotico, superaffollato e
affastellato, con opere sghimbesce alle pareti, sui lati delle pareti,
opere per terra, negli angoli bui, negli sgabuzzini lasciati aperti,
dietro le tende, didascalie inesistenti e didascalie sbagliate,
didascalie corrette a mano. E soprattutto scritte a penna che indicano
dove appendere le opere. Opere in alto, in basso, negli angoli più
remoti, piccole pitture di trenta centimetri accanto a opere di due
metri. Un vero horror dell’allestimento, un agghiacciante Salon della
brutta, bruttissima pittura e del dilettantismo culturale più
sguaiato. E di un Salone di artisti rifiutati proprio si tratta,
perchè mai, dico mai, nella mia lunga vita di frequentatore d’arte in
tutto il mondo ho visto una mostra così raffazzonata, raccattata,
sbrindellata. Ma soprattutto umiliante per chi vi partecipa. Poveri
artisti. Anche se per la più parte si tratta di pittori peregrini, di
pittori rifiutati ovunque, di meri esecutori di immagini, di basso
artigianato della figurazione più ovvia, io ritengo che non si debba
umiliare in questo modo nessun artista e nessuna opera, che comunque
ha richiesto impegno, sacrificio, dedizione e su cui spesso si sono
riposte speranze e illusioni. Perchè ognuno ha il diritto di
esprimersi come vuole. Nego invece il diritto a Sgarbi di proporci
questo bestiario come Pittura italiana 1968-2007. Più sotto, chi ha
voglia e tempo, può leggersi la infinita lista di questi pittori che
Sgarbi è riuscito a raccattare e a mettere assieme. Avrei voluto
vedere se il povero Maurizio Sciaccaluga, colpito da un malore mortale
dieci giorni or sono (e non escludo una responsabilità diretta dello
stress di questa mostra per scelte sofferte da lui invano osteggiate)
avrebbe firmato, come invece è proditoriamente accaduto, questa
rassegna ormai di altri. A questo punto dovrei cinicamente dire che
Alessandro Riva dovrebbe ringraziare la sua assenza forzata per non
aver firmato una tale aberrazione.

OPERE RACCATTATE, FONDI DI MAGAZZINO DI COLLEZIONI E GALLERIE
MARGINALI
E il catalogo? Qualcuno penserà che il catalogo pubblicato da Skira
almeno avrà un minimo di rigore filologico, opere pubblicate in ordine
cronologico (1968-2007) o almeno in ordine alfabetico o per affinità e
periodi storici. E poi naturalmente un elenco delle opere e un indice
delle pagine con le relative opere. Ma no, lo storico Vittorio Sgarbi
non ha ritenuto opportuno dotare il catalogo di alcun indice. E
nemmeno a quanto pare la Casa Editrice Skira, nota produttrice di
cataloghi ha pensato di intervenire. Il grande (e costoso ritengo)
catalogo è solo un ammasso di immagini che reputo siano state
pubblicate nell’ordine in cui sono pervenute, cioè in modo
assolutamente caotico e irrazionale. E se cercate un’opera, come ho
voluto fare io, si dovranno scorrere tutte le pagine e passare in
rassegna tutte le immagini. Con il rischio comunque, come è accaduto a
me, di non trovare ciò che cerchi.
Cari amici che mi leggete, andate a vedere la mostra per giudicare se
ho esagerato o non invece minimizzato. E sfogliate il catalogo per
rendervi conto di quali mostruosità e leggerezze siano stati capaci
gli organizzatori. Ma vi pare possibile che la città di Milano debba
essere culturalmente violentata in questo modo? Io non ho nulla in
contrario che a Milano abbiano luogo queste esposizioni, ma dovremmo
avere anche, come offerta pubblica, mostre di qualità, di livello
europeo.
Ma a questo punto si pone una domanda d’obbligo. Alcuni di questi
artisti, i migliori e consenzienti (pochi, pochissimi), che bisogno
avevano di partecipare a una simile denigratoria rassegna di pitttura
brutta e sconcia come questa che non rappresenta nulla? Mi è dato
pensare che numerose opere siano state raccattate in qualche fondo di
magazzino e gli artisti interessati non sono stati nemmeno informati.
Le opere di Sandro Chia, Mimmo Paladino ed Enzo Cucchi, bellissime
rispetto al contesto (mentre non all’altezza l’opera di Nicola De
Maria), provengono certamente da qualche collezione privata di
qualità, all’insaputa degli stessi artisti. Ma le altre? Come mai
gallerie o istituzioni con ambizioni di qualità si sono rese complici
di questa devastante rassegna che sin dagli inizi era già tale
(Acacia, Centro Pecci di Prato, Claudio Poleschi, Marconi, Continua,
Cannaviello, Antonio Colombo, The Flat, Mimmo Scognamiglio, Rizziero,
Guenzani, Guidi & Schoen, Federico Luger, Cardelli & Fontana, ecc.: a
parte alcuni collezionisti come la Fabbrica Borroni o lo Studio
Iannaccone che sono sulla medesima lunghezza d’onda di Sgarbi, dunque
è giusto che abbiano collaborato).
Mostra orrenda questa di Sgarbi. Che punisce tutti gli artisti
presenti anche se diverte lo spettatore ignaro come ha divertito me.
(Dal punto di vista dell’entertainment e dell’ilarità l’ho preferita
alla troppo seriosa Manifesta).
E’ l’arroganza del potere, di cui scrive e si compiace Sgarbi in un
penoso articolo nonsense pubblicato su Il Giornale e riproposto in
catalogo, in ricordo di Sciaccaluga, ricordo che offende il
collaboratore scomparso, il risultato di questa mostra?
No, questa mostra è semplicemente l’espressione dell’arroganza
dell’ignoranza, della disinformazione più totale sulla pittura ma
anche e del vuoto mentale.
P.S. Una richiesta a tutti gli artisti partecipanti e alle gallerie
che hanno collaborato. Se avete visto la mostra ditemi se almeno uno
di voi è restato soddisfatto. Ben accetti i commenti di tutti.
L’arroganza del potere e della presunzione invece
è rappresentata dalla decisione di Letizia Moratti di censurare alcune
opere della mostra ARTE E OMOSESSUALITA’ sempre di Sgarbi
LETIZIA MORATTI NOVELLA TORQUEMADA, ASSIEME A TANTI GOEBBELS
Ora la Letizia Moratti, latitante come sindaco di una delle città più
inquinate, sporche e meno vivibili d’Italia, a capo della peggiore
giunta cittadina del dopoguerra, trova il tempo e le energie per
travestirsi da novella Torquemada e di censurare la mostra di Sgarbi
ARTE E OMOSESSUALITA’.
Come avrete capito, io non ho alcuna stima di Vittorio Sgarbi come
critico d’arte e curatore di mostre (e nemmeno come uomo). Lo
considero un nemico giurato dell’arte e della cultura, le sue
iniziative sono pessime, il denaro pubblico nelle sue mani è a mio
avviso gettato al vento. Però mi batterò sino allo stremo affinchè le
sue pessime iniziative, soprattutto la sua mostra Arte e
Omosessualità, non vengano censurate. Certamente ARTE E OMOSESSUALITA’
sarà una brutta mostra (basta guardare il mix di cui è stato capace),
ma la sola censura che io ammetto è quella del giudizio della
collettività. Non ti piace una mostra? La ritieni offensiva per la tua
anima delicata? Non vai, oppure davanti all’opera che tu ritieni
offensiva tiri innanzi. Mi imbarazza invece l’ipocrisia della Moratti
e dei nostri politici che si indignano davanti a una pittura, magari
solo per accondiscendere alla curia cittadina e soprattutto al loro
perbenismo ignorante e fuori tempo. Ma non si indignano davanti al
tragico spettacolo e degrado dellla Stazione Centrale o di alcune zone
periferiche delal città. I politici dovrebbero intervenire sulla
sicurezza della città, tutelare la politica urbanistica affidandola a
persone capaci e illuminate, e togliere invece le mani dalla cultura,
che dovrebbe possedere la sua totale indipendenza, come accade
altrove. Purtroppo l’Italia della cultura di oggi è in mano a tanti
Goebbels che giudicano ciò che è arte e no.
Ma si sa, siamo in balìa di una classe politica, quella al governo,
all’opposizione e alla guida cittadina disastrosa, formata da tanti
Goebbels che ci vogliono spiegare che arte si deve produrre. L’Italia
e Milano non meritavano questa classe politica.
Giancarlo Politi

annalisa ha detto..
il 18 luglio 2007 alle 09:41

il problema credo sia proprio che alle “autorità” non interessa avere a che fare con persone che siano valide o esperte, ma che anzi il desiderio comune sia proprio quello di fare mafiette, arraffare qualche briciola, fare giochetti di risibile potere e mezzucci, cui ben si prestano personaggi infimi e squallidi come sgarbi.
gente che lavora senza sporcarsi le mani e l’anima non ce n’è, o qomunque sta ben lontana dal pubblico e dall’ufficiale, tutto marcio e triste e meschino.
com’è che siamo diventati così brutti? ovunque funziona così o solo da noi?
sono sempre più scoraggiata.
forse bisogna solo pensare a mangiare e dormire e andare al mare e poco altro.

Unbe ha detto..
il 18 luglio 2007 alle 10:21

Io mi ricordo una copertina di Jesus (il mensile dei Paolini – dicembre 2003) in cui veniva raffigurato Gesù con tanto di capelli rasta, piercing al naso, collanina rossa e blu. Non era blasfemo quello? E l’interessante questione posta dal giormale era appunto quella di interrogarsi su come Dio potrebbe mandare Gesù oggi tra noi che secondo la rivista sarebbe sicuramente un emarginato, un povero disgraziato, magari ai lati della strada a chiedere elemosina o peggio…

Bruno Pirastu ha detto..
il 18 luglio 2007 alle 13:15

Scusate se intervengo ancora una volta ma … un conto è promuovere l’immagine di Cristo a redenzione dei diseredati, emarginati e oppressi, il Vangelo dice chiaramente che erano questi i prediletti ( sottolineo erano ). Un conto è a sua testimonianza raffigurarlo come meglio si crede, nel Medioevo e ancora oggi non ha le sembianze palestinesi a europee e tendenti al nordico ( Biondo e Occi azzurri come sua madre ). Un conto è usarlo per argomentazioni pseudo-culturali, se rappresentato come Trans sarebbe contro la sua stessa natura e messaggio universale e su questo si puo anche discutere ma metterlo in un contesto politico ( la foto di Sircana, Vallettopoli, Corona, tette e culi a pagamento ) non ha , almeno a mio avviso , nessun senso o significato religioso ma solo un espediente di bassa lega per promuovere discussioni ( e quotazioni ) sul’artista e sul mecenate che lo sponsorizza e guarda caso un personaggio che se ci sono 20 partiti politici lui pur di avere la poltrona ed un lavoro ( ovviamente non da magazziniere o fattorino ) li ha girati tutti e adirittura se li è pure creati. Parliamo di arte ma non tiriamo in ballo collegamenti religiosi perchè non ce ne sono, e se ci sono, sono di pessimo gusto. Scusate

gianni rosa ha detto..
il 18 luglio 2007 alle 16:56

Pasolini, durante un’intervista, affermò che l’espressione di un artista, quando è onesta, è sempre scandalosa, perché il suo sguardo irrompe dissonante nel vivere degli uomini.

vedi Unbe, io sono contro le censure in generale, penso che tutto debba essere deciso dalle critiche, favorevoli o contrarie dalla gente. Quello che non mi stà bene sono le persone che stanno dietro a certe iniziative.In questo caso Vittorio Sgarbi, il personaggio è spregevole, in nessun paese civile Sgarbi sarebbe assessore dopo aver truffato lo stato, falsificato documenti( e quasi sempre salvandosi dai processi grazie all’abuso dell’insindacabilità parlamentare) Un siffato primato per molti è un vanto,magari patriottico e futurista.Per altri è la normalità dei nuovi tempi, alla quale è meglio uniformarsi.Per altri ancora è uno SCANDALO. Ma pochi tra questi ultimi lo gridano.

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