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Articolo n° 13082 del 16 Luglio 2007 delle ore 09:20

Turismo: vacanze al mare a caro prezzo

[image:3493:r:s=1]Si apre con l’allarme caro-prezzi l’estate per i turisti che scelgono il mare come destinazione delle loro vacanze. Dopo le polemiche seguite all’allarme lanciato da Federalberghi, secondo cui la maggioranza degli italiani rimarrà a casa, anche Assotravel ha sostenuto che c’è stata una certa flessione nelle prenotazioni rispetto agli anni precedenti. Le scelte dei vacanzieri sono condizionate da motivazioni prettamente economiche: prezzi troppo alti e uno scarso rapporto qualità-prezzo. I rincari ed il caro-spiaggia sono scattati puntualmente nel mese di giugno e nella prima settimana di luglio. Nel giro di due anni gli aumenti sono arrivati in media al 20%. Secondo i calcoli dell’Adusbef, per una giornata al mare una famiglia di quattro persone spende infatti oggi da un minimo di 60 euro fino a oltre 250, ma nel 2005 si partiva da 50 euro, il 20% in meno rispetto all’estatedi quest’anno. Per un appartamento di 50 metri quadrati di fronte alla spiaggia, in una delle principali località vacanziere, si può arrivare a spendere anche 650 mila euro. E mentre i prezzi continuano a crescere anche per le case di vacanze, con un incremento del 3,5%, Alassio batte Capri. Nella top ten delle case estive più care, secondo un’indagine di Tecnocasa, i prezzo delle case nella storica isola è al secondo posto con 14 mila euro al metro quadrato, superata – con 15 mila euro – dalla città del muretto.
L’estate 2007 sembra caratterizzata anche da maggiore consapevolezza dei propri diritti da parte dei turisti. Il “Vademecum” di Adiconsum ricorda che i bagnanti hanno diritto all’accesso gratuito alle spiagge, anche in quelle in concessione, così come hanno diritto a godersi il sole in spiagge libere che siano mantenute pulite. Per raggiungere la battigia è diritto del bagnante passare anche attraverso la spiaggia data in concessione. Lo stabilimento balneare deve, dunque, sempre lasciare un lembo di spiaggia, 5 metri a partire dalla riva, in cui tutti possono appoggiare vestiti o stendersi per prendere il sole, senza però creare ingombro con ombrelloni o sedie a sdraio. Inoltre l’opuscolo di Adiconsum ricorda che chiedere di pagare il transito costituisce un’infrazione all’art. 1, comma 251 della Finanziaria 2006.
Il turismo open air registra un incremento delle presenze, secondo quanto rivela una ricerca condotta da Faita FederCamping. Secondo le stime, è plausibile il conseguimento degli stessi risultati positivi del 2006: +3% delle presenze, +1,5% degli arrivi, rispetto all’anno precedente. Se il mercato confermerà questo dato, a fine stagione si registreranno 120.000 nuovi arrivi per 2 milioni di ulteriori presenze. Anche la domanda di agriturismo cresce rispetto all’anno scorso, ma meno del previsto: non va oltre il 4%, rispetto all’atteso 8,5%. Internet consolida il proprio ruolo di strumento leader per collegare le aziende al mercato: fra contatti diretti e agenzie online, sono ormai tre su quattro gli ospiti che arrivano tramite la rete web. Mentre sono in difficoltà i punti vendita delle agenzie tradizionali.
Per i turisti che selgono di spostarsi in auto si profila un’estate costosa: i prezzi del carburante non rallentano la loro corsa dopo i rincari dei giorni scorsi e anzi si avvicinano a sfiorare quota 1,38 euro al litro. Non a caso oltre 15 milioni di italiani lasceranno l’auto in garage e sceglieranno il treno per recarsi al mare o in montagna, anche per evitare il traffico e le code. La stima è di Trenitalia che, in previsione del flusso straordinario, ha messo disposizione circa 1200 treni in più.
Secondo il “barometro delle vacanze” di Trademark Italia e Sociometrica, saranno 32 milioni gli italiani che andranno in vacanza in agosto e che sceglieranno nella maggior parte il mare italiano, spendendo alla fine in media 640 euro a testa.


» Felix Lammardo

1 commento a “Turismo: vacanze al mare a caro prezzo”
Marco Pozzi ha detto..
il 17 Luglio 2007 alle 07:04

Per essere estremamente sincero se fosse per me alcuni stabilimenti balneari potrebbero chiudere e buttare via la chiave. All’arrivo della stagione estiva, come al solito, assistiamo al balletto delle cifre sulle presenze dei turisti, la percentuale costantemente in dinimuzione, i prezzi. Di certo non una novità. Abbiamo un patrimonio naturale che non costa nulla: il mare, la sua meravigliosa costa e non sappiamo sfruttarlo anzi siamo solo capaci, spinti da una sfrenata ingordigia di arricchimento economico, di far si che quest’anno ha scelto le nostre località per trascorrere il periodo fesriale il prossimo approdi ad altra meta. Posso cercare di capire e comprendere tutto o quasi ma non le esorbitanti tariffe richieste da alcune “strutture” balneari. Facendo una domanda a chi del “mestiere” mi è stato risposto: “ma guarda che di lavoro ho solo questo e ci devo vivere tutto l’anno”. Non voglio commentare, potrei alterarmi ulteriormente. Ho visto persone dallo sguardo attonito che sature del panino quotidiano aal’insegna del detto “ma chi se ne frega, per una volta, tanto siamo in ferie godiamocele” si sono concessi risotto ai frutti di mare e un fresco vinello bianco. Ripeto alla vista del conto l’ espressione era attonita. Per chiudere in bellezza, ed io ne sono stato direto testimone, un bel gelato sul lungomare. Oseservando la lista ho dato la priorità alla parte destra. Mi sono sbilanciato sul prodotto che costava meno di tutti: cono al limone € 3,80. Con quei soldi in tempo di offerte al supermercato compro due confezioni da 500 gg l’una e me lo sul davanzale di casa. Direte voi: e allora rimanici”. Certo che ci rimango. Ma come faccio io, e non per mia scelta ma perchè mi inducono a farlo, tanti altri lo faranno. Ma che politica adottano questi signori. Quella del ci sono meno presenze pertanto aumento i pressi per stare nelle spese?? Non lamentatevi se la spiaggia libera viene nuovamente valorizzata. Ci vorrebbe una maggiore pulizia, è vero, ma anche rispetto ed educazione da parte nostra. Non lamentatevi se si vedono famiglie arrivare con borse frigo piene di cibo e bevande e tornarsene a casa dopo un giorno di mare senza aver lasciato sul nostro territorio nemmeno i soldi per una bottiglia d’acqua. Non lamentatevi se continuate a fare la politica di quantità economica nelle vostre tasche invece sulla quantità delle persone che potrebbero frequentare la vostra struttura. Questo è quello che si ripeterà e mi spiace perchè ci sono dei gestori onesti che hanno compreso e capito che l’utente non è il tuo nemico una persona da sfruttare ma un soggetto che quando varca la porta del tuo locale per andarsene ti dirà “grazie arrivederci alla prossima”
Marco Pozzi Savona

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