Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 13172 del 18 Luglio 2007 delle ore 07:54

Accordi Liguria-Piemonte: pareri discordanti in consiglio regionale

[thumb:3609:r:t=M.Bresso e C.Burlando]Regione. Ampia discussione nel consiglio regionale della Liguria sulla comunicazione del presidente della giunta Claudio Burlando riguardante le intese tra la Regione Liguria e la Regione Piemonte. Differenti le posizioni, soprattutto sull’acquisizione del 30% da parte della Regione Liguria della Amos, società piemontese specializzata in servizi, tra cui la gestione delle liste d’attesa per la diagnostica. L’ex presidente Sandro Biasotti (Per La Liguria) è stato critico: “Un conto è parlare di collaborazione, un altro di macroregione. Nel settore sanità, la Regione dovrebbe entrare nella società Amos, che appartiene al 70% al Piemonte e al 30% a privati. La Liguria acquisirebbe il 30% delle quote dai privati, costretti a vendere dal decreto Bersani. Burlando ha parlato di una spesa di circa 2-3 milioni di euro. Mi chiedo perché, visto che il costo delle quote dei privati, pur maggiorate di un sovrapprezzo, non supera i 750 mila euro”. Polemico anche Rosario Monteleone (Ulivo): “Stiamo giocando sulla salute delle persone. Stiamo navigando a vista. Invito Burlando a non formalizzare nulla, se prima non si passa attraverso il rispetto del regolamento regionale. Se è vero tutto ciò che si dice sulla validità di Amos, il presidente della giunta ha l’obbligo politico e morale di passare attraverso un disegno di legge, per gli approfondimenti del caso”. Il presidente Claudio Burlando ha replicato spiegando che “da molti anni il nostro Paese è un ibrido tra centralismo e federalismo. L’articolo articolo 117 comma 8 della Costituzione ci consente di sviluppare la collaborazione tra Regioni e di questo si è iniziato a discutere. Abbiamo iniziato con la Regione, il Piemonte, che ha più relazione con la Liguria, con Genova ed in particolare con Imperia e Savona. Se il governo crede al federalismo fiscale, allora si può applicare anche alla sola Liguria, in funzione della sua specificita”. Vincenzo Nesci (Rifondazione Comunista), ha difeso le scelte di Burlando: “Ci sono elementi che sul piano politico vanno visti con molta attenzione. Nel nostro Paese siamo partiti da una forte unitarietà e andiamo verso la frammentazione. Vale la pena aprire un confronto politico serio e costruttivo. Riguardo alle liste d’attesa siamo contrari a cercare di accorciare le liste d’attesa pagando gli straordinari al personale”. Secondo Gianni Vincenzo Plinio (Alleanza Nazionale) invece “Limonte è soltanto una boutade priva di sostanza, utilizzata dal presidente per far fronte ai vistosi cali di popolarità“. A difesa dell’acquisizione quote Amos Antonino Miceli (Ulivo): “Ci apprestiamo ad acquisire una società che porterà benefici ai cittadini. In Piemonte i tempi di attesa nelle Asl dove opera Amos si sono sensibilmente ridotti. Al momento in Liguria esiste un patrimonio di macchine pubbliche sotto-utilizzato e gli organici non si possono aumentare a causa del blocco delle assunzioni. I privati ed i gettoni per gli straordinari devono avere un limite”. Polemico Franco Orsi (Forza Italia): “Non vorrei si trattasse di un’iniziativa politica. Basti pensare che nella Costituente del Partito democratico ci sono 45 persone e neppure un ligure”. Fabio Broglia (Italia di mezzo) ha richiamato il dibattito ad un livello politico: “Fino a che non c’è un inquadramento più alto non si può discutere di temi così specifici”. Luigi Morgillo (Forza Italia) ha detto che condivide “l’esigenza di fare dei passaggi. Di fronte ad un approccio come quello fatto dalla giunta, mi sono spaventato. Bisogna fare valutazioni dal punto di vista istituzionale. Per quanto mi riguarda chiamerei qualcuno, esperto, a fare le dovute valutazioni. Chiedo di poter acquisire gli elementi per capire cosa conviene fare, quale via bisogna da seguire. Non sostengo alcuna iniziativa se non ho fatto tutti approfondimenti, per questo abbiamo presentato un ordine del giorno. E, infine, mi pare che il Piemonte non abbia la medesima fretta della Liguria”. Gabriele Saldo (Forza Italia): “Mi sarei aspettato che si parlasse di collegamenti, ad esempio della linea ferroviaria che unisce Ventimiglia a Cuneo oppure delle acque del Tanaro e del Bormida che nascono in Liguria e finiscono in Piemonte. Per quanto riguarda Amos, credo sia giusto acquisire documenti ed avere dati certi”. Il presidente Burlando ha replicato: “non è tollerabile che per ovviare a lunghe liste d’ attesa il ricco vada dal privato e paghi, mentre il meno abbiente debba sopportare il disagio. E’ oltremodo intollerabile che le nostre strumentazioni per la diagnostica funzionino poche ore al giorno. Ci possono essere accordi con il privato, ma dopo che i medici, dipendenti pubblici hanno lavorato come si deve. Sono disponibile a partecipare a lavori per trovare una soluzione. Se qualcuno indica una via alternativa, sono disposto a lavorare in queste settimane estive”. “Chi ha idee le esponga – ha detto ancora il presidente della Regione – Bisogna arrivare ad una conclusione. Chiedo al consiglio ed al presidente della competente commissione di portare proposte. Faremo questa cosa, troveremo la soluzione, seguendo le vie di legge. Alla fine dell’estate daremo una risposta alla gente. A me interessa l’obbiettivo e non lo strumento per arrivarci”.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli