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Articolo n° 13308 del 20 Luglio 2007 delle ore 17:40

Attività agricola, un’importante risorsa per lo sviluppo del territorio quilianese

Quiliano. La storia presenta Quiliano come un territorio del comprensorio savonese con una forte propensione agricola. Negli anni, con l’avvento del processo di industrializzazione, parte delle aree coltivate sono state utilizzate per la realizzazione di impianti industriali, ma le disponibilità di zone terriere sono ancora interessanti.
Il Comune di Quiliano presenta una superficie territoriale di 49,46 kmq con una densità di 149 abitanti per kmq. Tale valore si discosta da quello dei comuni limitrofi per la particolare natura del territorio, con un’altitudine che passa da 400 metri slm (Cervaro) a 15 metri (Valleggia) e con la presenza di vaste aree boschive.
L’attività agricola caratterizza in parte l’economia di Quiliano con la presenza di micro realtà produttive diffuse su tutto il territorio del Comune. Troviamo aziende nelle zone pianeggianti comprese dal capoluogo fino alla zona di Valleggia con colture di pieno campo o protette (in serre) e aziende nelle zone collinari, con coltivazioni nelle fasce terrazzate, caratterizzate da una certa frammentazione fondiaria. In alcuni casi l’attività è legata a forme di part time con altre attività o tempi vita dei singoli. Le coltivazioni principali riguardano ortaggi, vite, ulivi, frutta, fiori e piante ornamentali, silvicoltura. Vi sono pochissimi allevamenti, di prevalenza con ovini e caprini, e alcune aziende di apicoltura.
Negli ultimi anni l’Amministrazione Comunale ha riproposto nello sviluppo polisettoriale del territorio quilianese un ruolo ed un incentivo allo sviluppo dell’attività agricola. L’iniziativa si è sviluppata su due piani: lo sviluppo economico polisettoriale attraverso lo strumento della programmazione e della identificazione di aree e normative funzionali allo sviluppo terriero e la promozione dei prodotti e del territorio quale risorsa di micro sviluppo economico.
Secondo quanto previsto dal primo piano, il Comune di Quiliano, attraverso l’approvazione del P.U.C. e in conseguenza degli indirizzi amministrativi, ha intrapreso una strada di sviluppo economico polisettoriale fondato sulla preliminare analisi fondativa della situazione in essere e sull’utilizzo della pianificazione e della programmazione come metodi operativi strategici. Quiliano non può diventare un Comune a vocazione esclusivamente agricola o produttiva, piuttosto che turistica o residenziale; la polifunzionalità programmata e disciplinata dal P.U.C. è la strada corretta per lo sviluppo sociale economico del paese.
La programmazione del P.U.C divide le aree a seconda della produzione agricola per la valorizzazione di tutte le zone localizzate nella piana del torrente Quiliano, storicamente destinate a tale attività occupazionale. Per ogni ambito il P.U.C. fornisce schede indicative  con i diversi parametri urbanistici e di indicazione per la stipula del “programma agricolo” che definisce gli obiettivi da raggiungere attraverso l’uso agricolo dei terreni e delle costruzioni funzionali allo sviluppo della attività dell’imprenditore agricolo.
Il P.U.C. individua ambiti di conservazione, localizzati sulle prime balze collinari al margine del fondovalle tra Quiliano e Valleggia, in cui l’orografia del terreno non consente impianti specializzati che vengono invece favoriti in fondovalle attraverso la predisposizione di ambiti di riqualificazione. In questi sono previsti edifici per la residenza degli addetti alla conduzione del fondo ed i necessari manufatti tecnici.
Per quanto concerne il territorio di presidio ambientale, il P.U.C. prevede ambiti collinari di conservazione finalizzati al presidio ambientale in parti del territorio dove prevale una situazione di totale o parziale abbandono o in precarie condizioni idrogeologiche e vegetazionali. Prevede inoltre ambiti di riqualificazione localizzati in prossimità dei nuclei rurali. Si prevede la possibilità della stipula della convenzione per le prestazioni finalizzate al presidio e alla tutela del territorio, che sono di fatto gli elementi essenziali atti a giustificare l’insediamento residenziale in tali ambiti.
Nelle aree in corso di coltivazione a vigneto, frutteto, oliveto o seminativo situate negli ambiti di produzione agricola, nel territorio di presidio ambientale e in quello non insediabile è prevista la possibilità di costruzione di manufatti strumentali all’attività terriera. Negli ambiti di produzione agricola, nel territorio di presidio ambientale e nei centri e nuclei storici è prevista la realizzazione di attività di agriturismo.
Per quanto riguarda il secondo piano, è importante evidenziare il processo avviato dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con le associazioni di categoria e la Comunità Montana ed i produttori, in merito alla ricerca della qualità della produzione. In questo caso si evidenzia la valorizzazione dell’albicocca Valleggia, del Buzzetto e della Granaccia e delle esperienze che sono in corso sulla qualità della produzione dell’olio e di altri prodotti tipici locali. Processo che deve essere ulteriormente perseguito e qualificato creando gli strumenti necessari per creare una cultura vincente nella mentalità del produttore e le strutture e le condizioni in grado di poter perseguire questo obiettivo anche attraverso la nascita di nuovi “giovani imprenditori agricoli”. Una scommessa sulla quale si richiede il coinvolgimento del mondo economico.


» Felix Lammardo

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