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Articolo n° 13331 del 21 luglio 2007 delle ore 10:25

La mostra “Arte e omosessualità” non arriverà a Savona

[thumb:3749:r]Savona. Savona rinuncia ad “Arte e omosessualità“, la mostra curata da Vittorio Sgarbi. Lo stesso assessore alla cultura Ferdinando Molteni, che aveva canditato la città ad ospitare l’esposizione, ha detto di non essere più interessato all’iniziativa. Negli ultimi giorni i savonesi hanno molto dibattutto sulla eventualità di esporre le opere che da tempo attirano numerose polemiche e resistenze, opere come quella che raffigura Papa Benedetto XVI in mutande. Per l’occasione Molteni aveva anche invitato il parlamentare Vladimir Luxuria ad inaugurare l’evento. Ora tutto sfuma. Per l’assessore alla cultura del Comune di Savona la rassegna è diventata priva di interesse: “La mostra è stata depurata di ben dieci opere, quindi non ha più il significato di prima; la censura ha vinto” ha detto al termine di un incontro con Giorgia Cassini, collaboratrice dell’assessorato alla cultura di Milano. Nei giorni scorsi Molteni era intervenuto anche a proposito dell’opera controversa che raffigura il Papa. “Essendo cattolico posso anche capire che certe opere possano urtare la sensibilità di qualcuno – aveva osservato – Vedere il Papa raffigurato in certi contesti può indubbiamente dar fastidio, ma resta il fatto che l’arte non può essere censurata. Credo che garantire la libertà di espressione sia più importante di tutto il resto”.


» Felix Lammardo

2 commenti a “La mostra “Arte e omosessualità” non arriverà a Savona”
Antonella ha detto..
il 21 luglio 2007 alle 11:09

È davvero una vergogna questa censura da Medioevo! Condivido pienamente le parole dell’assessore Molteni. Poi, voglio dire, si tratta ben di una mostra d’arte, chi si sente urtato non è obbligato ad andarci! Avrebbero solo partecipato coloro che, come me, avrebbero avuto piacere di vedere una mostra d’arte nella propria città e magari, ovvio, qualche curioso attirato dalle polemiche. Nessuno aveva intenzione di appendere i quadri in giro per la città sotto gli occhi dei più “sensibili”!

lui la plume ha detto..
il 21 luglio 2007 alle 12:42

Personalmente credo che il problema sia legato alle troppe spese ingiustificate.

Pe esempio se un privato vuole presentare la sua raccolta di figurine “LIEBIG” in una mostra che paga di tasca sua. senza chiedere un sodo alla collettivita’ non vedo alcun problema e se incassa dei soldi con la vendita di biglietti ingresso deve pagare delle tasse (appare evidente che se la mostra crea problemi di ordine pubblico o di offesa alla dignita’ altrui ne deve rispondere).

Non e’ una questione di censura ma di correttezza amministrativa: quando si finanzia con soldi pubblici un evento bisogna tener conto della volonta’ della popolazione che e’ tenuta a pagarne le spese, personalmente credo che di soldi in manifestazioni di dubbio valore ne vengano buttati gia’ troppi e in questo periodo la necessita’ di porre un limite a tali spese sia opportuno.

Togliere disponibilita’ economica a chi gestisce questi eventi per trasferirli a quegli assessorati dediti a “pulire” una citta’ “sporca” (in via nizza l’anno scorso un topo in tanti mesi si e’ decomposto lentamente prima di sparire grazie alla pioggia) e’ quanto auspicano molti cittadini, almeno tutti quelli con cui mi trovo a discutere, alle varie manifestazioni proposte sinceramente nessuno e’ interessato (salvo ovviamente gli organizzatori e quanti ricevono soldi e lavoro).

Oggi la rotella in rame troneggia davanti al Priamar ….. ma la troviamo dappertutto, se trenta anni fa’ la sorellina maggiore a Milano era una “novita” ora sembra un patetico monumento alla fine della industria italiana (in scala ridotta, e pare pure che non ruoti piu’). Un patetico monumento che ritroviamo anche in altre piazze, un qualcosa che non ha piu’ nulla di originale, una copia, un doppione su cui e’ delittuoso spendere soldi.

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