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Articolo n° 13324 del 21 Luglio 2007 delle ore 07:46

Operazione notturna delle guardia costiera sulle spiagge di Pietra Ligure

[thumb:3770:r]Pietra Ligure. Operazione di controllo della guardia costiera di Loano sulle spiagge di Pietra Ligure. Gli uomini del comandante Antonio Raffone hanno effettuato un vasto giro di ricognizione per stroncare l’abitudine a lasciare materiali per la balneazione sulla spiaggia anche di notte. Sono finiti sotto sequestro diversi ombrelloni, sedie, sedie a sdraio, una casetta in plastica per bambini e varie sacche con giocattoli. L’operazione è scattata a seguito di molte pressioni da parte dei bagnanti ed è stata effettuata con la collaborazione dell’Ufficio Demanio del Comune di Pietra Ligure. Le proteste di alcuni utenti delle spiagge hanno riguardato soprattutto il tratto compreso tra i cantieri navali Rodriquez e il porto di Loano. “Abbiamo sempre cercato di essere elastici sulla consuetudine di piantare l’ombrellone in spiaggia al mattino presto e lasciarlo, magari per qualche ora, durante la pausa pranzo, anche se questo è comunque in contrasto con l’ordinanza balneare del Comune, che specifica il divieto di lasciare materiali in spiaggia all’infuori dall’orario di balneazione – spiega il comandante Raffone – Si tratta in ogni caso di un fenomeno che disturba i bagnanti, che trovano quel poco di spazio libero a disposizione sottratto da ombrelloni e materiali vari. Abbiamo perfino sequestrato una casetta di plastica per far giocare i bambini. Sarà un’attrazione posizionata da qualche chiosco che non ha in concessione l’arenile? Non si sa”. “La spiaggia libera è di tutti e come tale deve essere rispettata – aggiunge Raffone – Al mattino si va in spiaggia e, dove si trova lo spazio, lo si occupa, ma dopo la fascia oraria destinata alla balneazione, dalle 9 alle 19,30, lo si deve liberare. La spiaggia libera non può essere trattata come uno stabilimento balneare, dove si posizionano gli ombrelloni e lì si lasciano per tutta l’estate”. I materiali prelevati sulle spiagge pietresi nel corso dell’operazione sono custoditi presso il comando della guardia costiera di Loano. Chi ne rivendica la proprietà, può chiedere la restituzione del materiale. La sanzione amministrativa da applicare è da 100 a 1000 euro.

[image:3770:c:s=1:t=Gli uomini della guardia costiera durante l’operazione]


» Felix Lammardo

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