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Articolo n° 13390 del 23 Luglio 2007 delle ore 15:01

Loano, doppio appuntamento con il Premio Nazionale per musica italiana

[thumb:3782:r]Loano. Doppio appuntamento domani con il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, il festival dedicato alla nuova interpretazione della musica popolare. Si inizia alle ore 18.30, con la prima edizione de il “Premio Incontra”, lo spazio d’incontro, programmato in collaborazione con etichette, artisti ed operatori culturali che saranno a Loano per promuovere progetti e percorsi musicali. Nell’Arena Estiva Giardino del Principe, Sergio Berardo, leader storico dei Lou Dalfin e Roberto G. Sacchi, giornalista e direttore di Folk Bullettin presenteranno l’album “I Virasolelhs”, ultima fatica della storica band piemontese che ha saputo trasformare la musica occitana contemporanea in un fenomeno di massa e di costume. Sergio Berardo (voce, ghironda, organetto, flauti), Ricky Serra (batteria), Dino Tron (fisarmonica, organetto, cornamusa), Enrico Gosmar (chitarra), Daniele Giordano (basso), Luca Biggio (sax), Mario Poletti (mandolino, bouzouki, banjo), Diego Vasserot (tromba), proprio nell’anno in cui festeggiano i 25 anni di attività, tornano con “I Virasolelhs”, disco registrato presso lo studio “Laboratori de musica artigianal” de La Rocha (Cn), con la produzione artistica di Marco Martinetto e Sergio Berardo. Sedici brani completamente inediti accompagnano l’ascoltatore in un viaggio che va dalle ghironde gipsy stile Django all’elettronica, dalle feste di paese nelle Valli Occitane fino al Sudamerica da cartolina, narrando un universo popolato da corsari in motocarro, innamorati ubriaconi respinti, galeotti ribelli ai remi al largo della Provenza, inafferrabili graffitari delle notti valligiane, suonatori ambulanti, artigiani dalle sapienti e magiche mani, animali che sognano, rugbisti dal cuore d’òc, amori a ritmo di danza, uno sguardo insomma sul tradizionale mondo di Lou Dalfin, senza risparmiare sferzate polemiche rivolte a una contemporaneità in cui tutto si compra e tutto si vende.
Il festival si sposterà poi sulla passeggiata a mare, nello Spazio Culturale Orto Maccagli, dove alle ore 21.30, suoneranno I Cantori di Carpino, i depositari della più straordinaria ed affascinante tarantella del sud Italia. La tarantella del Gargano è caratterizzata da melodie raffinatissime e da testi di grande forza poetica che s’innestano sulla sonorità della chitarra battente, strumento capace di evocare i magici scenari del passato e di scandire ritmi che rimandano alla grande vocazione contemporanea della musica etnica. Su questo modello una inesauribile schiera di musicisti e appassionati hanno iniziato a interpretare quei brani, e nel frattempo gli stessi giovani di Carpino, legittimi depositari di questo genere musicale, hanno preso ad interessarsi della loro tradizione, rivolgendosi ai vecchi straordinari maestri. Accanto agli anziani Andrea Sacco, recentemente scomparso, Antonio Piccinino e Antonio Maccarone, si sono radunati un gruppo di giovani musicisti diretti da Nicola Gentile. È nato così il gruppo dei Cantori di Carpino, un “ensamble generazionale” che propone uno straordinario percorso di musica etnica di valore internazionale, che testimonia il portentoso salto di generazioni che questa musica riesce a compiere. Le voci dei contadini al lavoro nei campi, le serenate e ‘nenie’ tipiche del Gargano, come tanti mantra musicali, insieme a tarantelle e intense melodie, sono la cifra stilistica dei Cantori di Carpino. Ai Cantori di Carpino, la direzione del Premio, coordinata dai giornalisti Enrico Deregibus e John Vignola, ha assegnato il Premio alla Carriera con la seguente motivazione: Valori, conoscenze, costumi, riti: la memoria di uno, due, cento secoli che si fa davvero radice dell’oggi. Voce e ritmo, festa e fatica, sogno e magia: questo e molto altro sgorga dall’esperienza antica e viva dei Cantori di Carpino. Un grande insegnamento quello di Antonio Piccininno, di Antonio Maccarone, dello scomparso Andrea Sacco e degli altri cantori, che dal Gargano deve arrivare ben oltre, per capirlo, amarlo e continuarlo. Il premio sarà ritirato da Antonio Piccininno, classe 1916.
Sul palco del Premio Città di Loano, il 25 luglio saliranno gli Abnoba, sei giovani musicisti che si muovono nei territori della “nuova tradizione”. La musica degli Abnoba è frutto di una ricerca estetica volta non alla riscoperta e riproposta di un particolare repertorio tradizionale, ma bensì alla composizione e all’improvvisazione, che crea un’evoluzione della musica tradizionale. Nella serata sarà consegnato il Premio realtà culturale a Franco Lucà, operatore culturale che da oltre trenta anni promuove percorsi che ricostruisco e raccolgono l’eredità della cultura popolare italiana in relazione con le altre culture del mondo.
La chiusura del festival sarà affidata alla produzione originale, che quest’anno, per la prima volta, il Premio Città di Loano ha voluto realizzare.
Il 26 luglio, nell’Arena estiva Giardino del Principe il canto popolare si unirà alla canzone d’autore con Cisco, Ginevra Di Marco, Faraualla e Piero Pelù.
Canto Popolare – Libero Pensare è il sottotitolo dello spettacolo originale ideato da Francesco Magnelli per Loano. Nel programma della serata è previsto un omaggio ad Andrea Parodi.
Nel pomeriggio del 26 luglio, alle ore 18.30, sul lungomare nello Spazio incontri della Caffetteria Dario si svolgerà il secondo appuntamento de Il Premio Incontra,spazio che sarà dedicato a “Rosa Resolza”, il nuovo album di Andrea Parodi e Elena Ledda. Valentina Casalena e Michele Palmas, che hanno prodotto il disco, Elena Ledda ed Enrico de Angelis, giornalista e direttore artistico del Club Tenco, condurranno il pubblico alla scoperta del nuovo progetto musicale, che raccoglie undici brani interpretati da due delle voci più significative della Sardegna.
[image:3782:c:s=1:t=Antonio Piccininno dei Cantori di Carpino]


» Felix Lammardo

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