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Articolo n° 13363 del 23 Luglio 2007 delle ore 13:32

“Sanità, ma quale razionalizzazione?”: lettera aperta all’assessore regionale Montaldo

All’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo.
Da due anni Lei taglia posti letto e risorse in nome di una presunta “razionalizzazione”. In Liguria vi sarebbero troppi posti letto per “acuti” e troppo pochi per riabilitazione e anziani. La “razionalizzazione” dunque consisterebbe in una “riconversione”. Tuttavia fonti sindacali mettono in dubbio la veridicità dei dati sul numero dei posti letto per acuti cui Lei si riferisce (Cgil – Coord. Asl 3, informativa luglio 2006). E la cronaca? Ci limitiamo a Genova. Il Secolo XIX, 15/01/04: “Ospedali a tappo. Ora scoppia la bagarre”; 09/03/05: “Al Villa Scassi. Se va avanti così alziamo bandiera bianca”; 13/10/05: “Ospedali a tappo, stop ai ricoveri”; 21/06/07: “ieri mattina all’ospedale S. Martino mancavano le barelle: perché tutte quelle disponibili erano al primo piano, in corsia, per integrare i letti delle camere. Tutti completi”. D’altronde, se si trattasse di una “riconversione”, data la mole dei tagli agli acuti dovreste inaugurare un nuovo reparto di riabilitazione o di Rsa ogni settimana.
Razionalizzazione dovrebbe anche significare gestione “razionale” delle risorse. Vediamo. Le Asl posseggono una quantità di immobili ma ne acquistano o ne prendono altri in affitto da privati (talvolta ristrutturandoli con soldi pubblici). Nessuno dice nulla. Vi sono appalti che divorano risorse enormi, ma non si interviene e la prevista commissione d’inchiesta sulla sanità non parte. A San Martino ci riferiscono che per spostare un malato di 50 metri viene chiamata da fuori un’ambulanza che fa un viaggio di chilometri, intasa il traffico, inquina e costa (vi sono anche indagini su rimborsi gonfiati). L’appalto della gestione del calore voluto da Biasotti divora milioni ma Lei non rescinde il contratto a causa delle penali (tra gli aggiudicatari non c’è una cooperativa emiliana, di quelle che “fanno sognare”?) Reparti seminuovi costati milioni di euro (vedi grandi ustioni a S. Martino) rischierebbero la chiusura, i servizi territoriali vengono smantellati, mentre fioriscono progetti di nuovi megaospedali. Si progettava di spostare ostetricia e ginecologia dal Dea di S. Corona ad Albenga, che avrebbe significato far nascere un neonato con gravi problemi in un piccolo ospedale attrezzato per cure ordinarie. Ma per fortuna la mobilitazione ha ostacolato questo gioco delle tre carte in cui si rischia di colpire i fiori all’occhiello della sanità pubblica (proprio come il S. Corona) e la fregatura arriva anche là dove in estate arrivano migliaia di turisti o dove già il disagio sociale è forte (vedi la Valbormida). Inoltre si pagano straordinari ma non si assume il personale necessario. Si deaziendalizzano gli ospedali ma si vuole aziendalizzare la diagnostica introducendo una nuova spa, la Amos. Non basta Datasiel, la spa dell’informatica, che alla sanità divora inspiegabilmente milioni di euro e dentro la quale nessuno sembra voler andare a mettere il naso (col rischio che alla fine paghino i lavoratori)?
Caro Montaldo, ci spieghi dov’è la razionalità. Lei dice “razionalizzazione” ma noi vediamo solo “tagli” (del resto lo dite voi che la razionalizzazione “è mirata essenzialmente al contenimento della spesa”). Tagli che limano le unghie a un deficit di 300 milioni e non toccano i veri sprechi (e le vere lobbies). Nessuno in astratto è contro una razionalizzazione, né tantomeno siamo fautori dell’aziendalismo in sanità. Ma se “razionalizzazione” significa “taglio” e “deaziendalizzazione” sta per “smantellamento” allora siamo coi lavoratori e i cittadini che protestano.

Marco Veruggio, Segreteria Prc Liguria
Giorgio Barisone, Segreteria Prc Savona
Sergio Lugaro, Consigliere comunale e responsabile Commissione Sanità Prc Savona
Stefano Quaini e Osvaldo Baccino, Comitato difesa Ospedale S. Corona,
Circolo Sanità Prc Savona
Alvaro Leoni, Comitato difesa Ospedale Cairo M.
Pasquale Indulgenza, Segretario Prc Imperia
e Capogruppo Prc Consiglio Comunale Imperia
Mariano Mij, Responsabile Sanità Prc Imperia
Manuel Giberti, Ex presidente Comitato difesa Ospedale di Levanto

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