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Articolo n° 13447 del 25 Luglio 2007 delle ore 02:07

Serie D, Vado e Savona in un girone ligure-toscano?

Savona. L’estate scorsa l’attesa per la composizione dei gironi di serie D fu estenuante. Tra bocciature e ricorsi fu rinviato anche l’inizio del campionato, con tifosi e addetti ai lavori letteralmente esausti per l’incertezza che perdurò fino a tarda estate. Quest’anno il copione è ben diverso: pochissime bocciature sia in C che in D e ripescaggi messi in chiaro fin da subito. La credibilità del movimento ne guadagna. Ma il calcio dilettantistico di strada ne deve fare ancora tanta per tornare ad avere una certa considerazione: basta chiedere ai tifosi del Casale che nemmeno festeggiando la vittoria nei playoff hanno avuto la certezza di salire in C2. Con quale spirito seguiranno la propria squadra nella prossima stagione?
Ora che sono noti i nomi delle 162 società di serie D, si attende di sapere come saranno suddivise nei 9 gironi, che probabilmente verranno resi noti entro il 31 luglio. Secondo alcune voci di corridoio, il Comitato Interregionale di serie D starebbe valutando l’inserimento di Vado e Savona in un girone tutto ligure e toscano. E spesso, si sa, le voci di corridoio si rivelano esatte. A rafforzare tale ipotesi il fatto che da diverse stagioni le “nostre” vengono inserite nel girone “A”, quello con le piemontesi e alcune lombarde. Risale al 2003/04 l’ultimo inserimento di tutte le liguri, fra cui Vado e Sanremese, nel girone “E” (lettera che solitamente caratterizza il raggruppamento toscano).
Il mancato ripescaggio del Casale e quello divenuto realtà del Saluzzo rendono più numerose del previsto (ben 12) le squadre piemontesi. Ad esse basterebbe aggiungere 6 formazioni lombarde per comporre un intero girone. Si apre quindi l’ipotesi della suddivisione geografica “orizzontale”, con tutte le società liguri che finirebbero nello stesso raggruppamento, cosa già accaduta nel 2004/05, ma nel gruppo “A”.
Le formazioni della nostra regione sono ben 8 (Vado, Savona, Imperia, Sanremese, Sestrese, Sestri Levante, Lavagnese e Sarzanese); mentre di fatto è “diventato” toscano il FoCe Vara che, fondendosi con la Lunezia, ha dato vita al FoCe Lunezia. Quindi già da sole comporrebbero metà girone. Ad esse andrebbero aggiunte 9 fra le tante altre toscane (Figline, Forcoli, Cecina, Pontedera, Cascina, Montevarchi, Armando Picchi solo per citarne alcune). Sempre secondo alcune voci autorevoli, la società del Savona sarebbe favorevole a tale cambiamento: non trovarsi di fronte le varie Alessandria, Biellese, Pro Belvedere, Casale e Novese non può che far piacere.
Come ha reagito la piazza a questa notizia? A quanto pare tra gli ultras prevale il malumore. Sul forum del Savona Club Giuliana Gazzano i commenti sono contrastanti, ma quasi tutti i tifosi concordano su due fatti.
Primo, la lunghezza delle trasferte: “E’ assurdo oltre che ridicolo farsi centinaia di Km in queste categorie…”, sono le parole di tale Longi; secondo, il blasone delle avversarie: “Il Girone A della serie D sarà composto da squadre che vogliamo incontrare in quanto storiche rivali”, sono ancora le parole di Longi. Insomma, una stagione contro avversarie meno note e la mancanza di sfide ricche di fascino rischierebbe di avere l’effetto di rendere il Bacigalupo ancora più vuoto alla domenica. Questo perché “la gente ti viene sopratutto in base all’avversario (cosa credono che Savona-Cecina,faccia migliaia di spettatori…). Ci lamentiamo sempre del fatto che il Savona coinvolge poco…e poi ci andiamo a cercare il male come i medici, tifando per farci inserire in un girone che non attira nessuno,che nessuno conosce,che storicamente ci è estraneo…che non porterebbe nessuna tifoseria ospite al Baci…(insomma cosa dovrebbe attirare una persona che si vuole avvicinare al Savona…cosa?)”. Tortuga è scettico riguardo al fatto che “la società Savona abbia tanto potere da decidere la composizione dei gironi a proprio comodo” e sottolinea come “a me interessa andare in C, arrivando primi con un punto di vantaggio e un gol al 10′ di recupero dell’ultima giornata e non mi interessa il girone (fossimo anche con le friulane)”. E si dichiara contro il tifo occasionale: “chi viene a vedere il Savona in base all’avversario può pure starsene a casa”.
Secondo alcuni quindi è meglio rinunciare a sfide stimolanti sul piano del tifo, se questo può permettere al Savona di tornare subito in C2. “Il guaio e che mi sa che anche in quel girone rischiamo di non essere dei schiacciasassi…” avverte Crikecrok. Difficile dargli torto: i nomi forse sono meno noti ai tifosi occasionali, ma chi segue costantemente il calcio dilettantistico sa che molte di queste società negli anni scorsi hanno tentato con determinazione di raggiungere la C2. Per esempio lo stesso Foce Lunezia non nasconde che l’obiettivo della fusione è essere più competitivi per il salto di categoria.
Anche sul muro degli ultras biancoblu c’è chi preferirebbe la solita collocazione: “Se ci mettono nel girone toscano,tutto il girone A perderà interesse”, ma c’è anche chi riflette sui vantaggi di evitare le “corazzate” piemontesi: “se fosse vero, sarebbe l’unica strada per poter vincere il campionato…nel girone A ce lo scordiamo!!! meditate gente, meditate…” fa notare U.S. ’72, che precisa: “anch’io preferirei vincere nel girone A, partite più elettrizzanti, tifoserie rivali storiche ecc… però credo che almeno tre squadre ci siano superiori. Siccome il mio unico obiettivo, come il vostro d’altronde è toglierci da questa serie D… ben venga qualsiasi girone se più abbordabile…).
D’accordo anche Bongiorno, che fa notare come “il girone toscano per quest’anno potrebbe essere un toccasana per evitare la durissima concorrenza! La squadra va tifata sempre ogni domenica con qualsiasi compagine con tifosi o non…troppo facile parlare quando si fanno 3 trasferte all’anno”. Ma la voce di Luciano incarna la delusione di molti tifosi degli striscioni e accusa la società: “Non spendono una cippa, ma vogliono vincere… e pazienza se andiamo a giocare a Cecina, a Sansepolcro, o in quei posti lì… l’importante è far fare i sacrifici ai tifosi… Siamo veramente delusi da questa società. Noi volevamo vincere, ma vincere il giorne A, il nostro girone, con le nostre storiche rivali… allora vincere per vincere, che iscrivino la squadra al girone emiliano, che è certamente il più scarso…”, e prosegue: “Già siamo in una categoria ridicola che non ci appartiene storicamente, se poi ci mettono anche in un girone composto da emerite sconosciute… e beh il danno sarà palese, e l’afflusso di pubblico ne risentirà“.
Insomma, l’idea diffusa fra gli appassionati è che il girone “A” porterebbe più pubblico allo stadio e più entusiasmo in caso di vittorie. Ma anche la certezza di affrontare più avversarie costruite per vincere. Il girone ligure – toscano sarebbe una mezza incognita, ma dovrebbe rivelarsi più abbordabile.
In sostanza, qualunque sarà la decisione della federazione, Savona e Vado dovranno affrontare un campionato molto duro, che promuove in C2 una sola squadra e ne retrocede quattro in Eccellenza. E tra pochi giorni sapranno con certezza con chi dovranno fare i conti.


» Christian Galfrè

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