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Articolo n° 13548 del 27 Luglio 2007 delle ore 10:18

Sull’ordine pubblico a Savona

Sono anni che seguo con preoccupazione l’evolversi, in modo peggiorativo, della situazione relativa all’ordine pubblico. Mi spiace che solo ora Ulivi e Di Tullio, si rendano conto dei pericoli a cui, quotidianamente, i cittadini vanno incontro. Avevo, anche avuto un anno fa, un incontro con il Questore, il Suo Vicario ed un funzionario per sollecitare maggiori controlli sui phone center in relazione alla prevenzione delle diverse forme di terrorismo. Ho scritto numerose note sull’argomento e una lettera aperta ai vertici dell’ordine pubblico, con i risultati che attualmente sono all’evidenza di tutti: cioe’ quasi nulli. Devo rilevare che, purtroppo, moltissimi nelle autorita’ preposte, hanno fatto i ciechi e i sordi di fronte alle mie preoccupate note di allarme. Savona e provincia detiene un triste primato: quello dei furti negli appartamenti, pero’ altre tipologie di reato hanno una impennata preoccupante, che dovrebbe far correre ai ripari i responsabili dell’ordine pubblico, mi riferisco alle rapine, sia negli sportelli bancari che postali, nelle ville isolate dell’entroterra, nelle aggressioni a privati cittadini per vari motivi, addirittura certe aggressioni particolarmente violente sono avvenute in ristoranti alla moda, negli incendi d’auto, caratteristica della nostra zona. Voglio rimarcare che l’alto numero di stranieri presenti in Savona non facilita la gestioni dell’ordine pubblico, per molti motivi, culturali, etnici, tribali, e per sistemi di vita che non gradiscono l’integrazione locale.
Ulivi denuncia i problemi di Lavagnola e Villapiana. Ulivi e’ ottimista e limitativo ! i problemi di micro e criminalita’vera e propria, non riguardano solo ed unicamente, alcune zone di Savona, bensi’ tutta Savona, anche il centro e tutte le periferie non sono immuni dalla presenza di gruppi malavitosi che lavorano con efficienza sul territorio, tutte le consorterie organizzate italiane e, ora anche straniere, hanno rappresentanti sul territorio della citta’ e provincia, nessuno escluso dalla camorra alla SCU, sacra corona unita, dai clan albanesi alle triadi cinesi. Ne abbiamo per tutti i gusti. Di Tullio chiede piu’ agenti, ma questa e’ soluzione troppo semplice, forse anche, ma soprattutto serve una cultura della Legalita’, un dovere sentito, di collaborare con le Istituzioni, di mettersi in gioco per proteggere se’ stessi, i propri cari e i propri beni.
Ogni Cittadino deve sentirsi in trincea a fianco delle forze dell’odine, ogni Cittadino deve dare il suo piccolo contributo per una maggiore convivenza civile. In Gran Bretagna il primo nemico del criminale e’ il suo vicino di casa, che quando intravede delle stranezze, avverte chi di dovere. L’ex regime sovietico che di polizie se ne intendeva, aveva capito che il controllo capillare del territorio parte proprio dai singoli appartenenti alla collettivita’. Dobbiamo decidere se far parte di un gregge di pecore, pronte al macello oppure se vogliamo coscientemente fare il nostro dovere di Cittadini, senza paura. Poi vengano pure piu’ agenti, piu’ mezzi e piu’ efficienti tecnologie, ma senza una collaborazione della gente non ci puo’
essere una convivenza civile.

Roberto Nicolick
Consigliere Gruppo Misto

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