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Articolo n° 13670 del 30 luglio 2007 delle ore 17:18

Regione, alberghi: Ruggeri replica alla CdL

[thumb:2750:r]Regione. L’assessore regionale Carlo Ruggeri replica alle critiche della CdL sulla legge per le trasformazioni alberghiere che approderà nei prossimi giorni in aula: “spiace registrare che fra impresa e rendita, in particolare fra interessi generali e privilegi di pochi, la minoranza del Consiglio Regionale si faccia paladina di quest’ultimi”. “E’una legge che mette un freno alla chiusura degli alberghi, che prevede deroghe per ampliare le strutture esistenti e sostegni attraverso un fondo di aiuto al credito. La Regione Liguria con questo provvedimento fa una scelta precisa: sostiene gli imprenditori che fanno turismo, gli albergatori che vogliono innovare e qualificare la loro struttura e non chi cerca la facile rendita immobiliare ad ogni costo”, sottolinea Ruggeri. “In Liguria, la rendita immobiliare ha portato i costi degli appartamenti della costa a livelli abnormi, una situazione che ha provocato nefaste conseguenze per il sociale e che mina la stessa economia turistica. Ogni albergo chiuso – e negli ultimi dodici anni ne sono stati chiusi L’assessore regionale Carlo Ruggeri replica alle critiche della CdL sulla legge per le trasformazioni alberghiere che approderà nei prossimi giorni in aula: “spiace registrare che fra impresa e rendita, in particolare fra interessi generali e privilegi di pochi, la minoranza del Consiglio Regionale si faccia paladina di quest’ultimi”. “E’una legge che mette un freno alla chiusura degli alberghi, che prevede deroghe per ampliare le strutture esistenti e sostegni attraverso un fondo di aiuto al credito. La Regione Liguria con questo provvedimento fa una scelta precisa: sostiene gli imprenditori che fanno turismo, gli albergatori che vogliono innovare e qualificare la loro struttura e non chi cerca la facile rendita immobiliare ad ogni costo”, sottolinea Ruggeri. “In Liguria, la rendita immobiliare ha portato i costi degli appartamenti della costa a livelli abnormi, una situazione che ha provocato nefaste conseguenze per il sociale e che mina la stessa economia turistica. Ogni albergo chiuso – e negli ultimi dodici anni ne sono stati chiusi cinquecento – che si trasforma in seconda casa, segna un passaggio dall’area produttiva alla rendita. Un albergo è impegnato a tenere aperto 250/300 giorni all’anno e dà servizi,un mini alloggio è invece abitato si e no 30 giorni all’anno senza offrire uguali ricadute”, conclude l’assessore ligure all’Urbanistica.


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