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Articolo n° 13860 del 03 agosto 2007 delle ore 14:00

Camera di Commercio: “Rafforzare la competitività delle imprese”

Savona. Sono stati presentati presso la Sala Magnano della Camera di Commercio di Savona gli indicatori statistici relativi alle due tradizionali pubblicazioni dell’ente camerale: “Economia Savonese” ed “Excelsior, il sistema informativo sulle previsioni occupazionali”. Il 2006 registra una ripresa dell’economia savonese e provinciale, con previsioni di crescita nel periodo 2007-2010 intorno all’1,5%, valore leggermente inferiore al dato ligure (1,6%) e nazionale (1,8%). Le imprese registrate alla Camera di Commercio ammontano invece per l’anno 2006 a 32.170 unità, con una variazione positiva rispetto al 2005 dell’1,1%. Il risveglio del manifatturiero ha contribuito nel 2006 all’incremento del valore delle esportazioni: un 16,5 per cento in più, seppure concentrato nella chimica, nell’elettromeccanica, nella produzione di coke e di prodotti petroliferi raffinati. In recupero la domanda turistica negli esercizi alberghieri: un 1,1 per cento in più nelle presenze, al di là di una maggiore partecipazione in valori percentuali della componente estera e nonostante le difficoltà che incontrano gli ospiti nel raggiungere il Ponente ligure. Incremento nei due bacini portuali di Savona e Vado Ligure: nel 2006 i traffici sono ammontati a circa 16 milioni e mezzo di tonnellate, realizzando un incremento del 2,1% sull’anno precedente. Di qui, un mercato del lavoro contrassegnato lo scorso anno dall’aumento di circa 4.000 unità in più sul 2005, che ha portato al miglioramento sia del tasso di occupazione (passato dal 61,7% al 63,8%) sia del tasso di disoccupazione, sceso dal 5,3 al 4,5% pur rimanendo uno dei più alti del Settentrione del Paese. Per quanto concerne altri indicatori: al valore dei titoli di credito protestati salito ad oltre 7 milioni di € per la forte spinta di cambiali-tratte accettate ed assegni, si contrappone il decremento nel numero dei fallimenti dichiarati e la crescita nella consistenza degli impieghi bancari (prima Savona in Liguria anche nel rapporto impieghi/depositi).
“E’ necessario sostenere una politica di sviluppo per rendere più competitive le nostre imprese, oltre al rinnovo di impianti e macchinare il sistema delle aziende deve poter contare su più spazi di espansione soprattutto con interventi infrastrutturali, dal sistema viario a quello ferrovierio, fino alle piattaforme logistiche, che possano implementare la competetività in un programma coordinato di innovazione e rinnovamento che va sicuramente accelerato rispetto a quanto stiamo facendo…”, ha commentato ad IVG.it il Presidente della Camera di Commercio di Savona Giancarlo Grasso. L’ente camerale ha poi indicato le sue priorità: rafforzare il ramo industriale, favorire il potenziamento commerciale del PMI sul mercato estero, sostenere le produzioni agricolesostenere le produzioni agricole, esaminare la rete commerciale attraverso la valutazione dei consumi interni, recuperare gli spazi perduti nell’industria dell’ospitalità e del tempo libero, soprattutto nella componente estera, attraverso una politica pubblico-privata d’incentivazione della nostra offerta mediante l’individuazione di sistemi e di prodotti d’eccellenza, potenziare la rete infrastrutturale: per la Val Bormida inserita nei collegamenti porto di Savona Vado – Nord Ovest Italia – Centro Europa, potrebbero manifestarsi nuove possibilità di crescita; per il comprensorio ingauno, in cui i distretti florovivaistico e turistico rappresentano realtà di rilevanza nazionale, tenuta e sviluppo hanno significatività se supportate da un’efficiente sistema logistico; internazionalizzare le nostre imprese, penalizzate dalla piccola dimensione; promuovere l’innovazione attraverso partnership tra piccole e medio-grandi aziende; ri-progettare il credito”, con la messa a disposizione di un fondo di garanzia, ma soprattutto il ricorso ad un azionariato pubblico-privato, che, attraverso la costituzione di un fondo di rotazione, preveda la compartecipazione al capitale di rischio in settori da incentivare; ridurre i costi energetici che pesano sui conti delle imprese. Esercizi alberghieri, aziende agricole, imprese artigiane, industrie manifatturiere sono particolarmente condizionate dalla mancanza di una politica locale di settore; incentivare la formazione per la quale occorrono modalità nuove di organizzazione dell’offerta formativa rivolta alle esigenze aziendali, così che l’investimento resti più efficace; sia la creazione di campus e poli d’eccellenza. Non dimenticando, nel contempo, la funzione dell’apprendistato; individuare prime proposte di marketing territoriale. Iniziative che attendiamo si traducano in progetti strategici per la rivitalizzazione e lo sviluppo dei sistemi economici locali. Ne è scaturita la formulazione del documento “Linee di politica economica”, già approvato dalla Giunta e dal Consiglio camerale. Due i piani strategici: in termini complessivi, allargando l’orizzonte territoriale della provincia e dei singoli comprensori impostando politiche infrastrutturali, creditizie ed energetiche; in termini locali, operando con progettualità mirate, incrociando le potenzialità settoriali e di filiera con la morfologia e le infrastrutture territoriali, favorendo la diffusione dell’innovazione, la creazione di un incubatore virtuale, l’internazionalizzazione e l’aggregazione delle imprese e nel contempo progettando su aree distinte: Savonese, Bormide, Ingauna, Finalese-Loanese e Varazzino-Giovo.
Sul fronte oocupazionale si registra una situazione stazionaria con un -0,1% rispetto al 2005, risultato da un lato di un aumento delle unità lavorative nel tessuto delle microimprese della Provincia (+1,8%), dall’altro nella diminuzione degli addetti nelle aziende di media dimensione (-0,4%) e in quelle con più di 50 dipendenti (-1,7%). Bassa la percentuale dei contratti a tempo indeterminato (28,3%) rispetto alla media nazionale (45,4%) e ligure (35,6%). Il settore dei servizi è quello che fa registrare la pià alta percentuale di assunzioni (72%) e cresce il numero degli extracomunitari impiegati (tra il 28 e il 32,4%), in particolare nel settore delle costruzioni e del ramo turistico-ricettivo. Altro dato indicativo è la richiesta di manodopera specializzata e personale qualificato, in possesso di laurea o diploma, come sottolinea lo stesso Presidente Grasso: “il sistema delle imprese ha evidenziato questa necessità, per perchè il territorio provinciale in diversi settori economici potrà comptere solo se avrà prodotti di qualità sempre più appetibili sui mercati nazionali ed esteri”.

[image:3903:c:s=1:t=Maurizio Scaiola e Giancarlo Grasso,
direttore e presidente dell’ente camerale]

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